Biometano, doccia fredda sugli agricoltori
Per la Regione “non è incompatibile” col Parmigiano Reggiano
Ma alla fine decide il potere politico azionista di Iren

19/10/2019 – Doccia fredda sugli agricoltori del reggiano che oggi hanno sfilato con i trattori contro l’impianto cosiddetto Biometano di Gavassa. La Regione Emilia-Romagna ha dichiarato che “non si rileva una incompatibilità dell’impianto né con i criteri di cui alla delibera dell’assemblea legislativa regionale n.51/2011, né con il disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano che pone limitazioni al solo utilizzo di insilati”. Lo ha rivelato oggi la Giunta comunale di Reggio Emilia, con un comunicato diramato dopo la manifestazione, conclusa sotto palazzo Civico, nel quale si annuncia un incontro con gli agricoltori mercoledì prossimo, convocato a Reggio dall’assessore regionale Gazzolo, dal vicesindaco Alex Pratissoli edall’assedssore all’ambiente Carlotta Bonvicini. Non è stranamente annunciata la presenza dell’assessore regionale alle politiche agricole Simona Caselli, che probabilmente non è entusiasta del biodigestore Forsu Iren di Gavassa.

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Il comune di Reggio, senza troppi giri di parole, aggiunge che il percorso della Conferenza dei Servizi (la procedura che deve rilasciare la concessione) è alla conclusione e che l’impianto Forsu-biometano ” ha raccolto i pareri favorevoli delle autorità sanitarie e di tutela dell’ambiente: tali autorità non hanno segnalato motivi ostativi all’approvazione del progetto, con con prescrizioni per mitigazioni e monitoraggio“. In sostanza , il Comune annuncia che il forsu, volenti o nolenti, si farà e senza nemmeno un ridimensionamento.

Ma forse qualcuno coglierà lo spesso fumus di conflitto d’interessi, dovuto al fatto che a decidere è lo stesso potere politico (e i suoi dipendenti) che è azionista di controllo i Iren, potere politico interessato ovviamente al vuon andamento della multiutility e ai suoi dividendi.

La premessa appare necessaria per illuminare il timbro di soddisfazione che traspare dalle righe della nota della Giunta Vecchi (il quale Vecchi, sindaco di Reggio emilia, è non a caso coordinatore del patto di sindacato Iren). Ciò perchè ciascuno possa formarsi liberamente la propria opinione conferendo il giusto peso alle parole di palazzo Civico.

“Il percorso, a livello regionale, della Conferenza dei Servizi, che ha valutato il progetto Forsu-Biometano nei suoi diversi aspetti e il cui lavoro è ormai compiuto, ha raccolto i pareri favorevoli delle autorità sanitarie e di tutela dell’ambiente – scrive dunque il Comune di Reggio – Tali autorità non hanno segnalato motivi ostativi all’approvazione del progetto, con prescrizioni per mitigazioni e monitoraggio”.

“Il quadro complessivo ha consentito alla Regione Emilia-Romagna, titolare dell’autorizzazione finale alla costruzione dell’impianto – cpntionua la nota – di formulare un parere chiaro sulla non incompatibilità dell’impianto rispetto al disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano, in quanto l’attivazione nell’impianto di un processo “anaerobico” e successivamente “aerobico” genera un abbattimento dei clostridi nel digestato e nel compost prodotto pari al 94.6%, ovvero in linea con quelli normalmente presenti nei letami bovini che vengono abitualmente utilizzati per la concimazione dei terreni”.

La Regione cita fra l’altro una ricerca del 2015, svolta dall’Istituto di microbiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Crpa, con il supporto del Consorzio italiano biogas e dei Consorzi di tutela del Grana Padano e del Parmigiano-Reggiano: “L’esito delle analisi a scala di laboratorio e a scala reale ha evidenziato che il numero di spore di specie clostridiche presenti nei vari digestati esaminati non varia in maniera statisticamente significativa rispetto ai differenti mix delle matrici organiche utilizzate per il processo di digestione anaerobica e si aggira su valori pari o di poco superiori a 104 spore per grammo, ovvero su valori analoghi a quelli già presenti nei letami in ingresso.

“Nel caso del progetto di impianto in oggetto (quello previsto a Gavassa di Reggio Emilia, ndr), il digestato da Forsu viene inoltre sottoposto ad un successivo trattamento aerobico per la produzione di compost, trattamento che per le sue caratteristiche comporta un forte abbattimento dei ceppi batterici che necessitano di condizioni anaerobiche, come appunto quelli del genere Clostridium”.

“Si ritiene quindi che il processo aerobico di compostaggio dia sufficienti garanzie per quanto riguarda l’abbattimento delle concentrazioni di clostridi riscontrabili nel digestato in ingresso, tenendo inoltre presente che negli studi condotti su digestori anaerobici alimentati con matrici agro-zootecniche i valori di concentrazione di clostridi riscontrati nei digestati appaiono indipendenti dai mix di matrici organiche in ingresso e si attestano su valori in linea con quelli riscontrati nei letami bovini che vengono normalmente utilizzati per la concimazione dei terreni”.

E pertanto, conclude la giunta Vecchi citando la Regione, “non si rileva una incompatibilità dell’impianto né con i criteri di cui alla delibera dell’assemblea legislativa regionale n.51/2011, né con il disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano che pone limitazioni al solo utilizzo di insilati”.

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