Un sabato reggiano (e orwelliano) con le Sardine che non vogliono parlare di Bibbiano

DI PIERLUIGI GHIGGINI

23/11/2019 – I buoni in piazza Prampolini, i cattivi alla Sala del Capitano. I globalisti accoglienti eroicamente a mani nude contro l’ondata fascioleghista avanzante, e i biechi sovranisti seminatori d’odio a fare ala al generale Bertolini. Le sardine simpaticamente strette tra Comune e vescovado, e quelli che gli girano i santissimi schierati militarmente nel fortilizio dei dubbi, delle opposizioni e del prima di tutto l’Italia.

Piazza Prampolini: oggi leSardine vogliono riempirla

Ancora una volta riti di sapore manicheo si consumano nel cuore di Reggio Emilia, ancora una volta va in scena la demonizzazione dell’avversario politico con una surreale inversione dei ruoli (lezione orwelliana) in cui gli angeli sono eternamente alla greppia del potere locale, e i demoni sono quelli che il potere non lo hanno, gli indifesi che chiedono sicurezza, le donne che non vogliono essere intimidite ai parcheggi (sì, c’è anche questo nella Reggio dell’accoglienza e delle persone), quelli che non accettano di essere minacciati e perseguiti per le loro opinioni, giuste o sbagliate che siano. Che dicono basta alla Reggio dei piani nobili da decenni impegnati a fare lingua in bocca con la ndrangheta.

Naturalmente tutto è condito da scenari nazionali e grandi manovre del mainstream, ma noi che montellianamente non ce la beviamo più, sappiamo che fondamentalmente ciò si spiega con le elezioni regionali prossime venture, e con la paura fottuta di boiardi, mandarini, badesse, monsignori, valvassori e valvassini, fidi scudieri e prebendari, riccastri e parvenu di perdere in una notte un potere durato quanto e più dell’Unione Sovietica.

Il generale Marco Bertolini

E allora, diamo un’occhiata ai buoni e ai cattivi. Dunque, oggi sabato 23 novembre il generale Marco Bertolini – reggiano di Rubiera, tra i militari più noti del Paese – è alla Sala del Capitano (piazza del Monte) per parlare su “Italia europea e Italia euromediterranea” (ore 16) alla luce della competenza maturata alla guida di numerose missioni italiane all’estero. Alle 18,30 invece, le Sardine sono autoconvocate in piazza Prampolini – in una singolare coincidenza con la conferenza promossa dalle associazioni di destra – per fare argine al salvinismo montante e, appunto, alla destra che osa prendere la parola e che secondo taluni del Pd non avrebbe neppure diritto di materializzarsi a Reggio, dove ovviamente vige una Costituzione tutta particolare.

Sardine alimentate dal pensiero melloniano (“L’europa èa un bivio: fascismo e antifascismo”) maturato nella placenta del dossettismo in salsa reggiana, e sostenute scopertamente sia dal Pd che le abbraccia come l’ultima ancora di salvezza, anzi vi si sperde in piazza, sia dai gangli del potere comunale.

Illuminante la catilinaria con cui la neo assessora alla cultura Annalisa Rabitti (già presidente delle Farmacie Comunali Riunite, fedelissima del sindaco Vecchi) ha chiamato alla mobilitazione contro l’Invasor ( vadassè Salvini, sovranisti, e oppositori di ogni risma) che “diffonde odio e violenza, sradica valori e principi, cancella umanità”. La delegittimazione dell’avversario continua imperterrita, senza un minimo di riflessione critica e sino a vette di fanatismo difficilmente eguagliabili.

Annalisa Rabitti

Si direbbe lo stesso meccanismo ideologico, di demonizzazione senza perdono, di cui era intriso il piombo con cui si stampava la fosca Difesa della Razza di Telesio Interlandi. Qualcuno, insomma, dovrebbe attaccare la spina del cervello prima di parlare.

Per tacere del fatto che le Sardine, a Reggio Emilia, hanno un grosso problema in più. Il giovane leader Matteo Santori ha detto in tv – citiamo testualmente – “noi non vogliamo che si parli di Bibbiano, non vogliamo una campagna elettorale in cui si parla di Bibbiano“. Vale a dire silenzio sullo scandalo dei bambini strappati ai loro genitori, su cui indaga la magistratura e presto andrà a processo pubblico.

Mattia Santori, fondatore delle Sardine: “Non noi vogliamo parlare di Bibbiano”

Il gioco non poteva essere più scoperto, nè più vigoroso l’assist lanciato a quella parte del Pd che ha scelto la strada di mettere la sordina allo scandalo più grande dell’Italia di oggi, pur di non affrontarne i nodi politici e culturali che vanno ben oltre la stessa vicenda giudiziaria. Gli ultimi sviluppi, con la sconcertante leggenda (o leggenda del tutto non è?) di riti satanici, giri pedofili ad altissimo livello, persino “cannibalismo rituale”, confermano che tacere, minimizzare, negare è persino materialmente impossibile. E allora: anche a Reggio, in piazza Prampolini, le sardine diranno che non vogliono parlare di Bibbiano?

Buon sabato reggiano, e buon San Prospero a tutti.

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Una risposta a 1

  1. Gianni Rispondi

    23/11/2019 alle 10:52

    Odio all’odio, pancia contro pancia. Campagna elettorale da derby. Intanto il problema del cretinismo da consanguineità esiste, purtroppo non solo in chi detiene il potere. Per fortuna qualche rara penna esce dal coro.

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