Voglio sapere cosa mangio
Etichette trasparenti: la petizione europea ha reggiunto 1,1 milione di firme
Coldiretti consegna maxi assegno a Conte: c’era anche Bertinelli

È stato raggiunto lo storico obiettivo della raccolta di 1,1 milione di firme di cittadini europei per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti con la petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) promossa dalla Coldiretti assieme ad altre organizzazioni europee.

Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e la delegata nazionale dei giovani agricoltori Veronica Barbati hanno consegnato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte un “maxi assegno”, simbolo dello storico traguardo.

Quella promossa dalla Coldiretti è la settima delle 48 petizioni presentate a raggiungere l’obiettivo di un milione di firme da quando l’Ice (iniziativa dei cittadini europei) è stata istituita, 12 anni fa. Un traguardo tutt’altro che facile poiché, oltre a raccogliere il numero di sottoscrizioni prefissato, per essere valida la petizione deve anche superare una soglia minima di adesioni in almeno sette Paesi dell’Unione.

In Italia è stato raccolto l’85% delle firme grazie al contributo – spiega Coldiretti – dei cittadini e rappresentanti delle istituzioni della politica, dello sport, della ricerca, della cultura per obbligare la Commissione ad assicurare la trasparenza dell’informazione sui cibi in tutta l’Unione Europea dove rischiano di entrare in vigore nell’aprile 2020 norme fortemente ingannevoli per i consumatori.

In Emilia Romagna – comunica Coldiretti regionale – le firme raccolte nei mercati di Campagna Amica e in occasione delle iniziative promosse da Coldiretti sono state oltre 75.000, oltre 7.000 solo a Reggio Emilia. Non a caso a consegnare il maxi-assegno al premier Conte c’era anche Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano che è anche presidente regionale di Coldiretti e vicepresidente nazionale.

La consegna del maxi assegnao al premier Conte, presente anche il presidente del

Parmigiano Reggiano Bertinelli (secondo da sinistra)

Un vero e proprio fronte per la trasparenza che, forte del milione di firme raccolto in tutti i Paesi, non può essere più ignorato da una Ue che – ricorda Coldiretti – ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero.

Nello specifico – sottolinea la Coldiretti – l’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche e per quanto attiene agli alimenti trasformati, l’etichettatura di origine deve essere resa obbligatoria per gli ingredienti principali se hanno un’origine diversa dal prodotto finale. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare.

L’Italia è all’avanguardia in Europa con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.

“A livello comunitario – conclude la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei”.

L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI

Cibi con l’indicazione origine                                   E quelli senza

Carne di pollo e derivati                                             Salumi

Carne bovina                                                               Carne di coniglio

Pesce Derivati del pomodoro e sughi pronti (*)         Carne trasformata

Latte/Formaggi (*)                                                     

Uova

Miele                                                                          

Frutta e verdura fresche                                              Marmellate, confetture

                                                                                     Succhi di frutta, ecc

                                                                                     Fagioli, lenticchie, piselli in scatola, ecc.

                                                                                     Frutta e verdura essiccata

                                                                                     Insalate in busta (IV° gamma), sottoli

Tartufi e Funghi spontanei                                         

Pasta (*)                                                                       Pane

Riso (*)

Extravergine di oliva                                                  

(*) grazie a norme nazionali

Fonte: Elaborazioni Coldiretti

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