Bufera sulla società Bio-on
Arrestato il presidente Astorri, sequestri per 150 milioni
Sospesa la quotazione in Borsa

23/10/2019 – False comunicazioni sociali da parte di una società quotata e manipolazione del mercato: sono le accuse nei confronti dei vertici della società bolognese Bio-on, quotata in Borsa e operante nel settore delle bioplastiche derivati da fonti rinnovabili o da scarti delle produzioni agricole.

Tre le misure cautelari personali (un arresto e due misure interdittive) emesse dal Gip di Bologna che la Guardia di Finanza esegue in queste ore nei confronti di altrettanti soggetti, figure apicali dell’azienda. Agli arresti domiciliari il presidente Marco Astorri.

In corso anche il sequestro di beni per complessivi 150 milioni, pari al valore del profitto dei reati commessi. I finanzieri del Comando provinciale di Bologna hanno eseguito anche decine di perquisizioni in Emilia Romagna, Lombardia e Lazio. Bio-on controllata e guidata da Marco Astorri e dal vicepresidente Guido Cicognani è stata protagonista di una lunga corsa speculativa in borsa, arrivando a valere ben 1,4 miliardi di euro solo un anno e mezzo fa.

In mattinata Borsa Italiana ha annunciato la sospensione delle negoziazioni per i titoli di Bio-on e che, nel corso della giornata,”seguiranno comunicazioni”.

Immagine dal sito di Bio-on

L’operazione “Plastic Bubbles” del Comando provinciale della Guardia di finanza è partita nei mesi scorsi su impulso ddella Procura bolognese, dopo la denuncia del fondo Quintessential con sede a New York. Il 24 luglio il fondo americano Quintessential Capital Management, di Gabriele Grego, che già in passato aveva preso di mira altre società quotate, ha pubblicato un dossier suBio-on, accusata di di essere «una nuova Parmalat a Bologna», un «castello di carte» destinato «al collasso totale», uno «schema concepito dal management per arricchirsi sulle spalle degli azionisti».

Marco Astorri

Il fondo americano aveva messo in discussione le potenzialità della sua lavorazione di plastica biodegradabile, ma soprattutto la regolarità dei bilanci, rilevando come la maggior parte dei ricavi derivasse da contratti con società controllate da Bio-on Stessa. “Falsità, risponderemo in tribunale”, aveva replicato con sdegno Marco Astorri. Dopo il 24 luglio, il titolo era crollato da 49 euro sino a 5,8 euro nellaseduta dell’11 ottobre, per risalire a 10,42 con la chiusura di ieri sera.

La società ha un centinaio di dipendenti tra Bologna, Bentivoglio, Minerbio e Castel San Pietro.

LE INTERCETTAZIONI: “ABBIAMO SBAGLIATO, MA È COLPA DEL SISTEMA”

“Abbiamo sbagliato a scriverlo, va bene, mi prendo il mio pezzo di responsabilità ma non è solo colpa nostra. È colpa del sistema che ci ha indotto a fare queste comunicazioni”.

Così il fondatore e presidente di Bio-on, Marco Astorri, ora ai domiciliari per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato, provava a convincere un revisore di Ernst & Young, che manifestava forti riserve sull’atteggiamento dell’imprenditore, durante una conversazione telefonica intercettata dagli investigatori.

Il revisore contestava ad Astorri che l’impianto di Castel San Pietro è in grado di produrre soltanto 5 tonnellate al mese di microplastiche in Pha, cifra in realtà ben lontana dalle indicazioni fornite al pubblico dalla società (che era di mille all’anno). In un’altra intercettazione un consigliere d’amministrazione definisce quelle di Astorri “teorie comunicative e scollegate dalla realtà”, e anche il vicepresidente di Bio-on, Guido Cicognani, destinatario di una misura interdittiva del divieto di esercitare ruoli direttivi di persona giuridica, parlando con un interlocutore, diceva che “Astorri aveva sparato molto alto”.

Infine, in una telefonata dello scorso 9 agosto, uno degli indagati, consigliere di amministrazione della società, dialogando con il presidente del collegio sindacale, Gianfranco Capodaglio, anche lui sottoposto a misura interdittiva, ammette che “tutte le entrate delle joint venture sono fittizie”.

“Anche alla luce degli autorevoli pareri già in atti circa la regolarità delle condotte tenute dagli amministratori della società, e in particolare circa la regolarità dei rapporti finanziari con le società partecipate”, presenteremo quanto prima “la dovuta richiesta di riesame al Tribunale competente, confidando che la correttezza dell’operato di Marco Astorri e degli organi societari venga riconosciuta in sede giudiziaria”. È quanto fanno sapere il professor Filippo Sgubbi e l’avvocato Tommaso Guerini, legali di Marco Astorri.

BALDI FINANCE NON E’ IL NOMAD DI BIO-ON

Proprio nella giornata di lunedì, Bio-on aveva comunicato la nomina di Baldi Finance Spa di Milano e Reggio Emilia (fa capo allo studio Baldi & Partners) quale Nominate Advisor (Nomad), che dal prossimo 29 ottobre sarebbe subentrato a Envent Capital Markets, attuale Nomad delle società bolognese quotata all’AIM di Borsa Italiana. Oggi Baldi Finance, interpellata in proposito ha confermato di non essere il Nomad di Bio-On e di non avere alcun coinvolgimento con l’inchiesta in corso. L’incarico dovrebbe effettivamente scattare il 29 ottobre, ma Baldi Finance fa sapere che sta compiendo le necessarie valutazioni per decidere in merito a breve.

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