Dalla Pietra a Veleia e Luceria sino a Luni: un “collegamento ottico” come tremila anni fa

6/10/2019 – Un’usanza antichissima, ancestrale, che viene riportata in vita con mezzi moderni, per rappresentare in modo visibile un legame profondo tra territori e popoli, e tra questi e la loro storia.

Domenica 6 ottobre, viene coinvolta anche la Pietra di Bismantova, grazie alla collaborazione della sezione CAI di Castelnovo, nel grande “collegamento ottico” tra Luni, Veleia e Luceria, nei territori degli antichi Liguri e Romani. Si tratta della seconda edizione di questo affascinante progetto curato dall’Archeoclub Apuo Ligure dell’Appennino Tosco Emiliano.

Il concetto è molto semplice: grazie ad una serie di moderne torce elettriche ricostruire collegamenti ottici, a grande distanza, che attraverso segnali in codice faranno passare rapidamente, oggi come migliaia di anni fa, messaggi dal sito archeologico di Luni, in provincia di La Spezia, alla Pietra di Bismantova, e poi fino al teatro romano di Veleia (Pc) e al sito archeologico di Luceria, collegando tre città di fondazione antichissima e rinnovandone l’identità storica. Anche chi non è appassionato di storia antica può farsi un’idea di questa modalità di comunicazione, perché magari la ricorda invece in letteratura o al cinema ne “Il Signore degli anelli”, in cui si trova una citazione evidente.

Ma le radici storiche, testimoniate da documenti e monumenti antichi, sono davvero interessantissime: i Greci, sin dai primordi della loro civiltà, costruirono una lunga serie di stazioni, vigilate da sentinelle, da cui si potevano emettere segnali con fumo e fiamme, in grado di giungere sino a postazioni tra loro lontanissime. Uso ripreso e perfezionato anche nel mondo romano, fin dagli antichi abitanti dei sette colli. Nel momento in cui i possedimenti di Roma si allargarono sino a comprendere gran parte della superficie terrestre conosciuta, era stato realizzato un efficace servizio per collegare l’Urbe con le altre città e le sue tante province, con una grande quantità di torri, poste a idonea distanza l’una dall’altra, in grado di ricevere un messaggio e inoltrarlo alla successiva.

Durante l’impero di Augusto tale sistema era diffuso su tutto il territorio imperiale e perfettamente funzionante. Una delle testimonianze più belle e importanti è un fregio della Colonna Traiana.

Ora tre città di fondazione romana nel territorio che era stato dei Liguri (come dimostra il ritrovamento di oggetti e iscrizioni) unite anche dalla storia romana che ne ascrive la fondazione a breve distanza l’una dall’altra, saranno di nuovo collegate con questa modalità.

A partire da Luni, la colonia romana sul mare,splendida di marmi delle Apuane, dedotta nel 177 a.C; e Veleia, municipio e capoluogo amministrativo: a cavallo di importanti snodi viari di collegamento tra Lucca-Parma-Piacenza-Libarna fu fondata poco dopo Luni. Così come Luceria, anch’essa snodo viario importante tra le valli del Taverone e dell’Aulella da una parte, con la pianura emiliana dall’altra, attraverso le valli del Secchia e dell’Enza.

L’Associazione di promozione Sociale Archeoclub Apuo Ligure dell’Appennino Tosco Emiliano dopo aver scoperto, decrittato e divulgato centinaia di incisioni rupestri lunigianesi risalenti ai Liguri arcaici, e propone oggi di rinnovare le affinità che legano le tre città, coinvolgendo anche i territori attraversati da questo segnale, tra i quali la Pietra di Bismantova, grazie alla collaborazione che il Comune di Castelnovo ha voluto dare al progetto, e alla sua posizione di vera “sentinella” dell’Appennino, visibile e riconoscibile da praticamente ogni punto di un territorio molto vasto (così come anche la torre di Rossenella, altro punto coinvolto nel progetto). Un grande ’viaggio emozionale’, con la diramazione del segnale di luce, il più immateriale dei segnali, al contempo dominante e fortemente simbolico.

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