Angeli e Demoni, un progetto ideologico alle origini del male
Ecco come ha dilagato l’infezione

di Pierluigi Ghiggini

30/8/2019 – Dal 26 giugno, giorno in cui è esplosa l’inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi illegali in Val d’Enza condotta dai carabinieri e dal sostituto procuratore di Reggio Emilia Valentina Salvi, ci si interroga sulle origini di un girone infernale nel quale tanti bambini sono stati strappati ai loro genitori, ingiustamente secondo le accuse, anche falsificando documenti e manipolando testimonianze.

Un girone infernale con baricentro nei servizi sociali dell’Unione comuni val d’Enza e nel Centro studi Hansel e Gretel, dove dominano le figure del guru Claudio Foti e della psicoterapeuta Nadia Bolognini, sua compagna.

Il vescovo Massimo Camisasca, in una intervista alla Radio Vaticana, ha parlato di «bambini usati in nome di un progetto ideologico: punire la famiglia, quando invece andrebbe sostenuta». Ideologia che attraversa partiti e correnti culturali e che, aggiungiamo noi, ha come inevitabile corollario la distruzione della figura del padre e il relativismo delle strutture affettive.

Sul piano più concreto, il vicepremier Di Maio ormai ex, e forse ministro nel governo Conte bis ( se nascerà…) ha puntato il dito sull’eccessivo ricorso a onlus e cooperative nella gestione dei servizi sociali, mentre l’ormai ex vicepremier Salvini ha rilevato saggiamente che il problema non è Bibbiano, bensì qualcosa che non funziona a livello generale “nel sistema” perchè – ha detto – «riceviamo denunce da tutta Italia, dal Nord come dal Sud».

fiaccolata e presidio davanti al Municipio di Bibbiano

Gli ha fatto eco Alessandra Locatelli, ormai ex ministro della famiglia, quando ha parlato di un corto circuito fra servizi sociali (ovvero i loro dirigenti) e i Tribunali dei minorenni, lasciando intendere che i tribunali sarebbero di fatto succubi dei servizi sociali.

Di certo la legge assegna un potere enorme ai servizi sociali: praticamente di vita e di morte sulla famiglia.

In proposito, l’articolo 403 del Codice Civile non lascia dubbi: «Quando il minore si trova in una condizione di grave pericolo per la propria integrità fisica e psichica la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell’infanzia, lo colloca in luogo sicuro sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione».

Ciò significa che i servizi sociali possono arrivare «come il ladro nella notte» e portare via un bambino a loro piacimento: è accaduto proprio così il 3 aprile scorso, non a Bibbiano ma a Reggio Emilia, quando due assistenti sociali hanno strappato ai genitori una bambina di due anni, entrando in casa con l’inganno e portandola via mentre dormiva.

La norma nasce per la tutela del minore, ma è evidente che senza uno stretto controllo e una tempestiva quando puntigliosa verifica delle condizioni certificate dai servizi sociali, tale potere di tutela può trasformarsi in strapotere e in abusi di portata devastante.

E’ quanto è accaduto in Val d’Enza, ma non solo a giudicare dai fatti della Bassa modenese (inchiesta Veleno), da casi eclatanti come quello di Stefano Maioli a Castelnovo Monti (che per anni non ha potuto vedere i tre figli), della bimba di 2 anni “rapita” -così afferma l’avvocato Miraglia – mentre dormiva, della madre marocchina di Reggio addirittura accusata di far prostituire le fiigliolette per toglierle le bimbe, e dal numero impressionante di denunce e cause di famiglie che in tutta Italia lottano da anni per riavere i propri figli.

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Tanto potere conferito dalla legge (da correggere d’urgenza, a giudicare dai risultati) è di fatto un’autostrada dove corre di gran carriera il progetto ideologico di demolizione della famiglia tradizionale (non a caso definita in modo bugiardo come patriarcale) e attraverso cui passano non poche nefandezze professionali e culturali, ad esempio l’uso sui bambini della macchina Neurotek, messe bene in evidenza dall’inchiesta Angeli e Demoni.

