19 agosto 1859 Ritrovato a Reggio il “trono” di Garibaldi
Ora è accanto al pozzo dei battesimi laici di via Mari

DI TULLIO MASONI

9/12/2019 – Prima dell’ascesa della borghesia, la sedia  con lo schienale e i braccioli alti, conferiva un senso di apertura al dialogo ma rimaneva comunque  un oggetto che solo i ricchi potevano permettersi, proprio per questo motivo il collegamento tra lo scranno e il potere era totalmente naturale.

Solo nel diciannovesimo secolo grazie alla produzione in serie dell’era industriale, la seggiola iniziò ad essere una comodità per tutti. La poltrona dove ha posato le terga Giuseppe Garibaldi, nella sua visita del 1859 a Reggio Emilia, appartiene al periodo in cui era ancora uno status da privilegiati e rappresentava il collegamento tra il potere sociale, la politica e la religione. 

Scanni con schienali alti e dalle sedute di cuoio rigide e formali sono simboli tradizionali del potere. Infatti questa dantesca era stata commissionata intorno al 1802 dalla famiglia Benotti per l’arrivo del capofamiglia Giobatta che veniva da Juan-les-Pins dove svolgeva il mestiere di sarto per il gran mondo dell’epoca.

Il figlio di Giobatta, Erminio ereditò la sedia e proseguì  l’attività del padre  in Costa Azzurra, tuttavia non mancava di tornare a Reggio Emilia in Agosto per trovare amici e parenti.

La sedia di Garibaldi allo storico pozzo di via Mari

Il 19 Agosto 1859 quando vide Garibaldi battezzare civilmente i bambini accanto al pozzo di via Mari, scese le scale velocemente con la preziosa sedia di Giobatta per farlo accomodare e porgergli un bicchiere di vino. Ebbe l’onore di parlare con lui in dialetto nizzardo e da quel giorno Erminio Benotti non si separò più da quel trono, testimone assoluto del suo incontro con  Garibaldi.

C’è chi sostiene di aver visto Erminio prendere le misure per confezionargli una camicia e che a campagna finita Benotti si recò a Caprera… chissà.

Nella seduta è incisa una scritta in latino, come si faceva per i grandi condottieri romani: A.D.  XIV  KAL.  SEPT. HINC GARIBALDI MDCCCLIX, oltre a due stelle sempre incise nel cuoio, probabilmente fatte da uno dei familiari di Erminio Benotti o cesellate proprio da lui per cristallizzare quell’evento sul corame.

L’epigrafe incisa nel corame della sedia di Garibaldi

Quel seggio entrò nella proprietà della mia famiglia, ma ne sono venuto in possesso di recente, dopo una lunga trattativa con chi lo deteneva senza averne titolo. Finalmente la sedia ora si trova vicino al pozzo come quel lontano 19 Agosto 1859 e da quel giorno ha portato fortuna a chi vi è seduto sopra dopo Garibaldi…

Il proprietario Tullio Masoni seduto nello scranno di Garibaldi


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2 risposte a 19 agosto 1859 Ritrovato a Reggio il “trono” di Garibaldi
Ora è accanto al pozzo dei battesimi laici di via Mari

  1. Dino Rispondi

    09/12/2019 alle 14:51

    1859

  2. carlo baldi Rispondi

    09/12/2019 alle 15:24

    Bravissimo. Complimenti. E’ un reperto importante e simbolo di ribellione e di amore per la libertà, più che di potere.

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