Angeli e demoni: “Ci parlavano di una rete di pedofili, riti satanici e cannibalismo”
Racconti-choc degli operatori al pm
Ma l’avvocato Ognibene: “Non c’è niente di vero”

21/11/2019 -Emergono nuovi particolari agghiaccianti, se confermati, nell’inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi illegali in Val d’Enza. La sotrazione di tanti bambini ai genitori sarebbe il frutto di una strategia pianificata di fronte alla minaccia di una rete di feroci pedofili, dediti a riti oscuri, che avrebbe gettato la sua ombra nel reggiano.

Secondo quanto ha riferito il Tg Regione dell’Emilia-Romagna, dagli ultimi interrogatori dgli assistenti sociali, condotti dal pm Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta, sarebbe emerso che Federica Anghinolfi e Francesco Monopoli – dirigenti dei servizi sociali Val d’Enza e due dei principali indagati, entrambi agli arresti domiciliari – avrebbero fatto credere agli operatori che in provincia di Reggio Emilia sarebbe esistita una rete di pedofili che praticava riti satanici, omicidi e persino “cannibalismo rituale”.

Un quadro davvero inquietante, che avrebbe fatto capo a un’organizzazione potente e ramificata ad alti livelli coinvolgendo “magistrati, forze dell’ordine e professionisti”. L’onnipresenza di tale organizzazione, con coperture blintate, avrebbe reso inutile e anzi pericolosa ogni denuncia. Per questo – secondo quanto riferito dal Tg Regione – l’unica soluzione era l’allontanamento dei bambini dalle famiglie, anche a costo di falsificare e manipolare documenti e testimonianze.

Un quadro di gravità inaudita, da far precipitare Reggio in incubo paragonabile a Marcinelle o del mostro di Firenze. Comunque si sarebbe innescato in Val d’Enza un meccanismo simile a quello dell’inchiesta Veleno della bassa modenese.

Tuttavia l’avvocato Rossella Ognibene (difensore di Federica Anghinolfi ) smentisce tutto: “Non vi è nulla di fondato in queste affermazioni – ha dichiarato al Tg Reggio- e lo dico avendo notizia di quanto è in concreto agli atti del processo e, come emerge dalle verifiche eseguite dal tribunale per i minorenni, in ordine alla regolarità di tutti i fascicoli relativi ai minori in carico al servizio sociale dell’unione Val d’Enza. Assicuro – ha aggiunto Ognibene – che nei documenti non vi è nulla di ciò che che viene affermato nel servizio. E nulla neppure nei materiali sequestrati, cellulari e computer”.

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