Solidarietà ai giornalisti del Resto del Carlino in sciopero per due giorni
Tagli devastanti nei quotidiani di Riffeser: via 122 giornalisti su 283

27/10/2019 – Oggi e domani (domenica e lunedì) non è in edicola il Resto del Carlino per lo sciopero dei redattori e dei poligrafici, a seguito della presentazione da parte del gruppo Riffeser (Poligrafici Editoriale) di un piano di riorganizzazione che sindacato e giornalisti non hanno esitato a definire devastante. In conseguenza della mobilitazione generale del gruppo, non escono neppure Il Giorno e il Qn (fascicolo nazionale), ed èin sciopero anche Quotidiano.net. La Nazione di Firenze, con tutte le sue edizioni toscane, dell’Umbria e della Liguria, non è uscito ieri e neppure oggi.

Numerose le espressioni di solidarietà nei confronti dei giornalisti in sciopero non solo per il posto di lavoro, ma per il futuro degli stessi giornali, da parte dei colleghi delle altre testate, delle organizzazioni sindacali e dell’Ordine, come dal mondo politico.

Un messagio di solidarietà ai giornalisti della sede locale è pervenuto dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi. Solidarietà, con richiesta di intervenuto urgente del governo, anche dalla Lega. Il deputato Pd Andrea Rossi ha affidato a Facebook il suo messaggio di sostegno ai giornalisti.

Le dimensioni del piano di ristrutturazione non hanno precedenti. Il gruppo rifferser prevede ben 112 esuberi su 283 redattori, più un di un terzo dell’organico, con un contratto di solidarietà a partire dal primo gennaio 2020 definito “spropositato”: 48 giorni all’anno concentrati in sei mesi, con replica nel 2021. A questo si aggiungerebbe la chiusura di alcune redazioni e l’accorpamento di più edizioni (da tempo, fra l’altro, si vocifera di un’edizione unica Modena-Reggio).

Tagli che metterebbero in forse la possibilità stessa di realizzare i giornali.

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Una risposta a 1

  1. Alessandro Davoli Rispondi

    27/10/2019 alle 11:08

    In Italia, entro il 2027 i giornali spariranno.
    «La fine dei giornali è una delle cose più prevedibili del nostro futuro, gli unici che non lo sanno ancora sono i giornalisti. Si tratta solo di stabilire la data del decesso che da Stato a Stato varia tra i 5 e i 10 anni. »
    Gianroberto Casaleggio.
    Più che una profezia, che a quanto pare si sta realizzando, è una maledizione che i giornalisti si sono meritata.
    Saluti,
    Alessandro Davoli

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