Nasce il partito della diga di Vetto
e si presenterà alle elezioni regionali

17/8/2019 – “La Diga di Vetto si farà“: a sostenerlo è il presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano dell’Enza, Lino Franzini. “O la decide l’attuale Amministrazione Regionale o la deciderà chi ne prenderà il suo posto. Le necessità idriche plurime ed energetiche e i danni alluvionali e da siccità di questi ultimi decenni causati dai cambiamenti climatici, dovrebbero far capire a tutti, compreso i fautori del no a tutto, che quest’opera è indispensabile; in ogni parte del mondo chiunque avesse una località come la Stretta di Vetto quest’opera l’avrebbe già realizzata da anni”.

Con un comunicato, Franzini annuncia la nascita di un partito-lista “Si alla diga di Vetto” che, secondo indiscrezioni, dovrebbe presentarsi a Reggio e a Parma apparentato con il centro-destra.

In piazza a Vetto il 15 agosto 2019 si è tenuto “la giornata del ricordo”, un atto commemorativo per ricordare che il 15 agosto di trent’anni fa, furono sospesi i lavori di costruzione della Diga di Vetto, “con motivazioni che non vale la pena commentare e su cui si è espressa la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite”.

Dopo la sospensione dei lavori della Diga di Vetto – scrive dunque il presidente del Bacino Imbrifero -2 centinaia di montanari dovettero lasciare le loro terre, le loro case, i loro cari, cambiare le loro prospettive di vita e scendere in città in cerca di lavoro, abbandonando le terre che i loro padri avevano coltivato per secoli a lupi e cinghiali e al dissesto idrogeologico totale.

La mancata costruzione di quest’opera ha comportato centinaia di milioni di danni da esondazioni e da siccità, l’agricoltura Reggiana e Parmense, la vera industria che ha reso grande l’Italia nel mondo è sempre più in difficoltà per la mancanza d’acqua ad uso irriguo; se qualcuno voleva ottenere questo c’è riuscito”.

Ma ora “montanari, agricoltori e tanti cittadini di paesi e città dicono basta, la diga di Vetto serve e va fatta, se il potere politico attuale non è in grado di decidere è giunto il momento che si costituisca il partito del “SI alla Diga di Vetto”, il partito dell’acqua, il partito degli Agricoltori, dei Montanari, del miglioramento del clima e dell’ambiente, il partito che pensa al bene comune del territorio e che dice basta allo spreco delle acque,come avviene in tutti i paesi del mondo, il partito che darà garanzie di un futuro al mondo agricolo e un futuro ai paesi montani, un partito che nel rispetto dell’ambiente farà realizzare intorno al lago di Vetto l’area faunistica più interessante dell’Emilia Romagna, come fatto alla diga del Bilancino a Barberino del Mugello o a quella fatta alla diga di Monte Cotugno in Provincia di Potenza, una diga di 650 milioni di metri cubi d’acqua, la più grande Diga Italiana in inerti naturali; quella di Vetto ne conterrebbe solo 102 di milioni di metri cubi, di cui utili solo 93″.

Uno sbarramento identico a quello che dovrebbe sorgere nel territorio di Vetto

Gli attuali governanti – aggiiunge Franzinbi – non possono più fare finta di nulla e dire non sapevo; il 24 luglio 2019 l’Università di Berna ha lanciato un allarme sulla velocità inarrestabile dell’aumento delle temperature sul pianeta terra; il 25 luglio viene rilevata la temperatura record in Europa che sfiora i 50 gradi; il 29 luglio il Comandante della stazione spaziale internazionale, l’italiano Luca Parmitano, nel suo primo collegamento con la terra lancia un allarme sui danni causati dall’avanzare della desertificazione; l’8 agosto l’ONU emette un dossier dove preannuncia che l’aumento delle temperature pregiudicheranno le produzioni agricole a livello mondiale e daranno corso a forti migrazioni verso i paesi polari”

“Ma la notizia che deve preoccupare maggiormente il nostro territorio è di pochi giorni fa, di Ferragosto; l’ European Research Institute per la prima volta comunica i risultati del campionamento delle microplastiche che stanno avvelenando il principale corso d’acqua d’Italia, il fiume Po, il campionamento, fatto in varie località lungo il fiume ha dato dei risultati preoccupanti; ogni giorno questo fiume trasporta in Adriatico 11 tonnellate di micro particelle plastiche.

