Perseguita la ex compagna senza sosta: quarantenne di Montecchio agli arresti

6/10/2019 – La misura cautelare del divieto di avvicinamento, con l’obbligo di stare lontano almeno un chilometro dalla ex compagna e non avvicinarsi alla sua casa né a qualsiasi altro luogo da lei frequentato, emessa dal giudice di Reggio Emilia lo scorso mese di luglio, non è bastata. L’uomo, un quarantenne di Montecchio Emilia, ha continuato a perseguitare la ex con telefonate e messaggi dal contenuto minaccioso.

Da qui l’inasprimento della misura cautelare, trasformata dal Gip, su richiesta della Procura, in arresti domiciliari. L’ordinanza è stata eseguita ieri dai Carabinieri di Gattatico.

La storia comincia alla fine del 2017 quando il l’uomo finisce in carcere a seguito di un episodio di violenza consumato nei confronti della madre. Arresto che ha causato gravi conseguenze anche alla sua ex compagna, tant’è che la donna priva di sostentamenti finisce, con la figlia minore, prima in una casa famiglia di Reggio Emilia sino al ritorno alla sua famiglia d’origine. 

Una situazione non accettata dal compagno, con il quale lei aveva ormai deciso di troncare ogni rapporto, che dal carcere comincia a tempestare di telefonate la donna e a scriverle lettere, minacciandola per costringerla a lasciare la casa materna, e accusandola d’incuranza verso la loro figlia. Ormai stremata dalle vessazioni la donna in febbraio si rivolge ai Carabinieri di Gattatico denunciando i fatti. Uscito dal carcere in giugno, l’uomo a luglioviene sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento, con l’obbligo di stare lontano almeno un chilometro dalla ex compagna e non poter avvicinarsi né alla sua casa né a qualunque altro luogo da lei frequentato. Nonostante il provvedimento l’uomo però, non ha desistito nei suoi intenti vessatori. A nulla è servito alla donna cambiare il numero di cellulare: il compagno ha continuato a minacciarla anche attraverso i canali social. L’ulteriore denuncia fatta ai Carabinieri di Gattatico, questa volta ha indotto la Procura della Repubblica di Reggio Emilia a richiedere ed ottenere dal G.I.P. un’ordinanza maggiormente restrittiva di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

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