Angeli e Demoni, Giovanardi accusa
“Un sistema ideologico da smontare”

4/10/2019 – Continuano i lavori della Commissione speciale d’inchiesta sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna, istituita dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna dopo lo scandalo angeli e demoni sugli affidi illegali in Val d’Enza. Ieri l’audizione di Carlo Giovanardi, ex sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle politiche per la famiglia.

“Le teorie di Foti – ha evidenziato Giovanardi, citando le vicende di Bibbiano e altri fatti di cronaca come quelli delle maestre di Rignano Flaminio e della famiglia Morselli-Covezzi di Massa Finalese – ‘hanno funzionato’, dove sono state applicate (in tante parti d’Italia) hanno prodotto questi risultati: per Foti solo il 26,4 per cento dei bambini sono tranquilli in famiglia, tutti gli altri hanno subito degli abusi:  mentre gli angeli sono i bambini i demoni, in questo caso, sono quelli che ragionano in un certo modo”.

Carlo Giovanardi urante l’audizione davanti alla commissione regionale d’inchiesta
sugli affidi dei minori in Emilia-Romagna

I dati che circolano, ha poi rimarcato, “sono campati in aria, sono falsi e truffaldini, siamo al valzer dei numeri”. Lo stesso Cismai, ha aggiunto, “ci parla di 13 miliardi di euro che lo Stato investe ogni anno sul tema degli abusi”. Dobbiamo quindi, ha poi sottolineato, “smontare il presupposto ideologico che sta a monte di questa epidemia che coinvolge i bambini: con questi presupposti ideologici a migliaia di famiglie sono stati tolti i figli”. Infine, sul ruolo dei servizi sociali ha parlato di “sistema da riformare, rivederlo è una priorità”.

Paolo Calvano (Pd) h fatto chiarezza sui dati diffusi dal Cismai: “Stiamo parlando di una ricerca della Bocconi, da questa indagine emerge che i costi diretti legati ai temi dell’infanzia equivalgono a 340 milioni di euro, mentre i restanti 12,6 miliardi riguardano proiezioni sui costi collegati al sostentamento delle persone condannate”. Cismai, ha aggiunto, “ci spiega quindi che tutelare i minori diventa fondamentale, al contrario i costi sociali ed economici sarebbero enormi”.

Se parliamo di tutela dei minori, ha concluso il consigliere, “dobbiamo affrontare due questioni: il minore allontanato dalla famiglia in modo erroneo e il minore che resta in famiglia in una situazione di pericolo”. Anche Roberta Mori (Pd) ha posto l’accento sul tema dei dati: “Non esiste ancora un osservatorio nazionale su queste tematiche, che peraltro sollecitiamo, così come non esistono linee guida ministeriali sull’abuso”. Nel frattempo, ha rimarcato, “possiamo dotarci di un osservatorio regionale”. Anche lo stesso presidente Boschini ha ribadito che “i 13 miliardi citati dal Cismai riguardano una proiezione sui costi sociali degli abusi, non la spesa dello Stato”.

Per Gian Carlo Tagliaferri (Fdi), al contrario, “i dati trasmessi dal Cismai sono quantomeno distorti”. Sullo stesso tema Michele Facci (Fdi) ha riferito che “in questa commissione la presidente del Cismai, Gloria Soavi, ha minimizzato, ma sono i fatti che contano”. Cismai, ha aggiunto, “ha questa impostazione, il fenomeno è extraregionale”. Siamo di fronte, ha poi specificato, “a una metodologia, scuola Cismai con l’estremizzazione del metodo Foti, che porta alla ricerca spasmodica dell’abuso”. Quindi, ha concluso, “criticare quel metodo e denunciarne la pericolosità non vuol dire legittimare le vere situazioni di abuso”. Anche Fabio Callori (Fdi) ha ribadito il fatto che “a Bibbiano qualcosa non ha funzionato”.

Igor Taruffi (Si) ha invece spiegato, rilevando le criticità sulla materia abusi e maltrattamenti, che “in Emilia-Romagna i minori allontanati sono 3.000, con solo 2.520 assistenti sociali e 6 giudici togati che se ne occupano”. In più, ha aggiunto, “sul tema manca un inquadramento legislativo nazionale”. Silvia Prodi (Misto) ha invece criticato l’intervento di Giovanardi: “Ritroviamo il Giovanardi delle dichiarazioni su Aldrovandi, Ustica e Aemilia, noto un certo sbilanciamento, contesto l’uso strumentale e semplificato di alcuni dati”.