Ma nonostante questi continui allarmi sui danni causati dai cambiamenti climatici e sulle necessità idriche,qui in Emilia si continua a rimandare un’opera progettata per i fabbisogni di 30 anni fa e ora nettamente insufficiente ai fabbisogni idrici plurimi di oggi delle Province di Reggio Emilia e Parma;mentre in altre Regioni, come l’Umbria, il Consorzio Umbro/Toscano,che già gestisce numerosi grandi invasi, ha ripreso i lavori di completamento della grande diga di Casanuova sospesa nel 1994; così pure ha fatto la Sicilia con la diga di Pietrarossa a Catania, lavori sospesi da venticinque anni e qui i lavori non ripartono”.

Conclude Lino Franzini: “Ora non resta che augurarci che alle prossime elezioni Regionali in via Aldo Moro a Bologna ci sia qualcuno che faccia presente le problematiche dei paesi montani, le necessità idriche dell’agricoltura e i fabbisogni energetici di questo paese Italia e che ponga fine allo spreco delle acque e che metta un freno alla produzione di energia elettrica prodotta da gas e gasolio e all’inquinamento”.

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9 risposte a Nasce il partito della diga di Vetto
e si presenterà alle elezioni regionali

  1. Pier antonio Rispondi

    17/08/2019 alle 18:26

    Più che legittima la richiesta che da anni faccio anche io alle amministrazioni locali, Bibbiano e sant’ilario oltre che a confederazione italiana agricoltori ma è come parlare ad un vergognoso muro di gomma… Il mio appoggio c’è sicuramente.

    • Wall Rispondi

      17/08/2019 alle 19:23

      Ah..ma il muro non era di M ?…
      Altissimo…

  2. Fausto Poli Rispondi

    17/08/2019 alle 21:19

    Caro Sig. Lino Franzini: una nuova opera porta lavoro. Io tifo per Voi. Sono concorde. Lo Stato ha miliardi.quando li spende ? Bravi, una buona iniziativa
    Il nuovo che avanza. Il progresso e’ questo.

  3. Fausto Poli Rispondi

    17/08/2019 alle 21:27

    Seguo le notizie dall’Italia. Ne arrivano di bruttissime. Poi quella giornalista…uno strazio.

    Giro i canali, sfoglio i giornali….trovero’ una lieta velina. Macche’.

    Spesso intervengo e commento molte notizie qui su Reggio Report.

    Ah ho scritto un articolo tempo fa.

    Beh finalmente questa iniziativa e’ veramente importante. Tifo per Voi.

    Fausto Poli

  4. FRANCESCO Rispondi

    18/08/2019 alle 00:06

    Ma perché, caro Franzini, invece di copiare gli slogan del ballista Salvini non dici qualcosa di tuo, non cosi terra-terra e, per di piu’ copiato?

  5. Sergio Bevilacqua - Capogruppo Consiliare Lega centrodestra Comune di Cavvriago Rispondi

    18/08/2019 alle 12:07

    Ho parlato del problema Diga di Vetto con Sindaco di Berna e Primate dell’Università di Berna in una mia recente visita.
    Sono entrambi disponibili a supportare il lavoro progettuale con l’importante loro esperienza.

