Il Glutatione per prevenire l’Alzheimer: una sperimentazione nel solco delle ricerche di Cavalieri
Molecola “magica”: Solimè spiega come funziona

28/11/2019 – Antiossidanti per contrastare lo sviluppo del morbo di Alzheimer. E’ in corso in italia una ricerca propmossa dall’istituto Fatebenefratelli di Genzano e Igea Pharma NV finalizzata a dimosgtrare l’efficacia degli antiossidanti contro i disturbi di questa patologia che colpisce un numero crescente di persone a livello mondiale.

L’Alzheimer rappresenta fino all’85% di tutte le forme di demenza: colpisce l’8-10% degli ultra-sessantacinquenni e il 32% degli ultra-ottantenni. Secondo le stime più recenti in Italia i malati sono circa 900 mila ed i nuovi casi sono stimabili in circa 80 mila l’anno.
    La ricerca coinvolge 40 persone con forme lievi di demenza di Alzheimer per un periodo di 12 mesi: due gruppi si alternano in periodi di sei mesi assumendo l’integratore Alz1 Tab (euvitase), a base di oleuropeina e glutatione biodisponibile. I soggetti coinvolti vengono valutati a sei e dodici mesi con test neuropsicologici.

Va rilevato in proposito che il professore Ercole Cavalieri, lo scienziato di Omaha originario di Campagnola Emilia conosciuto in tutto il mondo per gli studi sull’origine molecolare del cancro e le ricerche decisive sulle sostanze che possono prevenire la malattia, già da anni ha indicato il glutatione come una molecola efficace non solo nella prevenzione dei tumori, ma anche in malattie degenerative neurologiche come Parkison e, appunto, Alzheimer.

Eleanor Rogan, Roberto Solimè (in piedi) e Ercole Cavalieri durante un seminario a Lubiana

E infatti Cavalieri indica la N-acetilcisteina, che è un precursore del Glutatione, tra le sostanze decisive per una prevenzione efficace, già dimostrata per via chimica e anche in ristretti gruppi di osservazione. Al dottor Roberto Solimè, fondatore dei laboratori erboristici Solimè di Cavriago, saggista e divulgatore degli studi del professor Cavalieri, abbiamo chiesto alcune sintetiche considerazione sul Glutatione che oggi – come detto – è entrato nella sperimentazione del Fatebenefratelli sull’Alzheimer.

Dottor Solimè, che cos’è il Glutatione? Qual è la sua efficacia?

“Il Glutatione attraverso il processo di coniugazione diretta, detossifica molti xenobiotici, vale a dire sostanze chimiche estranee al sistema biologico come farmaci, vaccini, contaminanti ambientali, agenti cancerogeni, insetticidi, ma anche composti di origine naturale e composti che si originano per l’aggiunta di additivi chimici o in seguito alla cottura dei cibi. Il Glutatione è un potente scudo per la difesa della salute: protegge da radiazioni, chemioterapia, raggi X.

Ha inoltre una grande capacità disintossicante grazie alla sua facoltà di chelare, ossia la capacità di un elemento di legarsi ad un altro, i metalli pesanti e tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio, li trasporta via eliminandoli dal corpo.

E’ in grado di riportare il ferro nel suo stato ferrico rendendo il sangue di nuovo capace di trasportare l’ossigenoindispensabile per la respirazione cellulare. Aiuta il fegato a disintossicarsi e a prevenire possibili danni causati dall’eccessivo consumo di alcool. È più efficace della vitamina C nel migliorare l’utilizzo e la biodisponibilità del ferro, neutralizzando gli effetti tossici di alcuni agenti esogeni come: nitriti, nitrati, clorati, derivati del benzolo, derivati del toluolo, anilina ecc.

E come funziona il Glutatione come antiossidante?

È importante sottolineare il ruolo antinvecchiamento di questo tripeptide che permette di eliminare i radicali liberi che si formano dalla perossidazione dei lipidi che, causando la rottura di certe membrane, hanno un impatto negativo su DNA e RNA e di conseguenza determinano distorsioni cellulari e disfunzioni biochimiche.

Il Glutatione impedisce che i radicali liberi si leghino alle proteine fibrose del corpo, evitando così l’indurimento e il restringimento del collagene, e quindi rughe, mancanza di elasticità nelle arterie, ecc., per questo motivo il Glutatione mantiene sano e “giovane” il sistema circolatorio.

Quanto al sistema immunitario, il Glutatione è strettamente legato all’attività fagocitica di specifiche cellule polmonari, influisce in misura sostanziale sull’evoluzione e la risoluzione delle broncopneumopatie

(bronchite cronica, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la sindrome rinobronchiale, la sindrome sinuso-bronchiale ecc.) attenuando il rischio di complicanze da diminuzione di secreto e da insufficiente aerazione del polmone.

Protegge dagli eventuali effetti dannosi del fumo, insieme ad altri antiossidanti come vitamina C, E, Selenio, Beta Carotene e Cisteina. Aiuta a bloccare il diffondersi del virus HIV (American Journal of Clinical Nutrition).

Come si può assumere il Glutatione?

Gli alimenti ricchi di Glutatione sono numerosi: arance, avocado, carote, cocomero, fragole, patate, pesche, spinaci. Purtroppo, però, durante il processo di riscaldamento e/o cottura degli alimenti, il Glutatione viene completamente distrutto”.

Ciò spiega perchè per la prevenzione efficace di grandi patologie come il cancro o le malattie neurodegenerative, il Glutatione va assunto attraverso sostanze, come la N-Acetilcisteina, che ne permettono la sintesi nell’organismo umano.

PIERLUIGI GHIGGINI

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