Buttato fuori casa, con moglie e 5 figli, occupa Sala del Tricolore “Protesto per tutti quelli costretti a dormire in stazione”

15/10/2019Alberto Brescia, autista di bus, già sindacalista, moglie e cinque figli, ha occupato questa mattina la Sala del Tricolore per protestare “per la situazione di tante famiglie buttate fuori casa, e che finiscono a dormire in stazione”. Brescia ha parlato a lungo con l’assessore al Welfare Daniele Marchi e con il presidente del consiglio comunale Matteo Iori, e ha cessato l’occupazione solitaria dopo aver avuto assicurazioni sull’impegno del Comune sul fronte dell’emergenza abitativa.

Un’ emergenza che tocca direttamente Alberto Brescia e la sua famiglia, che -impossibilitato a far fronte al mutuo – ha restituito la casa alla banca, e si è trovato dall’oggi al domani in mezzo a uno strada.

“Ma vorrei che fosse chiaro – ha detto ai giornalisti – che io protesto per tutti quelli che sono finiti in strada. Non è possibile vedere persone che dormono in stazione, non siamo a Roma o Napoli, siamo a Reggio Emilia, la “città delle persone”.

Alberto Brescia questa mattina in Sala del Tricolore

Brescia se la prende col presidente di Acer Marco Corradi: “Gli ha dato gli indirizzi di diversi alloggi vuoti, e ha interrotto la comunicazione. Oggi mi ha mandato dei messaggi, però non è venuto in sala del Tricolore. Chiedo le sue dimissioni entro 15 giorni. Io non mi fermo sino a quando non avrò risposte: se necessario occuperò anche il Vescovado. Lo faccio per tutti quelli che non hanno più una casa e sono ridotti alla disperazione”.

Ad Acer confermano che il presidente Corradi è al corrente della storia di Alberto Brescia, e che ha parlato con lui, tuttavia fanno presente che non dipendono dall’istituto nè le graduatorie degli alloggi di edilizia popolare (la competenza è del comune), e nemmeno le situazione di emergenza, di cui sono competenti i servizi sociali.

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Una risposta a 1

  1. Susanna Rispondi

    16/10/2019 alle 08:48

    In realtà le considerazioni del presidente Acer sono esatte. È il comune competente per l’assegnazione e i servizi sociali per le attestazioni varie delle condizioni economiche. La realtà è che gli italiani sono ridotti molto male.

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