Angeli e Demoni: nuova misura cautelare per il guru Claudio Foti
Non potrà visitare e curare minorenni per 6 mesi

9/12/2019 – Angeli e Demoni: lo psicoterapeuta Claudio Foti, noto volto televisivo e “guru”del centro studi Hansel e Gretel, consulente della Asl e del progetto La Cura di Bibbiano, fra i principali indagati dell’inchiesta sugli affidi illegali che ha travolto i servizi sociali della Val d’Enza, non potrà per i prossimi sei mesi esercitare l’attività professionale di psicologo-terapeuta nei confronti di soggetti minorenni. Ciò in relazione a nuovi sviluppi delle indagini per l’ accusa di frode processuale (articolo 374 codice penale) che prevede la reclusione da uno a cinque anni.

La misura cautelare interdittiva emessa dal Gip di Reggio Emilia su richiesta della Procura della Repubblica, è stata eseguita questa mattina alle 11,40 a Pinerolo, dove Foti è in stato di libertà ma con obbligo di residenza, dopo la sentenza del Riesame che in estate aveva annullato gli arresti domiciliari.

Claudio Foti nel coso di un dibattito in tv

La nuova misura cautelare è stata decisa a seguito degli sviluppi delle indagini, dalle quali è emerso fra l’altro che Foti – secondo le accuse della Procura di Reggio Emilia – avrebbe sottoposto una minorenne a sedute “serrate” di psicoterapia per indurla in modo suggestivo al convincimento di aver subito abusi sessuali dal padre. In conseguenza di ciò, nell’ottobre 2017 il padre è stato dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale dal tribunale dei Minorenni di Bologna.

Da rilevare che è proprio il materiale video prodotto dalla difesa di Foti in sede di richiesta di riesame, a capovolgersi contro il famoso psicoterapeuta: il consulente tecnico della Procura è arrivato a conclusioni diametralmente opposte a quelle difesa, trasformandosi così in una prova a sostegno dell’accusa.

Di seguito il capo d’imputazione a carico di Foti, relativo alla nuova richiesta cautelare.

Art. 374 c.p.perché, in qualità di psicoterapeuta incaricato dalla ASL di tenere un corso di formazione avente ad oggetto sedute terapeutiche con… e, successivamente, protraendo tali sedute con la minore presso “la Cura”, in pendenza del giudizio civile incardinato presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, avente ad oggetto la idoneità genitoriale di… con la contestuale prospettabilità di nomina di un CTU in relazione alle valutazione delle capacità genitoriali e alle verifiche di rito sulla minore circa la volontà di riallacciare il rapporto paterno, al fine di trarre in inganno il CTU e l’Autorità Giudiziaria, alterava lo stato psicologico ed emotivo della minorenne, sui fatti oggetto del procedimento, sottoponendola a sedute serrate, attraverso modalità suggestive e suggerenti, con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale ed ingenerando in tal modo in capo alla minore il convincimento di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal socio. In tal modo radicando nella minore un netto rifiuto nell’incontrare il padre, il quale veniva dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale, con provvedimento emesso dal Tribunale per i Minorenni di Bologna in data 12.10.2017. In Reggio Emilia, dal marzo 2016 al 12 ottobre 2017″.

“La citata imputazione e la correlata gravità indiziaria venivano formulate sulla scorta delle intense e cospicue attività investigative espletate successivamente all’esecuzione dell’ordinanza cautelare genetica del 27 giugno 2019”

“Ciò, altresì – si sottolinea – assicurando di tenere nella doverosa considerazione, i rilievi posti dal Tribunale del Riesame di Bologna che, con la relativa ordinanza del 18.07.2019, in sede di appello proposto dal Foti, aveva annullato l’ordinanza genetica con riguardo al capo di cui al reato di frode processuale ai danni di… per difetto dell’elemento soggettivo richiesto dalla norma, nonché alla luce della ravvisata mancata sovrapponibilità temporale tra le sedute psicoterapeutiche e le terapie dell’indagato”.

Nel contesto delle attività investigative che hanno portato all’ordinanza cautelare eseguita oggi, “si è compresa la mirata e dettagliata analisi del CT del Pubblico Ministero rispetto al materiale video prodotto dalla difesa del FOTI a sostegno della relativa istanza di riesame risultata, in maniera oggettivamente antitetica a quanto prospettato dalla predetta difesa, un chiaro ed inequivocabile sostrato probatorio a sostegno invece delle ipotesi accusatorie”.

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