Angeli e Demoni
Perchè obbligo di dimora per il sindaco Carletti
Il Riesame: “Rischio reiterazione dei reati, non deve influire sugli altri amministratori”

DI PIERLUIGI GHIGGINI

23/9/2019 – Il sindaco di Bibbiano (sospeso dalle funzioni) Andrea Carletti, indagato nell’inchiesta Angeli e Demoni per abuso d’ufficio e falso ideologico (a proposito del pagamento delle consulenze di psicoterapia a Claudio Foti e alla struttura del Centro Studi Hansel e Gretel) è tornato in libertà dopo tre mesi di arresti domiciliari, però con l’obbligo di dimora nel comune di residenza: vale a dire che può andare dove vuole ma entro i confini del comune di Albinea, dove vive, salvo diversa autorizzazione del magistrato.

La misura cautelare, di minore gravità rispetto agli arresti domiciliari, viene spiegata nell’ordinanza del tribunale del Riesame di Bologna perchè “sussiste tuttora il pericolo di reiterazioni dei reati dello stesso tipo“, anche se “non risultano a oggi concreti comportamenti volti a tal fine”. In sostanza i giudici vogliono impedire a Carletti di mettere piede in Comune a Bibbiano e di influenzare in qualche modo amministratori e dirigenti.

Andrea Carletti all’uscita del Tribunale di Bologna

Secondo il collegio di revisione, la sospensione di Carletti dalla carica di sindaco e la attribuazione ad altri della delega per le politiche sociali” nell’Unione comuni Val d’Enza “non si reputa abbiano determinato una cesura dei suoi rapporti con l’ambiente di appartenenza, in virtù dei soli tre mesi decorsi in regime domiciliare, essendo ragionevolmente tali rapporti di amicizia e colleganza politica ben radicati nel tempo e difficilmente scalfibili“.

“Ciò comporta sicuramente – sottolinea il Riesame – una possibile influenza di Andrea Carletti su persone a lui vicine nell’ambito politico-amministrativo, con possibili ripercussioni negative sulle indagini“. 

I giudici, del resto, non sono teneri col primo cittadino sospeso di Bibbiano, che nell’ordinanza lo dipingono come succube dell’impostazione ideologica del guru Claudio Foti, di Nadia Bolognini, Federica Anghinolfi e del centro studi Hansel e Gretel per fini di carriera politica: non per interessi personali – come ha riconosce anche la procura di Reggio Emilia – “bensì per un ritorno d’immagine“.
Anche dall’ultimo interrogatorio difronte al Pm emerge “la volontà di proseguire la sua carica di Sindaco di Bibbiano con un metodo d’azione volto alla mera realizzazione di fini politici, indifferente alle regole e alla normativa sottostante“.

Ciò spiega il persistere della misura cautelare con l’obbligo di dimora: “La permanenza coatta di Andrea Carletti nel comune di Albinea, dove abita, rappresenta una misura minore degli arresti domiciliari che tuttavia assicura la medesima finalità, – conclude il Riesame – cioè l’impossibilità di svolgere attività pubblica e soprattutto mantenere legami e influire su amministratori e dipendenti di enti territoriali a lui vicini. L’isolamento a cui l’obbligo di dimora lo costringe appare misura adeguata e sufficiente al fine di recidere per il momento i contatti con il mondo professionale e pubblico in cui si collocava”.

Ci penseranno inoltre i controlli sulle comunicazioni telefoniche e del computer a scoraggiare da parte di Carletti ogni attività che possa connotarsi come “reiterazione o inquinamento”.

D’altra parte il sindaco sospeso di Bibbiano, determinato a dimostrare con tutte le forze la propria innocenza e buona fede rispetto ai reati venuti a galla nelle sconvolgenti vicende degli affidi e dei bambini strappati ai genitori in val d’Enza, continua ad essere sostenuto a spada tratta dai colleghi amministratori e soprattutto dal suo partito, il Pd.

Ma questa è una delle ragioni per cui il Riesame teme la possibile reiterazione dei reati e insiste su “l’impossibilità di svolgere attività amministrativa e soprattutto mantenere legami e influire su amministratori e dipendenti di enti territoriali a lui vicini“.

Alla luce di queste affermazioni, appare senza dubbio delicata la situazione che si è venuta a creare già nelle ore immediatamente successive alla liberazione di Carletti. Il quale, che ha riferito Telereggio, ha ricevuto nella sua abitazione di Albinea la visita di un gruppo di amministratori del comune di Bibbiano. C’erano la sindaca facente funzioni Paola Tognoni, l’assessore Loretta Belleli, un dirigente comunale  (Daniele Caminati) e il segretario del circolo Pd di Bibbiano Stefano Marazzi insieme a capogruppo di maggioranza Carretti.

Solo una visita di amici, dopo tre mesi in cui Carletti non ha potuto vedere nessuno se non i propri famigliari e l’avvocato Giovanni Tarquini, oppure una specie di riunione informale, con presenza di assessori e anche di un dirigente del Comune?

La consapevolezza di essere intercettati – lo ha sottolineato con forza il collegio bolognese – dovrebbe togliere ogni dubbio in proposito. Nondimeno una maggiore prudenza, vista la molto delicata situazione di Carletti, sarebbe consigliabile: qualcuno potrebbe pensare, certamente sbagliando, che il Pd tira a farsi beffe del Riesame.

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