Rimosso lo striscione anti-biogas
“A Correggio imbavagliano la protesta”

17/8/2019 – I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Correggio, Giancarlo Setti e Mauro Pernarella, unitamente alla senatrice Maria Laura Mantovani e agli attivisti correggesi “esprimono profondo sdegno per quanto accaduto il 13 Agosto, quando la Polizia Locale ha chiesto a dei privati cittadini la rimozione di uno striscione su cui era scritto: “NO BIOGAS FATECI RESPIRARE! NO BIOGAS” contro l’impianto di trattamento anaerobico dei rifiuti organici prestivo a Gavassa.

Le motivazioni – scrivono i 5 Stelle – sono la violazione all’art. 23 del Codice della Strada e l’art. 47 del relativo Regolamento di esecuzione”. La legge vieta l’apposizione di manifesti “lungo le strade o in vista di esse” ma qui – affermano – stiamo parlando di uno striscione messo su un terreno privato a diversi metri dalla carreggiata e che, per forma e dimensione, non poteva arrecare alcun disturbo alla circolazione, cosa provata dal fatto che non è stato rilevato alcun incidente e/o rischio nel periodo in cui è stato esposto”.

Lo striscione anti-biogas fatto rimuovere a Correggio

“Sappiamo tutti che la violazione del codice della strada è stato solo un pretesto per poter togliere  uno striscione che dava fastidio- scrivono ancora i 5 Stelle di Correggio – era visibile e risvegliava la coscienza dei cittadini, esprimendo dissenso al pensiero unico dominante nel rispetto della libertà di espressione riconosciuta e sancita dalla Costituzione all’art. 21. E’ stato un atto politico finalizzato all’imbavagliamento”.

La controprova: “è data dal cartello che pubblicizza la festa PD di Mandrio:  il comma 4 dell’art. 18 del Regolamento Comunale di Correggio prevede che l’uso del colore rosso, deve essere limitato esclusivamente alla riproduzione di marchi depositati e non può comunque superare 1/5 dell’intera superficie del cartello o altro mezzo pubblicitario.

Nonostante il Movimento 5 Stelle correggese avesse già segnalato la violazione nel 2017 , nel 2018 non si è avuta la medesima solerzia nella rimozione del cartello: chissà perché!”.

Il cartello della festa di Mandrio

“Sappiamo che la rimozione dello striscione è stato seguito da altre rimozioni – concludono – ma ribadiamo con forza che la libertà di espressione e di pensiero deve essere rispettata: un’Amministrazione realmente antifascista non si vede quando organizza manifestazioni per il 25 aprile, ma quando permette ai cittadini di esprimere le proprie opinioni”.

Bisogna aggiungere che antifascista non significa automaticamente democratico: gli esempi in proposito si sprecano. Da notre inoltre che in circostanze analoghe nessuno ha tolto striscioni e lenzuoli di protesta esposti lungo le strade: è il caso di Santo Stefano Magra (amministrazione di sinistra) dove da mesi i cittadini protestano controil progetto di “biodigestore”. Ma all’amministrazione che deve pagare i debiti del disastro En.Cor targato Pd, non si può forse chiedere di più.

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