Crisi Ferrarini: arrivano Bonterre (coop) e Banca Intesa
Aut aut alla famiglia: “Decidete entro oggi”

 5/11/2019 -Il mondo agroalimentare di Legacoop da outsider diventa protagonista di un nuovo tentativo di salvataggio del gruppo Ferrarini, sotto la regia di Banca Intesa, grande creditrice di Rivaltella.

Alla vigilia dell’assemblea dei creditori Vismara convocata domani, mercoledi 6 novembre, in tribunale a Reggio Emilia per decidere sulla revoca del concordato dopo il ritiro del gruppo Amadori, una cordata formata da imprese italiane e da Intesa Sanpaolo ha presentato una manifestazione di interesse a Ferrarini spa e Vismara “per mettere in sicurezza le due aziende” finite – insieme alla società agricola Ferrarini – in concordato in continuità aziendale. Si tratta comunque di un aut-aut: gli investitori chiedono una risposta positiva entro la giornata di oggi alla proposta di affitto-ponte immediato dei rami d’azienda, in vista di una due diligence per l’acquisizione del gruppo. In caso contrario – avvertono GSI, gruppo Casillo e Banca Intesa – le proposte di salvataggio diventerebbero impercorribili”.

Il momento è particolarmente drammatico per Ferrarini, leader italiano dei prosciutti cotti, e brand di rilievo internazionale, perchè la procura di Cremona ha aperto una nuova inchiesta (dopo quelle di Torino, Pordenone e Parma) su presunte frodi nella produzione di carni suine destinate alle filiere dei prosciutti Dop Parma e San Daniele. Una raffica di perquisizioni ha investito grandi macelli della Lombardia e del Piemonte, e gli ufficiali di polizia giudiziaria del servizio repressione frodi del Mipaf sono entrati anche nello stabilimento di Castelverde del gruppo Pini: proprio quel gruppo Pini che ha presentato un’offerta per la maggioranza della Ferrarini Spa e di fatto gestisce già la struttura produttiva, commerciale e promozionale insieme alla famiglia.

Un nuovo ostacolo molto serio quanto imprevisto che, insieme alla prospettiva della revoca del concordato Vismara entro 24 ore, e al dissolversi dell’ interessamento (se mai è davvero esistito) del gruppo messicano Sigma Alimentos, va ad aggravare lo scenario già molto complicato dell’affare Ferrarini. In questo senso Banca Intesa, Bonterre-GSI e Casillo hanno buon gioco nell’imporre una decisione nel giro di poche ore. La famiglia Ferrarini dovrà rispondere entro stasera.

La cordata, così spiegano ambienti di Banca Intesa, è formata dal gruppo Bonterre – Grandi Salumifici Italiani (la grande coop modenese già Unibon, che ora fa squadra con ParmaReggio) e Casillo Partecipazioni, attiva nella produzione e commercializzazione di commodity agricole e prodotti derivati: “L’obiettivo dell’iniziativa è preservare le due società, assicurarne la continuità aziendale e il rilancio”.

Lisa Ferrarini


I rappresentanti della cordata hanno inviato una lettera agli organi societari di Ferrarini e Vismara e per conoscenza ai commissari giudiziali di entrambe le società.

La cordata “una volta verificato in tempi brevissimi l’esito positivo delle necessarie due diligence che partirebbero immediatamente dopo la risposta positiva di Ferrarini e Vismara – intende realizzare un piano industriale di continuità unitario e volto a risanare le due aziende nelle more delle procedure concordatarie. Tale piano si potrà realizzare attraverso un intervento urgente che metta in sicurezza sia Ferrarini che Vismara, partendo dall’affitto-ponte dei rispettivi rami d’azienda da parte di veicoli societari appositamente costituiti, partecipati e gestiti dai partner industriali”.

Questo intervento-ponte, prosegue il comunicato, “dovrà essere deciso e realizzato rapidamente; per questo motivo è stato chiesto a Ferrarini e a Vismara di comunicare l’accettazione della manifestazione d’interesse prima dell’udienza di revoca del concordato preventivo di Vismara – attualmente fissata per il 6 novembre 2019 – al fine di evitare le pesanti conseguenze che ne potrebbero derivare dal punto di vista occupazionale, industriale e finanziario”.

“Una risposta negativa o una mancata risposta favorevole anche da parte di una sola delle due società entro il termine indicato – conclude la cordata – renderebbe impercorribili le soluzioni prospettate finendo, tra l’altro, per colpire i dipendenti diretti e indiretti delle due società e danneggiando il territorio e il tessuto industriale ed economico del Paese. La cordata è a disposizione delle Organizzazioni Sindacali per rappresentare loro il progetto (che assume l’esito positivo delle necessarie due diligence) e le relative prospettive dal punto di vista occupazionale che tale iniziativa comporta”.


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