Angeli e Demoni: bambina maltrattata perchè non voleva accusare il padre
E con i “santi in paradiso” cercarono di fermare l’inchiesta

18/8/2019 – Spuntano altre intercettazioni sul sistema degli affidi illeciti in Val d’Enza su cui ha acceso i riflettori l’inchiesta “Angeli e Demoni” dei Carabinieri, coordinata dal sostituto Valentina Salvi della Procura di Reggio Emilia. In nuovi audio, diffusi dal TgR Emilia-Romagna, si sente una madre affidataria che lascia una bimba sotto un temporale e la sgrida perché non parla di abusi subiti (ma che in realtà non sarebbero mai avvenuti).

“Scendi, io non ti voglio più”, grida la donna, madre affidataria, in un’intercettazione ambientale dei carabinieri: la bambina tolta alla sua famiglia viene cacciata fuori dall’auto sotto un temporale.

La prima manifestazione dei genitori a Bibbiano

In un altro audio la stessa donna sgrida la bimba perché non racconta su un diario di abusi subiti in passato: abusi che tuttavia, secondo quanto emerge dall’inchiesta, non ci sarebbero mai stati. “Tu non ci scrivi perché hai paura di scrivere, perché le cose che devi scrivere adesso sono talmente profonde che non ti va più di scriverci. Non ci vuoi neanche andare vicino”.

L’ordinanza del Gip Luca Ramponi, del resto, parla diffusamente dei casi in cui le affidatarie e le psicoterapeute del centro studi Hansel e Gretel di Moncalieri (consulenti di punta del progetto La Casa dei Servizi sociali dei Comuni Val d’Enza) avevano esercitato pesanti pressioni nei confronti di una minore perchè rammentasse a tutti i costi ciò che in realtà la bambina non poteva ricordare a proposito di presunti (in realtà non avvenuti) abusi sessuali da parte del padre, anche facendo sentire in colpa la bimba per la sua mancanza di ricordi.

Del resto, la convinzione aprioristica che i bambini non vogliano ricordare gli abusi e i maltrattamenti subiti dai genitori, e che quindi il ricordo vada fatto riemergere anche con forzature inaudite (come il Neurotek, una sorta di macchina delle verità il cui uso peraltro non è ammesso in Italia) si configura come un fil rouge del metodo pedagogico e di formazione degli operatori del centro Hansel e Gretel di Claudio Foti e Nadia Bolognini.

L’indagine Angeli e Demoni, con 29 indagati di cui 5 agli arresti domiciliari, ha portato alla luce l’esistenza di un sistema di persone legate fra loro ideologicamente e professionalmente, convinte di poter arrivare dovunque e di godere di coperture inossidabili.

Emblematica in proposito l’intercettazione in cui due neuropsichiatre (una indagata a piede libero, l’altra sospesa per sei mesi dall’esercizio della professione) commentano la richiesta di documenti sugli affidi in Val d’Enza avanzata da un maresciallo dei carabinieri: “Comunque potevi anche dirgli guardi che lei è sposato, lei ha figli, cioè non si sa mai…“. E una delle due si lascia scappare una risata.

Una minaccia? Solo un commento sarcastico o invece la spia di una volontà realmente intimidatoria, basata sulla convinzione di poter fare ciò che si vuole? Per il momento, l’ipotesi di reato di minacce a pubblico ufficiale al momento non è stato contestato alle due indagate.

L’ordinanza del Gip documenta anche una volontà di far intervenire i famosi “santi in paradiso” per ostacolare, rallentare o diversamente indirizzare l’attività d’indagine della Procura di Reggio Emilia. E’ il caso dei tentativi messi in atto (almeno a parole) per evitare che una minore – quella affidata a una coppia di donne unite civilmente, una delle quali ex compagna di Federica Anghinolfi, coordinatrice dei servizi sociali Val d’Enza – fosse ascoltata “almeno per il momento” dal sostituto procuratore Valentina Salvi.

E’ il 16 ottobre 2018, e sono appena passati pochi giorni dal mega convegno di Bibbiano in cui indagati, arrestati, politici e amministratori del Pd hanno sfilato sullo stesso palco del cinema Metropolis. Due indagati agli arresti – Francesco Monopoli e Nadia Bolognini, compagna di Claudio Foti – parlano con preoccupazione della programmata escussione della bambina in procura a Reggio. “Il problema – dicono – è qua, è l’ordinario (cioè il tribunale e la procura di Reggio, ndr.) perchè con il tribunale minorile…”. E aggiungono, tanto perchè non vi siano dubbi: “Con il minorile i Santi aiutano…anch’io sono dell’idea che (il giudice minorile, ndr.) non vada a scontrarsi con una sua collega (il pm Valentina Salvi, ndr.), però secondo me una traccia la dobbiamo lasciare”.

Così programmano di contattare la giudice minorile di Bologna per una possibile “sponda”: “Anghinolfi, io nel pomeriggio sento Marco (l’avvocato Scarpati, ndr.). Vediamo se riusciamo a sentire la giudice”.

Interessante come gli indagati ritengono di avere sufficienti entrature per far intervenire il “minorile” sulla procura di Reggio che sta indagando sul sistema degli affidi. A quel punto dovevano entrare in azione “I Santi che aiutano”. Ma chi erano, chi sono quei “santi in paradiso” in grado di esercitare tanto potere persino sulla magistratura?

PIERLUIGI GHIGGINI

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5 risposte a Angeli e Demoni: bambina maltrattata perchè non voleva accusare il padre
E con i “santi in paradiso” cercarono di fermare l’inchiesta

  1. Agnus Dea Rispondi

    18/08/2019 alle 19:22

    La sagra dell’involuzione e dell’avidità totale.
    W gli agnelli.

  2. Fausto Rispondi

    18/08/2019 alle 20:36

    Quando Dio creo’ l’ uomo vide che era cosa buona.

    Provate a riflettere su queste parole….

    Io non credo a quello che leggo.

    Quindi……

    Quindi azzero tutto.

    Sarebbe cosi’ bello leggere di favole a lieto fine. Amori infiniti e persone dal cuore immenso.

    ,…..

    Favole a lieto fine.
    Favole a lieto fine.

    Fausto Poli

  3. Fausto Rispondi

    18/08/2019 alle 21:25

    Un bel di’ tutto finira’ ?

  4. Alfeo Tamagnini Rispondi

    19/08/2019 alle 12:55

    Terribile!

  5. Fausto Rispondi

    19/08/2019 alle 13:49

    Anche ieri sul Tg1 un servizio TV durante il telegiornale. Intercettazioni PAUROSE !

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