  6. Lino Franzini Presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano dell'Enza Rispondi

    19/08/2019 alle 17:53

    Egr.i Lettori di Reggio Report, sono sono Lino Franzini e volevo ringraziare tutti coloro che danno il loro contributo per migliorare questa nostra Regione, che per l’intraprendenza dei suoi imprenditori e lavoratori darebbe dieci punti a chiunque; due esempi per far comprendere questo; gli Agricoltori Reggiani e Parmensi, con le carenze idriche che hanno, hanno creato il Polo Agroalimentare più importante del mondo; i Romagnoli con il mare che hanno, hanno creato il polo turistico più importante d’Italia. E’ da circa 20 anni che cerco di far comprendere le necessità di far ripartire i lavori della Diga di Vetto e ora ho deciso di elevare la protesta. Il 5 giugno 2018, più di un anno fa, il Tavolo Tecnico Enza ha condiviso con la Regione le necessità idriche plurime del conoide della Valle dell’Enza (come se i territori fuori dal Conoide non esistessero); da allora si è saputo che un “ipotetico invaso a Vetto”, da definirne l’entità, rientra nei programmi a lunga scadenza; un modo all’Italiana per non decidere nulla, visti i tempi e i costi che la progettazione di un invaso diverso da quello già progettato comporterebbe. Dopo la sospensione dei lavori della Diga di Vetto, il 15/08/1989, il Ministero dell’Ambiente consegna alla Regione, il 13 ottobre 1992, il Giudizio di Compatibilità Ambientale a firma del Ministro dell’Ambiente Carlo Ripa di Meana; il 12 Febbraio 1999 la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite annulla tutti i ricorsi al TAR contro la Diga di Vetto. Il Consorzio di Bonifica Bentivoglio Enza con uno sforzo enorme, provvede ad espletare tutti gli adempimenti richiesti, ma i lavori non ripartono. Ebbene da allora sono passati più di 20 anni, e ora è giunto il momento di dire “BASTA”, si proceda alla revisione del progetto in base alle normative del DM 26.06.2014 e si riparta con i lavori. Lavorando in Trentino Alto Adige ho imparato due cose; l’acqua è la loro grande ricchezza, 93 dighe che danno energia, lavoro, acqua per l’agricoltura, turismo e messa in sicurezza delle Valli; secondo, ho apprezzato la serietà e l’onestà dei Trentini e dei loro Amministratori; per loro il bene Comune è prioritario su ogni altra cosa; da noi ho la sensazione che la priorità non sia il bene comune, visto che da decenni non si fanno ripartire i lavori della Diga di Vetto; chi dice che in Trentino Alto Adige le cose vanno bene perchè è una Regione a Statuto Speciale, a mio avviso dice una grande cretinata, anche la Sicilia è a Statuto Speciale e mi sembra, ma forse sbaglio, che le cose non vanno allo stesso modo; pur avendo la Sicilia tanto, forse più del Trentino Alto Adige. Dopo 30 anni dalla sospensione dei lavori, già costati a noi Italiani una follia di miliardi di vecchie lire tra progetto, Studio di Impatto Ambientale, revisione dello Studio da parte di ISMES di Bergamo, lavori eseguiti, fermo cantiere, ecc.; non è più possibile attendere oltre. A me non interessa la politica di destra o di sinistra, interessa l’agricoltura e gli agricoltori, l’ambiente, i paesi montani spopolati e dissestati, interessa produrre energia pulita, evitare i danni da esondazione e da siccità, interessa creare posti di lavoro e tanto altro ed è naturale che apprezzo i Partiti, di qualunque colore, che sostengono quest’opera; pertanto dico “BASTA” a non decidere nulla. La Regione deve autorizzare subito l’iter per la ripresa dei lavori della Diga di Vetto; se non lo fa, da parte mia userò quei pochi mezzi che la legge mi da per cambiare chi non decide e conto sull’aiuto di tutte le persone che la pensano come me, indipendentemente dalla loro idea politica; basta sprecare le acque limpide di montagna e usare quelle “meno limpide” o quelle di falda, basta sprecare l’oro blu del pianeta. Le acque di montagna vanno accumulate nei periodi di abbondanza per usarle a Valle quando servono; basta consentire danni da esondazione, basta mettere in ginocchio l’agricoltura e abbandonare i paesi montani a lupi e cinghiali e al dissesto idrogeologico; le persone di buon senso devono farsi sentire, altrimenti saranno complici anche loro. I danni causati dai cambiamenti climatici sono davanti agli occhi di tutti; è ora di dire “BASTA, BASTA” e ancora BASTA. Un saluto a tutti e grazie a chi vuole ridare grandezza alla Valle dell’Enza e ai suoi paesi. Questa Valle con la Diga di Vetto diventerebbe la Valle più importante dell’Emilia Romagna, la Valle che darebbe Acqua, lavoro, turismo e Energia Pulita; ma temo che questo sia proprio quello che qualcuno non vuole. Sappiate che mi considero una persona come i Trentini, seria e onesta, e ciò che faccio lo faccio per il bene comune, senza alcun interesse personale; chi desidera informazioni sull’invaso di Vetto può chiamarmi: cell. 328 2776268

  7. Fausto Poli Rispondi

    19/08/2019 alle 23:08

    Gentile Presidente Franzini. Io aprezzo le persone come Lei. Che si faccia la diga, giustamente. Noi cittadini siamo per chi agisce. Passo e chiudo.

  8. Mario Baiocchi Rispondi

    20/08/2019 alle 14:07

    Finalmente qualcuno ha ripreso le fila di questo progetto vitale e d essenziale. Sono a disposizione per le Vostre iniziative future.
    Mario Baiocchi

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