Semestrale Bper: raccolta verso i 95 miliardi. L’utile netto scende a valori fisiologici: 100 mln

7/8/2019 – Oggi il consiglio di amministrazione di Bper Banca ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 30 giugno 2019.

La raccolta complessiva è in crescita robusta, e ormai è vicina ai 95 miliardi di euro. L’utile netto del periodo si attesta a 100,5 milioni di euro, un crollo rispetto ai 307,9 milioni del primo semestre 2018. Ma il dato – fa sapere in una nota la Banca – “non è direttamente confrontabile con il risultato precedente che includeva utili non ricorrenti realizzati su titoli di debito”. Inoltre “sull’utile del semestre incidono gli oneri derivanti dalla svalutazione integrale della quota di competenza dell’intervento dello Schema Volontario del FITD in Banca Carige per 13,3 milioni di euro e dai contributi ordinario e addizionale al Fondo di Risoluzione Unico Europeo per complessivi 32,6 milioni”.

Nel mese di luglio sono state perfezionale operazioni ritenute “strategiche” come le quote di minoranza del Banco di Sardegna, il 100% di Unipol Banca con contestuale vendita di circa 1 miliardo di sofferenze a UnipolReC , una quota partecipativa incrementale del 24,3% in Arca Holding pervenendo a detenere il 57,1% del capitale sociale.

E’ confermata l’elevata solidità patrimoniale del Gruppo con un CET1 ratio Phased In al 14,33% ampiamente superiore al requisito SREP fissato dalla BCE al 9% per il 2019″

Asset quality “in ulteriore lieve miglioramento nel trimestre con un NPE ratio lordo pari al 13,7%; il ratio pro-forma, dopo il completamento delle operazioni con il Gruppo Unipol, si attesta all’11,8% registrando una forte riduzione in linea con la strategia di accelerazione del processo di de-risking“. Per Npe si intendono i crediti non performanti, incagliati o in default.

Positivo lo sviluppo dell’attività commerciale di finanziamento alla clientela: lo stock di mutui è in crescita dell’1,9% rispetto a dicembre 2018 e la nuova produzione in considerevole aumento (+21,4% rispetto al primo semestre dello scorso anno). Raccolta complessiva in forte crescita in tutte le sue componenti (+3,7% da fine 2018) e ormai prossima alla soglia dei 95,0 miliardi; al riguardo, si registra un significativo aumento della componente Bancassurance (+8,8%) accompagnata da incrementi della raccolta sia diretta (+2,1%) che indiretta (+5,3%)

” Il risultato della gestione operativa pari a € 304,5 milioni nel semestre, caratterizzato dalla sostanziale tenuta del margine di interesse ordinario e delle commissioni nette e dalla riduzione dei costi della gestione. Il costo del credito annualizzato si attesta su un livello contenuto pari a 63 bps “.

Ieri sera il titolo Bper Banca ha chiuso la giornata a Piazza Affari a 3,475 euro con un aumento dell’1.91% rispetto al valore precedente, mentre l’indioce Mib di Borsa italiana ha chiuso in perdita a -0,45%.

Alessandro Vandelli

Alessandro Vandelli, Amministratore delegato di BPER Banca, commenta: “siamo estremamente soddisfatti di avere perfezionato nel mese di luglio e nei tempi previsti le operazioni straordinarie annunciate a febbraio, relativamente all’acquisizione di una quota partecipativa incrementale in Arca Holding, all’acquisizione delle quote di minoranza del Banco di Sardegna e all’acquisizione del 100% di Unipol Banca con la contestuale vendita di circa € 1 miliardo di sofferenze a UnipolReC.

In particolare, vanno sottolineati gli ottimi risultati semestrali di Unipol Banca al momento dell’ingresso nel nostro Gruppo bancario: un utile netto a livello consolidato di oltre 21 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto allo scorso anno, e una dotazione patrimoniale che eccede i € 570 milioni, ampiamente superiore al dato atteso, grazie all’aumento delle riserve e al buon livello di redditività raggiunto. Sul fronte del nuovo Piano industriale 2019-2021, a soli pochi mesi dal suo lancio ufficiale, registriamo già alcuni importanti progressi come, ad esempio, dal lato costi, la chiusura di 48 filiali sulle circa 230 previste in arco Piano e, dal lato della “semplificazione”, l’incorporazione di BPER Services nella Capogruppo. Relativamente all’attività ordinaria, il semestre si è concluso in modo positivo registrando un utile di periodo di poco superiore a € 100 milioni, dato non direttamente confrontabile con il risultato dello stesso periodo dello scorso anno che includeva utili non ricorrenti realizzati su titoli di debito; inoltre, sull’utile del semestre incidono per quasi € 50 milioni, i contributi ordinari e straordinari ai fondi sistemici e la svalutazione integrale della quota di competenza dell’intervento dello Schema Volontario del FITD in Banca Carige. Da evidenziare la sostanziale tenuta del margine di interesse ordinario e delle commissioni nette, in presenza di un calo dei costi della gestione. La posizione patrimoniale – conclude Vandelli – si conferma solida con un CET1 ratio a regime pari al 12,33% in crescita di 38 bps rispetto alla fine del 2018. Il secondo semestre ci vedrà impegnati nelle attività di integrazione di Unipol Banca che prevediamo di portare a termine entro la fine dell’anno, contestualmente a ulteriori interventi di semplificazione e razionalizzazione previsti dal Piano industriale”

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Conto economico: dati principali

Il margine di interesse si attesta a € 546,2 milioni rispetto a € 573,5 milioni a/a; la riduzione del margine è da imputarsi prevalentemente agli effetti contabili IFRS9 e IFRS16iii, al netto dei quali i valori del margine di interesse ordinarioiv risultano, nei due periodi, rispettivamente pari a € 518,5 milioni e € 527,1 milioni in calo dell’1,6%. Il margine di interesse del secondo trimestre dell’anno risulta pari a € 272,3 milioni (-0,6% trim/trim) sostanzialmente in linea con i tre trimestri precedenti.

