Trappole online, abbracci sexy, specchietti e falsi marescialli: denunciati 195 truffatori
Consigli utili per non farsi fregare

22/8/2019 – Dall’inizio dell’anno i Carabinieri di Reggio Emilia hanno denunciato 195 persone per truffa. Quelle online costituiscono oltre il 60% del numero totale delle truffe. Seguono i falsi carabinieri, quelle perpetrate da falsi dipendenti pubblici ai danni che riescono a entrare nelle casedi persone anziane, sino ai raggiri che negli ultimi tempi registrano un’impennata, come come la classica truffa dello specchietto e quella “dell’abbraccio”.

Il bilancio è stato tracciato Comandante in sede vacante della Compagnia dei Carabinieri di Reggio Emilia, Capitano Alessia DI ROCCO, nel corso di di una conferenza stampa tenuta oggi pomeriggio la comando provinciale di Corso Cairoli.

TRUFFE ONLINE

Si passa dalla proposte di fantomatici affitti di case vacanze alla compravendita dei più disparati oggetti, attraverso annunci esca sui principali siti di annunci (la piattaforma subito.it quella più battuta dai truffatori), che poi non vengono spediti trattandosi di vendite fantasma.

Le insidie non risparmiano neppure i social network, (principalmente Facebook e Instagram) dove vengono create apposite pagine riguardanti la vendita della più variegata tipologia di merce con il fine di far cadere nella rete il maggior numero di utenti. Generalmente sono i più inesperti a diventarne vittime, ma capita anche ai più navigati di incorrere in queste truffe virtuali le cui conseguenze, in realtà, sono concrete e a volte anche pesanti per chi le subisce.

Il profilo dei truffatori, ricavato dalle attività investigative dei carabinieri reggiani, vedono “primeggiare” figuri tra i 25e 40 anni, anche se si registra la presenza in rete anche di veterani ultrasessantenni; fanalino di coda è rappresentato dai giovani tra i 18 e i 24 anni. Se dal punto di vista repressivo i carabinieri reggiani stanno conseguendo importanti risultati, molto può essere fatto sotto l’aspetto preventivo per evitare di cadere nelle truffe online.

PAROLA D’ORDINE: PREALLERTARSI

Dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia fanno presente che è necessario preallertarsi. Fondamentale, in primo luogo, saper riconoscere le truffe su internet così da riuscire ad evitare di venirne coinvolti.

Altrettanto importante è sapere come comportarsi, come reagire se si cade in uno dei tanti tranelli del web. Il primo passè imparare a riconoscere una truffa; non bisogna mai dimenticare che internet è realtà virtuale e, proprio come nella realtà, nessuno regala nulla. Occorre quindi diffidare dalle vendite sottocosto, dalle promesse fantastiche di vincite milionarie, da vacanze esotiche o da improvvisi ed ingiustificati regali.

Vi sono poi accorgimenti da prendere qin caso di acquisti su internet; potrebbero apparire banali, ma in molti casi i passi elencati di seguito possono essere determinanti per evitare di incorrere nella truffa:

  • prima di comprare qualcosa, è opportuno inserire sempre su un motore di ricerca il nome del privato o del negozio presso il quale si intende effettuare l’acquisto, ci vuole poco a “farsi un nome” su internet e spesso chi truffa è già abbondantemente segnalato;
  • controllare commenti e feedback di altri acquirenti, diffidare dai rivenditori che ne hanno pochi o non ne hanno affatto;
  • effettuare acquisti solo su siti di sicura affidabilità, se si usa un tablet od uno smartphone procedere all’acquisto solo utilizzando le App ufficiali degli store;
  • l’esistenza di un negozio reale corrispondente a quello su internet è in genere indice d’affidabilità;
  • diffidare di chi chiede troppi dati, poiché potrebbe essere un tentativo per entrare in possesso di informazioni personali e dati sensibili;
  • fare attenzione alle modalità di pagamento, sistemi come western union e moneygram possono nascondere brutte sorprese visto che una volta inoltrato il danaro tramite questi canali, la somma non è più ripetibile in alcun modo.

