Angeli e Demoni: il comune di Reggio e i rapporti con Hansel e Gretel
Picconate di Rubertelli: “Quella verifica interna nasce dal nostro accesso agli atti”

DI CINZIA RUBERTELLI *

13/8/2019 – In una nota diffusa da Palazzo Civico, nel quale annuncia di voler trascinare in tribunale chi diffone “notizie false” nei confronti deio servizi sociali, il comune di Reggio Emilia ammette di aver avuto rapporti col centro studi Hansel e Gretel di Claudio Foti e Nadia Bolognini, travolto dall’inchiesta angeli e Demoni sugli affidi illegali in val d’Enza. Rapporti limitati a “due convegni” e all’intervento di sostegno psicologico di Bolognini nei casi di due minori seguiti dai servizi sociali della città del Primo Tricolore. Rapporti che comunque sono tali, a conferma che il guru di Hansel e Gretel e la sua compagna spopolavano in tutto il mondo reggiano dei servizi sociali e della sanità, con un notevole appoggio politico. Nadia Bolognini, in particolare deve fronteggiare pesanti accuse di manipolazioni operate dei confronti dei minori. Nell’ordinanza dell’inchieta angeli e Demoni, si legge fra l’altro che Bolognini aveva effettuato anche “una sorta di atto esorcistico”in cui “tentava di interloquire” con una presunta entità malvagia presente in una bimba affidata alle sue cure, “chiedendo che quest’ultima autorizzasse ‘fisicamente’ la bambina a rispondere alle sue domande muovendo una parte del corpo”. I commenti sono superflui.

Nadia Bolognini

Ma torniamo al comunicato dell’amministrazione, che viene preso a picconate da Cinzia Rubertelli: la capogruppo di Alleanza Civica infatti, rivendica giustamente la primogenitura della verifica interna che il comune attribuisce alla propria iniziativa.

“Lo zelo con quale l’Amministrazione comunale di Reggio ha diramato alcune precisazioni circa l’operato dei Servizi sociali del Comune in materia di minori sarebbe da apprezzare, se non fosse per la caduta di stile in cui si è tradotta l’iniziativa – scrive Rubertelli – Nella nota diramata ieri dall’Amministrazione comunale di Reggio si legge che “nell’ambito di una verifica interna effettuata dal Comune di Reggio Emilia che, come già precisato, non ha né ha avuto rapporti con il centro studi Hansel e Gretel se non per l’organizzazione di due convegni, risulta che due minori presenti sul territorio reggiano, e seguiti anche dal servizio sociale di Reggio, hanno usufruito di terapia psicologica da parte della dottoressa Nadia Bolognini su incarico di un soggetto del privato sociale e dell’Asl”.

Cinzia Rubertelli

Ecco la prima caduta di stile: “leggendo la nota in questione sembrerebbe che la verifica sui rapporti con Hansel e Gretel sia frutto di un’iniziativa del Comune. Peccato, invece, che sia l’esito di un accesso agli atti presentato nelle scorse settimane da Alleanza Civica.

Con l’accesso agli atti chiedevamo la “documentazione relativa ai progetti, incarichi e relativi costi sostenuti dal Comune di Reggio Emilia o dalle partecipate, incluse sponsorizzazioni e patrocini, alla onlus ‘Centro studi Hansel e Gretel’ o società e persone a loro collegate nel periodo 2016-2019”.

E la seconda caduta di stile: “Nella nota dell’Amministrazione si legge “che riguardo alla diffusione di notizie false nei confronti dei servizi sociali il Comune procede a tutelarsi nelle sedi opportune“. Un avvertimento non tanto velato: se fosse rivolto a noi, l’operato di Alleanza Civica parla da solo”

Conclusione: “Abbiamo sempre lavorato, con serietà, per quella trasparenza di cui i cittadini hanno diritto. Il Comune sbaglierebbe quindi bersaglio”. 

IL COMUNICATO DEL COMUNE

Nell’ambito di una verifica interna effettuata dal Comune di Reggio Emilia che, come già precisato, non ha né ha avuto rapporti con il centro studi Hansel e Gretel se non per l’organizzazione di due convegni, risulta che due minori presenti sul territorio reggiano, e seguiti anche dal servizio sociale di Reggio, hanno usufruito di terapia psicologica da parte della dottoressa Nadia Bolognini su incarico di un soggetto del privato sociale e dell’Asl.

In uno dei due casi il minore si trova nella propria famiglia, ma non si è mai configurata ipotesi di allontanamento poiché è stata la stessa famiglia a rivolgersi ai servizi sociosanitari per un supporto psicologico a fronte di evento traumatico.

Nel secondo caso il minore si trova in casa-famiglia, a seguito di condanna di un adulto per violenza nei suoi confronti.

Si evidenzia che riguardo alla diffusione di notizie false nei confronti dei servizi sociali il Comune procede a tutelarsi nelle sedi opportune.

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Una risposta a 1

  1. Alfonso Rossi Rispondi

    14/08/2019 alle 10:07

    In effetti la minaccia finale, perché di minaccia si tratta, recupera il vero stile comunista di cui è intriso il dna dei nostri amministratori e del loro braccio armato, i burocrati locali.

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