Dazi Usa: botta di 6 euro al chilo sul Parmigiano Reggiano. Bertinelli: “Governo e Ue ci difendano”

3/10/2019 – I nuovi dazi Usa scatteranno il prossimo 18 ottobre: lo ha confermato il responsabile Usa per il commercio Robert Lightizer, aggiungendo che l’amministrazione Usa auspica di trattare con l’Unione europea per risolvere i nodi sul tavolo.

Per il Parmigiano Reggiano – diventato il vessillo della difesa delle eccellenze Made in Italy nel mondo – “il dazio passerà a circa 6 dollari al chilo rispetto ai 2,5 attuali: quattro volte di più, con un effetto immediato sui prezzi al consumatore.

Rispetto a quanto minacciato da Trump – che aveva annunciato dazi al 100% – la tariffa che si abbatterà sul Made in Italy sarà pari al 25%: è quanto emerge dalla lista dei prodotti pubblicata dalle autorità americane dopo il via libera del Wto agli Stati Uniti.

Ma cosa cambia per il Parmigiano Reggiano, per il quale gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato export con ben 10 mila tonnellate di prodotto?

Il dazio passerà dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo – annuncia in una nota il consorzio di via Kennedy – Ciò significa che il consumatore americano acquisterà il Parmigiano Reggiano ad un prezzo maggiorato: se oggi il costo è pari a circa 40 dollari al chilo, dal 18 ottobre a scaffale sarà ben oltre 45 dollari al chilo“. Un costo, calcolato su una vendita di diecimila tonnellate, di 60 milioni di dollari in più.

Ma – specifica il Consorzio – “è difficile, al momento, prevedere quali saranno gli effetti immediati delle tariffe”.

“Faremo del nostro meglio affinché i consumatori americani siano consapevoli del valore della nostra Dop, così che siano disposti a spendere qualche dollaro in più per avere in tavola l’autentico Re dei Formaggi – dichiara il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli.

Bertinelli col premier Conte al Villaggio Coldiretti di Bologna

“Siamo amareggiati perché si va a colpire ingiustamente uno dei settori più forti della nostra economia. L’Italia, che non c’entra nulla con il consorzio Airbus (ne fanno parte la Francia, la Germania, la Spagna e il Regno Unito), si trova a pagare una bolletta veramente insensata. A questo punto – aggiunge – servirà un piano di intervento straordinario dell’Unione Europea per evitare che gli effetti dei dazi diventino traumatici per le filiere coinvolte.

Bertinelli lancia un appello a tutti gli appassionati del Re dei Formaggi: “Contiamo sulla fedeltà dei nostri consumatori che in questi giorni ci hanno dimostrato di considerare il nostro prodotto un vero tesoro da difendere. Li invitiamo a venire a trovarci questo weekend a Caseifici Aperti, per toccare con mano che cosa vuol dire produrre il Parmigiano Reggiano. E per capire perché il Governo e l’Unione Europea debbano a tutti i costi difendere un patrimonio che fa parte, non solo della nostra tradizione, ma della nostra cultura e che produce un valore al consumo pari a 2,4 miliardi di euro, dando lavoro a ben 50 mila persone sul territorio”.

CASEIFICI APERTI

La festa di “Caseifici Aperti” cadrà sabato 5 e domenica 6 ottobre. Foodies, grandi e piccini, avranno la possibilità di partecipare alla produzione della DOP più importante d’Italia.

Visite guidate al caseificio e al magazzino di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni, uniti alla passione dei casari offriranno la possibilità di vivere un’esperienza unica: un viaggio alla scoperta della zona d’origine, delle sue terre ricche di storia, arte e cultura.

L’elenco dei caseifici aderenti, con gli orari di apertura e le attività proposto,è nell’area dedicata del sito www.parmigianoreggiano.it .

La mappa di Caseifici Aperti (fonte: www.parmigianoreggiano.it)

COLDIRETTI: IL PREZZO IN USA balza A 60 EURO/KG

Sono colpiti da dazi Usa del 25% le esportazioni agroalimentari Made in Italy per un valore di circa mezzo miliardo di euro con la presenza nella black list prodotti come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino e altri prodotti lattiero caseari, prosciutti di suini non domestici (esclusi dop), crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori mentre sono salvi gli elementi base della dieta mediterranea come olio extravergine di oliva, conserve di pomodoro, pasta e vino. È quanto stima la Coldiretti sulla base della nuova black list del Dipartimento del Commercio statunitense (USTR) in pubblicazione sul Registro Federale che entrerà in vigore il 18 Ottobre.

« A causa dei rialzi dei dazi, il Parmigiano Reggiano negli Usa registra un immediato aumento del 40% passando alla vendita a 60 dollari al chilo – afferma la direttrice provinciale Coldiretti Reggio Emilia, Maria Cerabona – Il danno è inferiore rispetto al minacciato aumento del 90%, ma sicuramente molto è considerevole, soprattutto per quelle aziende che esportano il 50% della loro produzione e che hanno investito negli anni costruendosi anche un mercato straniero».

Le tariffe doganali per il Parmigiano Reggiano di fatto triplicano passando – spiega la Coldiretti – dal 15% al 40% sul valore del prodotto.

“Significativa – continua la Coldiretti – l’assenza del vino che è il prodotto Made in Italy più esportato in Usa, mentre non sfugge il nettare di bacco francese ripetutamente minacciato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ma anche l’olio di oliva spagnolo. Una manovra che di fatto è un esplicito tentativo di dividere l’Unione Europea”. 

Coldiretti Reggio Emilia ricorda infine che il settore del Parmigiano Reggiano nella nostra provincia conta 931 allevamenti, che rappresentano il 33% del comprensorio del Parmigiano Reggiano, con una produzione di quasi 6 milioni di quintali di latte lavorati da 92 caseifici per realizzare oltre 1 milione di forme.

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