ANZIANI TRUFFATI DA FALSI PUBBLICI UFFICIALI

Nonostante la campagna permanente di sensibilizzazione operata dai carabinieri (persino con conferenze al termine delle messe domenicali) continuano a verificarsi nel reggiano le truffe dei falsi dipendenti pubblici che carpendo la fiducia agli anziani con pretestuosi controlli accedono nelle case derubandoli.

L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa quando un falso appartenente alle forze dell’ordine col pretesto di compiere delle verifiche è entrato nella casa di un anziano derubandolo di 2.000 euro. Al riguardo i Carabinieri reggiani, fermo restando le risultanze investigative su questo episodio, ribadiscono alcuni consigli:

  • non aprire agli sconosciuti e non farli entrare in casa. Diffidare degli estranei soprattutto se siete soli in casa;
  • non mandare i bambini ad aprire la porta;
  • prima di aprire la porta, controllare dallo spioncino e, se si ha di fronte uno sconosciuto aprire con la catenella attaccata;
  • in caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedere che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino;
  • prima di far entrare estranei, accertarsi della loro identità ed eventualmente farsi mostrare il tesserino di riconoscimento. Prima di farlo entrare comunque telefonate all’ufficio di zona dell’Ente per verificare la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice;
  • tenere a disposizione, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità;
  • non dare soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato;
  • mostrare cautela nell’acquisto di merce venduta porta a porta;
  • se inavvertitamente si apre la porta ad uno sconosciuto non bisogna perdere la calma. Invitarlo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta.

TRUFFA DELLO SPECCHIETTO

Si registra una recfrudescenza delle truffe dello specchietto per spillare 50 o 100 euro a colpo ad automobilisti presi alla sprovvista. Il trucco è sempre lo stesso: l’inganno solitamente viene architettato in una strada o in un parcheggio. Un tizio, solitamente accompagnato da un complice, individua un’auto e appena la vittima predestinata passa a fianco della sua vettura, o durante la manovra in un parcheggio, lo segue fino a fermarla, accusandola di avergli rotto lo specchietto o ammaccato l’auto, talvolta simulando l’urto con il lancio di un oggetto sulla fiancata dell’auto del malcapitato. E’ quanto sta accadendo anche nelle strade delle province reggiane. P

er non incappare in questi malviventi e non cascare nella truffa dello specchietto è importante chiedere subito la compilazione del Cid, constatazione amichevole dell’incidente stradale. A questo punto, con la scusa di andare di fretta, il truffatore chiederà il risarcimento del danno in contanti. Bisogna opporsi in modo deciso e, se l’imbroglione insiste, dire, magari, che si è in possesso di una polizza che copre i danni arrecati a terzi senza l’aumento di premio assicurativo per voi. Se continua a insistere e non molla la presa rivolgersi subito ai carabinieri chiamando il 112.

TRUFFA DELL’ABBRACCIO O “SEXY TRUFFA”

La truffa dell’abbraccio o “sexy truffa2″vede come vittime predestinate gli uomini, in particolare anziani. A colpire sono solitamente donne. Avvicinano la vittima con pretestuose richieste di indicazioni stradali, poi ottenute le informazioni in segno di ringraziamento abbracciano la vittima sfilandogli portafoglio o catenine o Rolex. Le truffatrici più audaci palpano anche le parti intime per distrarre la vittima e agire senza che il derubato si accorga di quanto gli stia accadendo.

I consigli dei carabinieri sono quelli di farsi avvicinare da sconosciuti che manifestano in maniera non troppo gratuita sentimenti di riconoscenza come l’abbraccio o avances spinte: il disegno criminale ha lo stesso fine, derubare dei valori le vittime prese di mira-.

In via generale purtroppo succede di accorgersi della truffa a giochi ormai fatti. Per distrazione o inesperienza si è caduti nell’inganno. Alla rabbia per esserci cascati, si unisce lo smarrimento di chi ha delle ragioni da far valere ma non sa come fare o addirittura la vergogna. Una maggior cultura e consapevolezza del fenomeno potrebbe sicuramente scoraggiare gli intenti di questi malfattori; in ogni caso non bisogna sentirsi smarriti: chiamare subito il 112 per denunciare il fatto.

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