Dunque, una certezza c’è: il “sistema” non è solo Bibbiano. L’infezione è molto più estesa e ha un’origine ideologica profonda che spalanca la porta a svariati orrori, come “costringere” i bambini a ricordare ciò che si presuppone abbiano dimenticato o rimosso.

Ha inoltre, tale infezione, un collante politico, almeno nella latitudine emiliana, vista la contiguità politica e pesino partitica, praticamente senza eccezioni, fra funzionari, tecnici, amministratori di ogni livello. Difficile dire che siano soltanto coincidenze: sarebbe il caso di interrogarsi sulle correnti globaliste che egemonizzano certi formazioni, e sulle loro conseguenze.

Il problema di verificare l’estensione del fenomeno è ora al centro di diverse iniziative. Una delle più recenti, in questo senso, è un’interrogazione presentata dalla coordinatrice provinciale di Forza Italia, Cristina Fantinati all’Unione dei comuni bassa Reggiana e che sarà discussa nella prima seduta utile.

Di certo sappiamo che alcuni protagonisti dell’inchiesta Angeli e Demoni in Val d’Enza erano molto gettonati in giro per la provincia e per l’Italia. Proprio da una determina dirigenziale dell’Unione Bassa Reggiana del 2017, ad esempio, si apprende che che il centro studi Dansel e Gretel (quello di Claudio Foti e Nadia Bolognini, al centro dello scandalo della Val d’Enza) ha realizzato un “progetto formativo provinciale” sul tema del maltrattamento/abuso dei minori, coordinato dalla Ausl di Reggio Emilia e destinato agloi oeratori dei servizi sociali. Sempre nel 2017, l’Unione Tresinaro Secchia ha pagato 1.080 euro (Iva esente) a Claudio Foti per una “giornata di supervisione di sei ore per la lettura del fenomeno dell’abuso, dei maltrattamenti all’infanzia e la presa in carico dei minori”.

Per non dire degli incarichi assegnati dall’Ausl di Reggio Emilia sempre a Claudio Foti per la supervisione degli operatori, di psicologi e assistenti sociali (2014-2015) e dal 2016 a oggi per la formazione di psicoterapeuti. Senza contare i numerosi incarichi ottenuti al Csm per la formazione dei magistrati, e la scintillante direzione del master di formazione post universitaria (da tre anni a Reggio Emilia) realizzato da Hansel e Gretel con l’università Pontificia Auxilium.

Per tacere infine della popolarità anche come conferenziere e formatrice della dottoressa Federica Anghinolfi (protagonista di Angeli e Demoni, agli arresti domiciliari), che prima di approdare all’Unione Val d’Enza è stata responsabile del servizio sociale integrato zonale della Bassa Reggiana. Fu chiamata anche a una audizione in Parlamento.

Non a caso Foti, Bolognini e Anghinolfi sono stati «incoronati» l’ottobre scorso dal mondo politico Pd al convegno sul “progetto La Cura”, in una due giorni finanziata dalla Regione e dall’Ausl al Metropolis di Bibbiano: lo stesso mondo politico che oggi dirige la commissione d’inchiesta regionale Bibbiano. E dire che l’inchiesta Angeli e Demoni era già in pieno svolgimento.

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3 risposte a Angeli e Demoni, un progetto ideologico alle origini del male
Ecco come ha dilagato l’infezione

  1. Fausto Poli Rispondi

    30/08/2019 alle 21:38

    Gentile Ghiggini. Mi sento che questa e’ mafia come il bianco e’ bianco e il nero e’ nero.

    Quando riscrivere la normativa che regola gli affidi ? Quale buon senso regola il tribunale dei minori ? Quale amministrazione ci governa ? Sono tutti fantasmi ?

  2. Lavorare stanca Rispondi

    31/08/2019 alle 09:16

    Non capiro’ mai a fondo (e poi mai!) come la gran parte della gente si faccia ancora oggi infinocchiare da ideologie, religioni, e altri ‘barracconi’ teorici, facendosi totalmente strumentalizzare & schiavizzare, soprattutto nel 2019… quando ormai si è visto tutto.

    CHI NON SI SALVA DA SE’ NESSUNO LO PUO’ SALVARE.
    Aveva ragione Cesare (Pavese).

    • fausto Poli Rispondi

      01/09/2019 alle 20:40

      Bravo !!

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