Pd, l’ultima scissione
L’addio di Renzi: “Nasce una casa nuova”
Con lui una trentina di parlamentari, determinanti per il governo

17/9/2019 – La scissione di Renzi è compiuta: “C’è una strada nuova da percorrere e la faremo zaino in spalla passo dopo passo”.

L’ex premier ha ufficializzato l’addio al PD, notizia peraltro nota da due giorni, con un’intervista a Repubblica e in mattinata con questo post su Facebook:

Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso. Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno.

Matteo Renzi col trolley


Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà.
Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo.
La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani.
Ci vediamo alla Leopolda
‘.

Immediata ma blanda la replica di Zingaretti, segretari del PD, come se l’uscita di Renzi dal partito, per fondarne uno nuovo, sia in fondo poca cosa.

“Ci dispiace. Un errore. Ma ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo PD”.

A Repubblica, Renzi ha dichiarato che “lasciare il Pd sarà un bene per tutti, anche per Conte, il partito è diventato un insieme di correnti, manca una visione sul futuro” , e ha aggiunto che saranno con lui una trentina di parlamentari

I gruppi autonomi nasceranno questa settimana: saranno determinanti peril governo Conte-bis del ribaltone. L’ennesima mossa magistrale dell’ex Rottamatore di Rignano: dopo aver mandato a casa Salvini e imposto a Zingaretti il governo Pd-M5S, ora con la scissione consegue il duplice obiettivo di “rottamare” Zingaretti e soprattutto di far ballare il conte-bis, tenendolo al guinzaglio con i suoi voti.

Renzi intanto giura “di voler passare i prossimi mesi a combattere Salvini, non a difendersi dal fuoco amico”. Alla Leopolda sarà presentato il simbolo: il primo impegno elettorale le politiche, “sperando che siano nel 2023”, e le Europee 2024.

Graziano Delrio e Matteo Renzi alla ex Polveriera di Reggio Emilia, alla vigilia delle elezioni (perdute) del marzo 2018

SALVINI: “CHE PENA, GLI ITALIANI PUNIRANNO QUESTI VENDUTI

“Prima incassa posti e ministeri, poi fonda un “nuovo” partito per combattere Salvini –scrive su twitter il leader della Lega – Che pena, cosa non si fa per salvare la poltrona… Il tempo è galantuomo, gli Italiani puniranno questi venduti”. 

L’ACCELERAZIONE DELLA CRISI DEM

Da giorni nei Dem le acque erano agitate e la scissione veniva evocata nei rumors di Palazzo.

Ieri l’accelerazione con una telefonata al premier Giuseppe Conte al quale Renzi avrebbe garantito il proprio sostegno.

In serata, dopo che la notizia che l’ex premier aveva ormai deciso di mollare gli ormeggi il commento amaro del capodelegazione del Pd al governo, il ministro Dario Franceschini. 

Renzi? Oggi è un grosso problema“, così Franceschini ha risposto alla sua omologa tedesca Michelle Müntefering, durante un breve scambio di battute in inglese intercettato dai giornalisti e dalla telecamere alla Triennale di Milano. “What’s Renzi doing now?” ha chiesto la ministra tedesca a Franceschini, il quale ha risposto: “Today it’s a big problem”.

Trapelano dispiacere, ma anche confusione e stupore per la tempistica della scissione di Matteo Renzi, nella delegazione del Pd al Parlamento europeo.

“Per me è una sofferenza, anche personale ma per ora non voglio dire di più“, taglia corto Bonafè, considerata storicamente una delle più vicine all’ex premier nella pattuglia dem, insieme a Pina Picierno, Alessandra Moretti e soprattutto Nicola Danti, ripescato quest’ultimo a Strasburgo dopo la nomina di Roberto Gualtieri a ministro dell’Economia.

“Oggi ci siamo confrontate con Bonafè e Picierno – afferma invece Moretti, intercettata nei corridoi di Strasburgo dove è in corso la plenaria -, ci sarà una riflessione ma in questo momento prevale il dispiacere”.

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Una risposta a 1

  1. Bernacca Rispondi

    18/09/2019 alle 08:54

    Conte …”stai sereno”.

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