Tortellini filo-islamici: Don Ranza tira le orecchie al cardinal Zuppi
E organizza una cena in S.Nicolò con cappelletti di maiale

4/10/2019 – Don Franco Ranza, sempre battagliero, “tira le orecchie” – in modo filiale, s’intende – all’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi (che sabato pomeriggio sarà consacrato cardinale in San Pietro a Roma) per la storia dei tortellini con ripieno di pollo e senza maiale ordinati da Zuppi , in occasione della festa di San Petronio, come segno di rispetto verso gli islamici.

Il ripieno di pollo è diventato un caso nazionale, e l’ex parroco di San Francesco (sollevato dall’incarico dal vescovo Camisasca), oggi collaboratore “alla pari” di don Maurizio Pirola nuovo parroco di S. Giacomo, San Francesco e S. Nicolò, ha deciso per l’ennesima volta di non stare zitto, e di rivolgersi direttamente all’arcivescovo con una lettera aperta: “Lottiamo contro il razzismo ma troppo spesso, come Chiesa, realizziamo un razzismo pseudo-religioso. Eminenza, questa volta è inciampato, ma saprà rialzarsi e sorridere” scrive don Ranza.

Il testo è stato letto ieri sera a un gruppo parrocchiani riuniti a tavola in un locale del centro di Reggio.

Don Franco Ranza

Non solo: visto che parlare non basta, ma bisogna agire, don Ranza annuncia una sorta di “contro cena” a base di reggianissimi cappelletti con ripieno di maiale: l’appuntamento è per sabato alle 18 nello storico chiostro di San Nicolò, nel centro di Reggio Emilia, con l’invito ai fedeli di portare i cappelletti. Più o meno in contemporanea con la cronsacrazione di Zuppi in S. Pietro, ma forse è solo una coincidenza. Sarà “una festa incontro con un buon lambrusco. Naturalmente -scrive don Ranza – accanto ai tortellini della nostra terra, per chi vuole ci sarà un piatto di riso o una buona pasta al pomodoro”.

Il parroco don Pirola, un po’ sconcertato, ha fatto sapere di non essere informato dell’iniziativa, e che comunque “alle 18 in S. Nicolò c’è la Messa”. Però l’invito è lanciato, le adesioni a quanto pare fioccano , e difficilmente potrà essere revocato.

L’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi e Papa Francesco

Nella sua lettera aperta al neo cardinale Zuppi, don Ranza scrive fra l’altro: “Mi permetto una riflessione da uomo e da prete libero: perchè essere ospiti di chi ospitiamo? Perchè via anche la croce dalle aule, ma accetazione di un velo o di un turbante indiano?

Sono stato sette anni missionario in Venezuela, e a noi salesiani era proibito parlare in lingua italiana o proporre tradizioni italiane. Ritorniamo al passato e alle tradizioni”.

Intanto circola con insistenza la voce che la chiesa di S. Francesco verrebbe assegnata al gruppo di Rinnovamento Carismatico che celebra le messe in San Michele Arcangelo a Pieve Modolena, diventata troppo piccola specialmente quando officia il famoso ex missionario don Beppino Cò, fondatore e animatore del Roveto Ardente. Tuttavia S. Francesco verrebbe utilizzata anche da Comunione e Liberazione.

Di sicuro si sono conclusi in questi giorni i lavori per dotare il grande tempio di piazza Martiri di un moderno impianto di riscaldamento. Prima, don Franco Ranza era costretto a tenerla chiusa d’inverno a causa del freddo. Ora, miracolosamente, i soldi sono saltati fuori.

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