Andrea Bertani (Cinquestelle) ha parlato di “metodo Foti pericoloso”, spiegando però che “nello stigmatizzarlo il rischio è quello di trascurare il vero problema, gli abusi reali”. Quindi, ha sottolineato, “non dobbiamo sovrastimare il problema ma neanche sottostimarlo”. Ha anche parlato della “necessità di riequilibrare i poteri e le responsabilità dei servizi sociali”

AUDIZIONE DEI SINDACATI: ASSISTENTI SOCIALI AGGREDITE E INSULTATE

4/10/2019 – Assistenti sociali aggredite e insultate mentre entrano sul luogo di lavoro, dipendenti che si “barricano” a chiave nella sede di Barco di Bibbiano, operatori che lavorano in presenza di guardie giurate e che hanno ricevuto anche 25 telefonate minatorie in un giorno. È questo il clima di tensione che avvolge i lavoratori dei servizi della Val d’Enza, raccontato in Commissione speciale d’inchiesta sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna dalle sindacaliste reggiane Carolina Cagossi della Cgil e Rakel Vignali della Cisl.

Le sindacaliste Carolina cagossi e Rakel Vignali durente l’audizione

“Una certa esposizione mediatica successiva all’inchiesta ha causato da subito tensioni sul luogo di lavoro”, hanno spiegato Cagossi e Vignali. “Da subito c’è stata necessità di mettere in sicurezza i lavoratori, anche da un punto di vista legale, a causa di minacce subite sul web e sui social”. Le sindacaliste hanno segnalato che il clima di preoccupazione si sta diffondendo anche nei servizi delle Unioni vicine. Ma le difficoltà affrontate dai servizi territoriali, secondo Cgil e Cisl, sarebbero più “strutturali”: carenza di personale, carichi di lavoro notevoli sulle spalle di pochi assistenti sociali, Comuni costretti a ricorrere al privato perché non possono fare nuove assunzioni. “Serve più serenità sul lavoro, parliamo di professionisti che dovrebbero lavorare 36 ore a settimane su casi delicati e che invece devono essere sempre a disposizione con straordinari e rischi che non sono nemmeno normati giuridicamente”.

Proprio sulla figura “a rischio” dell’assistente sociale si è soffermato Paolo Calvano (Pd): “Chi ha sbagliato deve pagare, ma è doveroso sottolineare che ci sono professionisti che lavorano per il bene della collettività e che spesso devono lavorare in condizioni non consone. Come istituzioni dobbiamo sostenere campagne informative rivolte ai cittadini, che spieghino l’importanza e la complessità di questo mestiere”. Anche Silvia Prodi (Misto), che ha sottolineato come sulla Val d’Enza si sia abbattuta “un’onda mediatica anomala”, ha posto l’attenzione sull’organizzazione dei carichi di lavoro e sulle esternalizzazioni. “Spesso per i Comuni sono l’unica possibilità per garantire i servizi- ha rimarcato anche il vicepresidente Igor Taruffi (Si)- come commissione dovremmo affrontare seriamente questo problema: delle condizioni oggettive in cui lavorare il pubblico e dell’intervento del privato”. Sugli appalti al privato interviene anche Gian Luca Sassi (Misto): “Che costo ha il risparmio? La qualità è garantita?”. E Roberta Mori (Pd) ha rilanciato l’idea di “un osservatorio regionale che analizzi su scala più ampia i numeri di affidi e minori”.

Solidarietà agli assistenti sociali minacciati anche da Fabio Callori (FdI), che però ha sottolineato l’importanza di continuare a indagare su quanto accaduto “senza sconti”: “Attacchi di questo tipo non dovrebbero esserci, ma è innegabile che ci siano professionisti che non hanno operato nel giusto e questa commissione deve andare avanti e approfondire”. Critico invece Andrea Galli (FI) che ha parlato di quanto accaduto come di “una delle pagina peggiori della nostra Repubblica e voi non avete avuto parole per i minori e le loro famiglie. Queste ‘mele marce’ hanno screditato il lavoro di tanti bravi lavoratori, è intollerabile”.

