Italia europea o Italia Med?
Scenari di geopolitica, la prima conferenza a Reggio del generale Marco Bertolini

DI PAOLO COMASTRI

13//2019 – C’è comprensibile attesa per la conferenza su “Italia europea e Italia euromediterranea” che il generale di Corpo d’Armata Marco Bertolini, 66 anni, reggiano di Rubiera, già comandante della Brigata Folgore, del Comando operativo forze speciali e di numerose missioni italiane all’estero, attualmente presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, terrà sabato 23 novembre a Reggio Emilia su iniziativa del Centro Studi Italia e dell’associazione Pietro e Marianna Azzolini.

Attesa perché Bertolini è uno dei militari più autorevoli del Paese, apprezzato come analista di geopolitica, dello scenario mediterraneo; per la sua esperienza – senza eguali – di comandante negli scenari di crisi di mezzo mondo; perchè la sua chiarezza è proverbiale e perchè, non ultimo, è la prima volta che tiene una conferenza a Reggio Emilia.

Il generle Marco Bertolini

Efficace e diretto come sempre è stato, anche quando era in servizio attivo, il generale di Corpo d’Armata Marco Bertolini è uno degli uomini più titolati a valutare la complessa situazione geopolitica in cui si trova ora l’Italia non chè e sfide che attendono la Forza Armata nel presente come nel prossimo futuro.

Sarà dunue una vera e propria lectio magistralis quella in programma a partire dalle 16 di sabato 23, alla Sala del Capitano del Popolo (Hotel Posta) per comprendere cosa sta accadendo, e soprattutto perchè accade.

Ufficiale di alto profilo etico, umano e professionale – da tutti riconosciuto – stimatissimo in ambito internazionale, il Gen.le Bertolini ha rappresentato, e rappresenta, un autentico “mito” per tutti i Paracadutisti che fanno parte della grande “famiglia” della Folgore; una legittimazione, una credibilità totale ed assoluta conquistata sul campo, ponendosi sempre “davanti” ai propri uomini e compiendo lui per primo con incrollabile spirito di abnegazione, etica e ferrea disciplina, quello che poi avrebbero dovuto compiere gli altri.

Gli anziani della Brigata lo ricordano ancora a Beirut nel 1982, prima missione fuori area dell’Esercito Italiano dopo la fine della seconda guerra mondiale, ferito, fortunatamente non in modo grave, ad un braccio, oppure a Mogadiscio nel 1991 dove fu lui con i “suoi” incursori a liberare quell’ambasciata italiana che nessuno fino a quel momento era stato in grado di strappare agli insorti.

Purtroppo, e lo affermiamo sincero rammarico, gli è stato precluso quell’incarico che avrebbe suggellato una carriera davvero senza eguali: diventare Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e/o della Difesa.

Il Gen.le Bertolini aveva tutto; stato di servizio eccelso e straordinario, competenze senza eguali in italia, esperienze professionali nei più critici e difficili teatri operativi, assoluta credibilità in ambito nazionale e NATO.

Difettava però solo in un “piccolo” particolare, peraltro di non poca importanza; lo scarso, per gli “standard” italiani, approccio, come dire … politico.

La cosa gli è stata fatta notare anche recentemente e la sua risposta, tranchant e senza replica come suo costume, ma assolutamente sincera, fissando dritto negli occhi l’interlocutore, è stata; “….L’obiettivo a cui ho dedicato tutta la mia vita l’ho raggiunto nel momento in cui ho comandato quella Brigata Paracadutisti Folgore tra le cui fila mio padre ha combattuto ad El Alamein per difendere l’Onore della Patria e della Bandiera “.

Oppure, per contestualizzare ai nostri giorni in cui il solito vigliacco attentato con uno IED, Improvised Explosive Device – ordigno esplosivo improvvisato -, ha gravemente ferito cinque nostri militari in missione in Iraq, ha provocato una sdegnata reazione del sindacato dei militari che ha espresso forti dubbi sui comandi oparativi, per la precisione è stato affermato “ ..non ci fidiamo dei generali “, il Generale Bertolini ha risposto : “ Bravi. Capito in cosa consistono i sindacati? Eccola lì la smilitarizzazione. Chiederemo a qualche esperto da operetta di politica estera (dove l’ha imparata, all’Università di Trento durante le manifestazioni contro la conferenza di Biloslavo?) e di tattiche militari (magari studiate sulla “Collana eroica”) di determinare la strategia del paese. Se c’era bisogno di una prova dei danni che ha fatto, anche solo con l’annuncio, l’autorizzazione delle associazioni sindacali, con questo articolo lo si tocca con mano. Una organizzazione che ancora non esiste (non c’è nessuna legge che la regoli, che dica come deve essere, chi la deve comporre, chi la possa autorizzare, quali competenze abbia e così via) già sta disseminando le sue metastasi nel corpo ancora sano delle Forze Armate. Ricordo che i “proletari in divisa” li abbiamo già visti quarant’anni fa. Poi arrivarono le Brigate Rosse“.

