Video hard del calciatore Voltolini: scovati e denunciati gli autori
Scatta il Codice Rosso: rischiano sino a 6 anni di carcere

5/12/2019 – La Digos di Reggio Emilia ha individuato e denunciato due persone che hanno girato e diffuso sui social il video che mostra un rapporto sessuale consumato nei bagni di una discoteca di Rubiera tra il portiere della Reggiana Matteo Voltolini, 23 anni (sospeso in via cautelativa per una settimana dalla società granata) e la sua fidanzata. Il fatto era avvenuto nella notte di domeni 17 novembre, dove il calciatore era andato a festeggiare conn gli amici la vittoria dela Reggio Audace sulla Vis Pesaro.

I due giovani sui media aveva dichiarato subito di essere vittima di una violenza: evidentemente il video era stato girato a loro insaputa, o di certo non ne avevano autorizzato la diffusione, diventata virale in poche ore.

Matteo Voltolini

A seguito della denuncia presentata dal calciatore, la Digos ha condotto indagini su più fronti, e negli ultimi giorni ha ascoltato diversi testimoni presenti nel locale o – fanno sapere dalla Questura – in qualchje modo coinvolti nella condivisioni del video attraverso le piattaforme web.

“Le attività di indagine, sviluppate anche attraverso l’intervento e la collaborazione delle società gestrici dei principali social network, hanno consentito di individuare e denunciare a piede libero alla Procura della Repubblica due persone”, una residente nella provincia di Reggio Emilia e l’altra a Ferrara (ma domiciliata nel reggiano) responsabili “in concorso tra loro della realizzazione e della diffusione del video”.

Il reato di cui dovranno rispondere è il 612 ter del codice penale, introdotto con il “Codice rosso” nel pacchetto di norme denominato “revenge porn” che punisce chi realizza e diffonde, senza il consenso delle persone interessate, foto o filmati con scene specifiche di sesso.

Il reato di revenge porn viene punito con il carcere da uno a sei anni e una multa da 5 mila a 15 mila euro. Non solo: la pena per chi realizza e diffonde in prima battuta immagini o video “a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle parti interessate” si applica anche rilancia le immagini o il video ricevute da terzi. I ragazzi, troppo disinvolti, nell’uso violento e illecito dei social sono avvertiti. E le ragazze, in genere vittime della uso violento delle loro immagini, ora hanno uno strumento potente per difendersi e farla pagare ai loro persecutori.

Il dispositivo dell’art. 612 ter Codice penale: carcere da uno a sei anni

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000.

La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.

La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.

La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d’ufficio nei casi di cui al quarto comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio”.

(da BROCARDI.IT)

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