Raffaele Cantone stronca la “spazzacorrotti”
“Scritta male, e per questo inapplicabile”

6/11/2019 – L’Aula Magna dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha accolto ieri con il tutto esaurito Raffaele Cantone, già presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), e Nicola Mazzacuva, avvocato del Foro di Bologna, che si sono confrontati sul tema “Delitti contro la Pubblica Amministrazione: i reati di corruzione”.

Da sinistra: Stefano Landi, l’avvocato Mazza, il colonnello della Guardia di finanza Moro, il questore Sbordone, il prefetto Maria Forte, il colonnello dei carabinieri Cristiano Desideri, Stella Borghi, il presidente di Unindustria Fabio Storchi

Introdotti dalla presidente dell’Ordine degli Avvocati Celestina Tinelli – dopo i saluti di Corrado Baldini presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti, e diGiovanni Baldi presidente del Rotary Reggio Emilia,che hanno collaborato all’organizzazione dell’iniziativa – il dottor Cantone e il professor Mazzacuva hanno compiuto un excursus sulle norme penali dell’ordinamento italiano in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione, dal Codice penale Rocco del 1930 fino alla riforma Orlando del 2019, con la cosiddetta “Legge spazzacorrotti”.

Il professor Mazzacuva, secondo il quale tutti i reati contro la Pubblica Amministrazione sono perseguiti per proteggere il prestigio, il buon andamento e l’imparzialità degli enti, ha spiegato che “nel corso degli anni, le pene per questi reati hanno subito una forte escalation fino a prevedere, in alcuni casi, otto anni di reclusione con pene accessorie applicate a vita – come ad esempio l’interdizione dai pubblici uffici – anche per fatti da corruzione cosiddetta “pulviscolare”, ovvero di scarso rilievo economico”.

Nicola Mazzacuva, Celestina Tinelli e Raffaele Cantone

Diversa la posizione del dottor Cantone, il quale sostiene che sia molto importante all’interno delle pubbliche amministrazioni lavorare sulla prevenzione mettendo in campo strumenti che impediscano il verificarsi di fattori di rischio di corruzione, guardando anche alle esperienze di paesi, come ad esempio la Svezia in cui i reati di corruzione sono pressoché inesistenti. “Purtroppo in Italia si riesce a individuare solo la punta di un iceberg – ha sottolineato Cantone – la corruzione infatti è il reato che ha il più alto numero di fatti corruttivi non scoperti e che non emergeranno mai, ma che provocano un grave danno per il Paese e il sistema economico”.

Molto alto l’interesse in sala da parte del numeroso pubblico, di professionisti e di autorità, intervenuti all’incontro organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e il Rotary Club Reggio Emilia.

Da sinistra Nicola Mazzacuva, Raffaele Cantone, Celestina Tinelli, Corrado Baldini e Giovanni Baldi

In sala , tra gli altri il prefetto Maria Forte, il questore Antonio Sbordone, il comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia colonnello Cristiano Desideri, il comandante della Guardia di Finanza colonnello Edoardo Moro, la presidente del Tribunale di Reggio Emilia Cristina Beretti, insieme al giudice Andrea Rat, la presidente della Camera Civile di Reggio Emilia avv. Tiziana Ficarelli, l’avv. Alessio Fornaciari in rappresentanza della Camera Penale, il presidente della Camera di Commercio Stefano Landi, il presidente di Unindustria Reggio Emilia Fabio Storchi, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Stefano Zoni, il presidente della Fondazione Giustizia avvocato Franco Mazza., il presidente di Credemholding Giorgio Ferrari, l’ex senatore Franco Bonferroni, molti esponenti delle professioni. In serata, Raffaele Cantoni ha partecipato a un incontro su “Il piacere dell’onestà” organizzato al teatro Asioli di Correggio dal circolo culturale Primo Piano.

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