CHI E’ MARCO BERTOLINI

Nato a Parma il 21 Giugno 1953, il Generale di Corpo d’Armata Marco Bertolini si può considerare a pieno titolo un reggiano DOC; da sempre la sua famiglia risiede a Rubiera.

Il padre, figura di altissimo profilo umano a cui il Gen.le Bertolini ha sempre guardato con riconoscenza e immensa stima, è stato un valoroso combattente ad El Alamein proprio in quella Folgore che suscitò l’ammirazione degli inglesi per il coraggio ed il valore profuso in quella battaglia.

Dal 1972 al 1976 Bertolini ha frequentato il 154.o corso all’Accademia di Modena e presso la Scuola d’Applicazione d’Arma di Torino al termine della quale é stato subito assegnato al 9.o battaglione paracadutisti d’assalto “Col Moschin” da sempre inquadrato nella Brigata paracadutisti Folgore e unico reparto di Forze Speciali dell’Esercito.

Inquadrato nei ranghi del reparto dal 1976 al 1983 vi ha conseguito il brevetto di “incursore” paracadutista; nel 1983 è stato assegnato al 2.o battaglione paracadutisti “Tarquinia” dove con il grado di capitano ha comandato la 4.a compagnia fino al 1985.

Dopo aver frequentato la scuola di guerra di Civitavecchia tra il 1989 ed il 1990 è stato impiegato presso lo Stato Maggiore Esercito all’Ufficio Operazioni.

Dal 91 al 93 ha comandato il 9.o battaglione paracadutisti d’assalto “Col Moschin” e dal 94 al 97 è stato Capo di Stato Maggiore della Brigata paracadutisti Folgore.

Nei successivi 16 mesi è rientrato al “nono” per poi assumere il comando a Pisa del centro Addestramento Paracadutisti al termine del quale e fino al 9 Settembre 2002 è stato Vice Comandante della Brigata.

Da questo incarico al comando della Brigata il passo è stato brevissimo; ha lasciato il Comando della Brigata Folgore il 29 Luglio del 2004 per ricevere quello del neonato C.O.F.S.

Da Centocelle, sede del Comando operativo Forze Speciali al termine del quale è passato al comando ISAF a Kabull.

Al rientro dal teatro operativo afgano il comando militare Esercito della Toscana.

Dal 6 Febbraio 2012 al 1 luglio 2016 ha brillantemente tenuto il comando del COI, Comando del Centro Operativo Interforze.

Nel settembre 2016 accetta l’incarico di Vice presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia per diventarne il Presidente il 23 aprile 2017.

Il Generale Bertolini è istruttore di paracadutismo con 1600 lanci TCL all’attivo.

È sposato con la signora Caterina ed ha tre figli.

Il Generale Bertolini ha partecipato alle seguenti Operazioni fuori area:

• con il grado di Capitano, dal settembre 1982 al giugno 1983 in LIBANO, quale Comandante della Compagnia Incursori per il controllo dell’area di responsabilità del Contingente italiano;

• con il grado di Tenente Colonnello, dal dicembre 1992 al giugno 1993 in Somalia, quale Comandante della Base Operativa Incursori per la condotta di operazioni speciali in tutto il settore italiano;

• con il grado di Tenente Colonnello, dal giugno 1996 all’aprile 1997 in Bosnia Erzegovina, quale Capo di Stato Maggiore della Brigata Multinazionale Nord in Sarajevo;

• con il grado di Colonnello, dal dicembre 1998 all’aprile 1999 in FYROM, quale Capo di Stato Maggiore della ”Extraction Force” della NATO per l’eventuale recupero dei verificatori dell’OSCE in Kosovo, prima dell’inizio della guerra contro la Federazione Yugoslava.

• con il grado di Generale di Brigata, dal giugno 2003 al 18 settembre 2003 in Afghanistan, quale Comandante del Contingente italiano nell’ambito dell’Operazione Nibbio;

• con il grado di Generale di Divisione, dal dicembre 2008 ad ottobre 2009, quale Capo di Stato Maggiore di ISAF in Afghanistan.+

Il Generale Bertolini, istruttore di paracadutismo per la tecnica della caduta libera con più di 1600 lanci all’attivo, è stato insignito nel corso della carriera di varie decorazioni, tra cui una Croce al Valor Militare, il titolo di Ufficiale dell’Ordine Militare d’Italia, una Croce d’Oro ed una Croce d’Argento al Merito dell’Esercito, la Croce di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica.

La Regione Toscana lo ha, inoltre, insignito del Gonfalone d’Argento.

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