Addio alla Reggio del buon vivere
Qualità della vita, il paradigma di un declino

DI PIERLUIGI GHIGGINI

16/12/2019 – Era il 1999: le banche distribuivano ancora lire a piene mani, la bolla edilizia con la ndrangheta dentro sembrava una fulgida stella destinata a non spegnersi mai, non esisteva disoccupazione e in questa provincia si contavano una novantina di discoteche. Venti anni fa, dunque, nella classifica della qualità della vita del Sole 24 Ore, Parma figurava orgogliosamente al primo posto in Italia, Piacenza al secondo e Reggio Emilia al terzo posto. Il podio grondava e luccicava tutto del gran pezzo dell’Emilia.

Oggi, al termine della notte della crisi economica e sociale più lunga del secondo dopoguerra, Parma si classifica al decimo posto (ed è il miglior risultato emiliano, seguita da Bologna al 14esimo…) mentre Reggio Emilia annaspa al 22esimo, con quattro posizioni perdute in un solo anno. Per non dire di Modena, che nel 2014 era terza e ora è contenta di essere 19esima, e soprattutto di Ravenna che cinque anni fa era prima e ora viene sbattuta al 39esimo posto, con ben 28 posizioni perdute negli ultimi dodici mesi.

In queste cifre stringate scorrono i titoli di coda di un film impietoso, la storia di un cambiamento che forse solo ora appare evidente in tutta la sua profondità, complessità e drammaticità.

Reggio Emilia dal cielo

La classifica pre natalizia del Sole è un’ordalia che mette a nudo e persino ridicolizza decenni di propagande, di narrazioni bugiarde sull’Emilia dalle sorti perennemente luminose e progressive, di troppe furbizie escogitate per accalappiare il consenso sociale e soprattutto di silenzi studiati e messi in atto come suprema forma di inganno dell’opinione pubblica.

Per la cronaca, sul podio nazionale svettano ancora Milano a primo posto e Bolzano al secondo, mentre Trento ha scalzato Aosta dalla terza posizione. Reggio Emilia è troppo lontana, nonostante l’alta velocità, troppo oltre l’orizzonte che un tempo la vedeva signoreggiare sulle altre province ricche del Nord.

La cifra del cambiamento, o meglio del declino, è scritta negli estremi d delle classifiche parziali dell’indagine del Sole, che oggi ha tagliato il traguardo della trentesima edizione. Da un lato Reggio Emilia si classifica al secondo posto dietro Bolzano per tasso di disoccupazione generale (4,22%) e giovanile (9, 88), ed è al decimo posto in crescita per Ricchezza e consumi; dall’altro scende in 22esima posizione nella tappa “Giustizia e sicurezza“, crolla al 65esimo posto per Ambiente e Servizi, e addirittura precipita nella posizione numero 77 davanti a Pavia e dietro a Catania, nella classifica parziale “Cultura e tempo libero“. Quello che erano i i fiori all’occhiello della Reggio del welfare, dello spettacolo colto come dello svago collettivo, ora suonano quale condanna al crepuscolo, ultimo minuto prima delle fredde ombre della notte .

Reggio Emilia, la fontana davanti al teatro Valli illuminata

E’ vero che il giudizio può apparire ingeneroso e persino fuoriviante nella città di Loris Malaguzzi e di Reggio Children, della biblioteca Panizzi e del teatro Valli, di un sistema museale storico come pochi, della Galleria Parmeggiani e se volete – vietato sorridere – di Fotografia Europea. E che dire di una provincia che vanta le vestigia matildiche e la Pietra dantesca? Ma questa è la statistica, baby, e non puoi farci niente. Evidentemente qualcosa non va. Gli altri sono andati avanti, Reggio è rimasta ferma oppure è arretrata.

Ecco allora, per orientarsi appena un po’ meglio, la posizione della provincia di Reggio Emilia in tutte le classifiche parziali di “tappa”. Gli spunti di riflessione non mancano.

PRIMA TAPPA Ricchezza e Consumi

1 Aosta, 2 Milano, 3 Trieste

9 Biella

10 Reggio Emilia

11 Piacenza

SECONDA TAPPA Affari e Lavoro

1 Milano, 2 Trieste, 3 Bolzano, 4 Bologna, 5 Rimini

15 Prato

16 Reggio Emilia (al secondo posto negli indicatori Tasso di disoccupazione e Tasso di disoccupazione giovanile)

17 Cuneo

TERZA TAPPA Ambiente e Servizi

1 Trento, 2 Trieste, 3 Bolzano, 4 Nuoro, 5 Milano

64 Pavia

65 Reggio Emilia

66 Mantova

QUARTA TAPPA Demografia e società

1 Bolzano, 2 Brescia, 3 Lodi, 4 Monza Brianza, 5 Verona

18 Rimini

19 Reggio Emilia

20 Trento

QUINTA TAPPA Giustizia e Sicurezza

1 Oristano, 2 Trevisto, 3 Aosta, 4 Belluno, 5 Pordenone

25 Fermo

26 Reggio Emilia

27 Cremona

SESTA TAPPA Cultura e Tempo Libero

1 Rimini, 2 Trieste, 3 Milano, 4 Venezia, 5 Aosta

76 Catania

77 Reggio Emilia

78 Pavia.

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3 risposte a Addio alla Reggio del buon vivere
Qualità della vita, il paradigma di un declino

  1. giovanni Rispondi

    17/12/2019 alle 04:38

    E per fortuna che si è insediata l’Università!
    Non bisogna affrontare con coraggio il problema della classe politica e dirigenza pubblica, sempre più condizionata dall’appartenenza e dalla mediocrità?

  2. Adieu Rispondi

    17/12/2019 alle 08:49

    Non c’è limite al Peggio.. Emilia.

  3. Gianfranco Rispondi

    19/12/2019 alle 11:49

    Situazione degenerata sempre più grazie, negli ultimi anni, ad Amministrazioni incapaci, autoreferenziali, elette solo grazie ad una ignoranza diffusa ed a fiducia in valori di sinistra che non esistono più da tempo.
    Un’Amministrazione che non sa lavorare o non lavora e racconta le solite bugie sui risultati ottenuti.
    Raccolta differenziata? Successo falso, basta aggirarsi neii quartieri per rendersene conto, ma loro stanno seduti a palazzo.
    Cultura? Meglio non parlare anche di gusto estetico ed intelligenza, basti guardare le decorazioni natalizie di quest’anno, a dir poco demenziali.
    Ci sarebbe molto altro, ma occorrerebbe la penna dell’Ariosto per farne un poema.
    E nessuno di chi può, si ribella?

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