Su Liliana Segre scontro surreale in Sala del Tricolore
Il Pd riesce a votare contro il suo stesso documento (emendato dalle opposizioni)

DI PIERLUIGI GHIGGINI

11/11/2019 – I biechi dietrologi che, come noi, nutrono il sospetto di una strumentalizzazione di bassa politica intorno al voto del Senato sulla mozione della senatrice a vita Liliana Segre – sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti e monumento vivente alla lotta contro il razzismo e l’antisemitismo – ha trovato più di un motivo di conferma in quello che è accaduto in consiglio comunale a Reggio Emilia.

Pur di evitare un voto unitario di solidarietà per gli attacchi e le minacce subiti in questi giorni dalla senatrice Segre – e a seguito delle quali il prefetto di Milano ha deciso di assegnarle una scorta – il Pd e apparentati sono riusciti a votare contro la mozione degli stessi dem, emendata degli attacchi più duri ai 98 senatori del centro-destra che si erano astenuti sul testo che ha istituito commissione parlamentre d’inchiesta sul fenomeno dell’odio razziale, esteso allo hate speech.

Dunque, in Sala del Tricolore le condizioni per un voto unitario erano solo pia illusione: in realtà ha prevalso la ricerca dello scontro, vero paradigma di questa come tante altre vicende politiche.

La senatrice a vita Liliana Segre accompagnata da due uomini della scorta a Milano

Il capogruppo della Lega Matteo Melato ha definito “da infami” e “inaccettabili” gli attacchi alla senatrice a vita, tuttavia una questione è risultata insormontabile. Le opposizioni hanno ritenuti non votabili alcuni passaggi del documento presentato dal consigliere del Pd Paolo Genta, che nelle premesse stigmatizzavano il comportamento dei senatori del centro destra. Le opposizioni hanno chiesto solo di emendare il documento di quei passaggi, ma la maggioranza ha detto no. A quel punto hanno presentato una loro mozione – proposta da Claudio Bassi di Forza Italia – il cui testo era letteralmente fotocopiato dal documento Pd, privo dei passaggi ritenuti inaccettabili.

L’atto e’ stato respinto con 18 voti contrari e 11 a favore. Bassi ha chiesto “che venga comunque trasmesso alla senatrice Segre, a cui ho intenzione di scrivere personalmente per esprimere la mia solidarietà per le minacce ricevute”.

Dopo questo schiaffo, il sindaco Vecchi ha chiesto alle opposizioni di votare comunque il documento del Pd. Vale a dire, la capitolazione. “Segre – dice il sindaco – non appartiene alla sinistra, è un punto di riferimento morale per tutti coloro che si ritengono democratici. Credo che votare la mozione della maggioranza non tolga nulla alla minoranza e anzi consenta ai consiglieri di posizionarsi in modo più maturo rispetto all’errore politico fatto in Parlamento da alcuni partiti”.

Naturalmente il sindaco non ha rivolto analogo invito al Pd, a conferma che non esisteva alcuna reale volontà di arrivare a una espressione unitaria di solidarietà nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre. Così vanno le cose, e non solo a Reggio Emilia.

La mozione del Pd e’ stata approvata con 21 voti della maggioranza e di Soragni dei 5 Stelle. Forza Italia, gli altri consiglieri M5S, Lega e Alleanza civica hanno deciso di non partecipare al voto.

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4 risposte a Su Liliana Segre scontro surreale in Sala del Tricolore
Il Pd riesce a votare contro il suo stesso documento (emendato dalle opposizioni)

  1. No Air Rispondi

    12/11/2019 alle 08:32

    I sacchetti per vomitare sono nel seggiolino davanti a voi.

  2. Paola Rispondi

    12/11/2019 alle 08:46

    Ho votato a favore anche di quella del PD, per coerenza. Le richieste erano pressoché simili tra l’ODG del PD e quello di Bassi.

  3. Paola Soragni Rispondi

    12/11/2019 alle 08:59

    MI rammarica solo che si aveva la possibilità di dimostrarsi tutti uniti contro il razzismo, la xenofobia, e l’ideologia fascista, che SEMPRE devono essere perseguite. E’ importante che le forze politiche non si lascino trasportare da odi reciproci solo per ragioni di partito, ma vadano oltre, compatti, a condannare atti come quelli avvenuti in Parlamento contro la Segre. Purtroppo ciò non è avvenuto.

  4. janvier Rispondi

    12/11/2019 alle 16:57

    Commedia all’italiana ed infantilismo della politica. Mentre stanno a litigare nel palazzo su grandi temi, come quello del razzismo ed antisemitismo, per piccoli problemi formali, fuori l’economia mondiale va a rilento, in diversi paesi si sviluppano subbugli e guerre, e la violenza aumenta.
    I consiglieri comunali mi sembrano i fraticelli greci che restarono chiusi in convento per un anno per decidere quanti angeli stessero sulla punta di un cucchiaio, mentre fuori avvenne lo scisma fra oriente e occidente.

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