Le commissioni nette risultano pari a € 387,8 milioni in sostanziale tenuta rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-0,3% a/a) con una performance particolarmente positiva nel comparto Bancassurance (+18,9% a/a) in presenza di una riduzione delle componenti riferibili a finanziamenti e garanzie (-3,9% a/a). Il dato del secondo trimestre 2019 risulta in aumento dell’1,4% trim/trim principalmente grazie agli incrementi delle componenti riferite alla raccolta gestita e Bancassurance (+3,0% trim/trim) e carte, incassi e pagamenti (+8,9% trim/trim).

La voce dividendi risulta pari a € 10,2 milioni (€ 13,5 milioni nello stesso periodo del 2018).

Il risultato netto della finanza si attesta a € 27,5 milioni (€ 170,1 milioni nel primo semestre 2018 che includeva utili non ricorrenti realizzati su titoli di debito) dopo avere spesato l’integrale svalutazione non ricorrente della quota di competenza dell’intervento di sostegno effettuato dallo Schema Volontario del FITD in Banca Carige per € 13,3 milioni. Esso include utili netti da cessione di attività finanziaria e crediti per € 30,8 milioni, minusvalenze nette su titoli e derivati per € 6,8 milioni, e altri elementi positivi per € 3,4 milioni. Il dato del secondo trimestre si attesta a € 5,4 milioni rispetto a € 22,1 milioni nel primo trimestre del 2019. Il risultato netto della finanza è pari a € 5,4 milioni nel secondo trimestre in calo rispetto a € 22,1 milioni del primo trimestre dell’anno.

La redditività operativa risulta pari a € 986,9 milioni (€ 1.165,7 milioni nello stesso periodo del 2018; tale dato non risulta confrontabile con il primo semestre 2019 principalmente a causa degli utili non ricorrenti realizzati su titoli di debito citati precedentemente e del rilevante effetto dovuto alla “riclassificazione IFRS9” sul margine di interesse).

I costi della gestione si quantificano pari a € 682,4 milioni in diminuzione dell’1,0% a/a. In dettaglio, le spese per il personale ammontano a € 426,7 milioni in crescita dell’1,5% a/a prevalentemente a causa delle dinamiche ordinarie riferite agli adeguamenti contrattuali e ai maggiori accantonamenti relativi alla parte variabile della retribuzione. Le altre spese amministrative sono pari a € 187,1 milioni (€ 208,9 milioni il dato pro-forma senza considerare gli effetti dell’applicazione del nuovo Principio contabile internazionale “IFRS16”v, in riduzione dell’ 1,6% a/a su base omogenea) e gli ammortamenti su attività materiali e immateriali si attestano a € 68,6 milioni (€ 47,5 milioni il dato pro-forma senza considerare gli effetti dell’applicazione del nuovo Principio contabile internazionale “IFRS16”, non direttamente confrontabile con il dato dello stesso periodo dello scorso anno che includeva rettifiche di valore nette non ricorrenti su attività materiali pari a € 13,5 milioni).

Il risultato della gestione operativa (redditività operativa al netto dei costi della gestione) è pari a € 304,5 milioni (€ 476,7 milioni nello stesso periodo del 2018; tale dato non risulta confrontabile con il primo semestre 2019 principalmente a causa degli utili non ricorrenti realizzati su titoli di debito citati precedentemente e degli effetti contabili IFRS9 e IFRS16 sul margine di interesse). Nel secondo trimestre, il risultato della gestione operativa risulta pari a € 146,8 milioni in calo rispetto a € 157,6 milioni del trimestre precedente principalmente a causa del minore apporto del risultato della finanza.

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito si attestano a € 148,0 milioni quasi interamente riferibili a rettifiche di valore nette su attività al costo ammortizzato (€ 84,2 milioni nel primo semestre 2018 che risultava però significativamente influenzato dall’entrata in vigore del nuovo Principio contabile internazionale “IFRS9” dal 1° gennaio 2018). Il costo del credito annualizzato si determina in 63 bps rispetto ai 47 bps del 2018.

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri si attestano a € 11,7 milioni nel periodo (€ 37,0 milioni nel primo semestre 2018).

Nel primo semestre sono stati contabilizzati il contributo ordinario per l’anno 2019 del Gruppo BPER al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) per € 23,0 milioni (già contabilizzato nel corso del primo trimestre) e il contributo addizionale per l’anno 2017 per € 9,6 milioni (contabilizzato nel secondo trimestre), per un ammontare complessivo pari a € 32,6 milioni (€ 29,0 milioni nello stesso periodo dello scorso anno). Si evidenzia che nello schema di conto economico riclassificato (in allegato al presente comunicato), per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia essi sono ricompresi all’interno della voce 190 b) “Altre spese amministrative”.

L’utile delle partecipazioni e da cessione di investimenti risulta pari a € 8,4 milioni (€ 5,4 milioni nello stesso periodo dello scorso anno).

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 120,5 milioni. Le imposte sul reddito di periodo sono pari a € 11,3 milioni (€ 9,8 milioni al 30 giugno 2018).

L’utile di periodo si attesta a € 109,3 milioni e comprende un utile netto di periodo di pertinenza di terzi pari a € 8,8 milioni pressoché interamente ascrivibile al risultato del Banco di Sardegna a livello consolidato. L’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo si quantifica pertanto pari a € 100,5 milioni.

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