Silvia Piccinini (M5s) si è concentrata sul tema della formazione: “Fondamentale che l’assunzione del racconto del minore avvenga in maniera asettica. Come fare per assicurarsi che gli assistenti sociali si approccino in maniera corretta?”. Mentre Andrea Bertani (M5s) ha rimarcato la necessità di bilanciare il “grande potere degli operatori, che diventa anche una grande responsabilità. Come si può aiutare l’assistente sociale perché possa prendere decisioni in maniera sicura e serena?”

“Stiamo lavorando per capire come dare più sicurezza alle procedure, magari inserendo la figura di un assistente giuridico che affianchi il lavori dei servizi e fornisca loro supporto, insieme a uno sportello psicologico che aiuti i lavoratori a rischio burnout“, ha spiegato Rakel Vignali della Cisl. “C’è un mondo che sta continuando a lavorare a testa bassa e ha bisogno di sostegno”, ha aggiunto Carolina Cagossi della Cgil. “Cerchiamo di trarre giovamento da quanto accaduto e costruire un modello nuovo partendo dagli errori, perché è importante che i cittadini tornino ad avere fiducia nei servizi. Le guardie giurate che ‘scortano’ gli operatori durante i colloqui non possono essere la normalità”.

(FONTE: ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE – resoconti di Cristian Casali e Giulia Paltrinieri)

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5 risposte a Angeli e Demoni, Giovanardi accusa
“Un sistema ideologico da smontare”

  1. fausto Poli Rispondi

    04/10/2019 alle 21:42

    Buonasera. Voler esternalizzare un servizio così delicato e’ un atto incivile, irresponsabile. Gia’ in passato sono stati esternalizzati vari servizi come i servizi ambientali e da li’ hanno copiato pure le aziende private (con abnormi numeri di cooperative gestite in maniera non appropriata (pagamenti bassi e totale mancanza di versamenti dei contributi). Qui non si sbilancia nessuno, mentre il servizio sociale sta diventando la croce di un’intera comunita’. La calata dei politici a Bibbiano, le fiaccolate, sono sintomo di un diffuso malessere. Il totale menefreghismo delle giunte comunali dell’unione Val d’Enza, dei consiglieri, ha portato lo sgomento di chi ha bambini da crescere e ha il terrore nel doverli lasciare alle scuole elementari. percio’ oltre al disgusto, il cittadino accellera su una nuova sistemazione, dove gli assistenti sociali debbano agevolare, ma non togliere, bambini che necessitano dei propri genitori. E in quale paese cio’ sta avvenendo ? In nessun altro se non in Italia Ricordo che a Modena, pure un Prete peri’ per il dispiacere quando ci fu l’applicazione di un sistema alla Foti che nessuno voleva accettare. il forteto era questa la raccapricciante vicenda che anni fa colpi’ la bassa modenese. proprio parlando on un modenese di quelle zone, quest’estate, mi e’ venuta la pelle d’oca. Noi cittadini auspichiamo che lo schema Foti venga eliminato e ci si concentri sulla salvaguardia delle famiglie. Buona notte. Fausto Poli.

    • Uhlman Rispondi

      06/10/2019 alle 08:52

      Guardi Poli che lei si illude sul fatto che sia tutta colpa di Foti.
      L’italiano medio cerca sempre capri espiatori per cercare di nascondere il Sistema capillare che ci gira intorno, pienamente collaborativo e interessato.
      Lei non mi sembra proprio rientrare in questo modulo 😉
      *Qui piuttosto ci sarebbe da fare ‘la conta’ di quante persone effettivamente, e di quanti e quali gradi professionali sono coinvolti nella squallidissima vicenda. Invece, come è accaduto in passato, anche in molti articoli di riviste patinate e non solo sui quotidiani,si sta cercando di seppellire tutto, dietro minimizzazione di responsabilità in termini quantitativi (tipo uno a dieci).

      Insomma Poli, la vedo malissimo.

      Buona domenica

      • Fausto Poli Rispondi

        06/10/2019 alle 13:01

        Beh certamente sarebbe un cambio di rotta. In effetti il sistema capillare di cui parla e’ molto Oliato. Beh sono un idealista e almeno le idee, 10/20 quante siano non le metti nel 740.

        Buona domenica a Lei e grazie per avere risposto. Fausto Poli

  2. Fausto Poli Rispondi

    05/10/2019 alle 14:21

    Ah si, che vicenda ! Si prendono i bimbi.Aiuto!

  3. Fausto Poli Rispondi

    05/10/2019 alle 14:35

    Reggio Emilia e Prov. Uno dei territori piu’ mafiosi d’ Italia.

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