Angeli, demoni, onlus e Comuni
Figli e figliastri nella terra di capitan Foti

DI MARCO CATELLANI

Marco Catellani


24/8/2019 – Temo che non finirò mai di sorprendermi. Dopo l’esplosione del caso Bibbiano, con un potente, anche se non immediato, risalto mediatico in cui metteva in luce il sinistro meccanismo degli affidi nell’Unione Val D’enza, a Modena ci ricascano dentro in una maniera talmente paradossale, assurda e incredibile, che nemmeno Franz Kafka sarebbe stato capace di descrivere l’immonda incomprensibilità delle situazioni in cui si può venire a trovare la specie umana.

Anche a Modena tre persone sono state iscritte nel fascicolo degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sugli affidi illeciti. Sono state accusate di abuso d’ufficio in seguito alle notizie sulle consulenze affidate alla psicologa Nadia Bolognini dopo il suo arresto ai domiciliari. Grazie a consiglieri di Forza Italia, è stata segnala la vicenda con un esposto in cui l’Unione dei Comuni Area Nord Modena ha conferito un incarico alla Bolognini il 3 luglio, quando la medesima era ai domiciliari da una settimana. In genere, la scelta del giudice, di confinamento ai domiciliari, anziché la reclusione per reati di questa gravità, la realizza quando ha la certezza che non sia possibile la fuga e soprattutto che non ci sia la possibilità di reiterazione di reato. In questo caso, addirittura, la possibilità di reiterare il reato gliel’avrebbero offerto su un vassoio di argento il Comune e l’AUSL, ad una tariffa oraria degna di rilievo.

Errare è umano ma perseverare è diabolico.

Si evince chiaramente, pur non avendo figli, come questa vicenda di Bibbiano abbia turbato il mio animo, ho spesso a che fare con il disagio sociale, psichiatrico nei miei percorsi di Pet Therapy, ma questa vicenda così torbida, scientemente architettata e sostenuta da persone che occupano posizioni di alto rilievo amministrativo, politico, e sanitario mi lascia veramente senza parole, sono incredulo, allibito e sconfortato.

Rimango anche dubbioso su come quest’associazione diretta da “capitan Foti” abbia avuto un tale ascendente verso i Comuni e le AUSL che hanno creduto ciecamente in loro. Come in tutte le società, anche a Reggio esiste una forte dicotomia tra “figli e figliastri”, ossia una netta differenziazione di trattamento, ma non legata ad aspetti meritocratici, ma piuttosto collegata ad ascendenze magnetiche o forse a vantaggi personali o politici.

Non voglio annoiare parlando delle numerose risorse professionali personali, ma mi voglio invece soffermare su un’associazione molto vicina al tema della tutela dei bambini e della violenza in genere, che pur rappresentando un fiore all’occhiello a livello Nazionale e internazionale, a Reggio non è molto conosciuta o perlomeno io non ne ho mai sentito parlare a livello Comunale come un fiore all’occhiello.

Fiaccolata dei genitori a Bibbiano

Mi è capitato più volte, in occasione dei miei rari viaggi in altre zone Italia o addirittura all’estero che quando dico che vengo da Reggio Emilia, identificano la mia città come la sede della Caramella Buona, l’associazione contro la pedofilia. Il paradosso è che a Reggio, sia a livello di popolazione sia a livello scolastico in pochi conoscono la grande funzione sociale che sta svolgendo la Caramella Buona. Ho conosciuto la Caramella Buona in modo casuale, mi rivolsi a loro quando un sedicente fotografo in un Comune della provincia di Reggio si divertiva a pubblicare sui social fotografie di bambini e di disagiati psichici e sociali senza il loro consenso, ma con il benestare del Sindaco e di gran parte della popolazione del paese coinvolto. Ho trovato grande professionalità, serietà, nessuna improvvisazione e da quel momento sono diventato un loro sostenitore con un piccolo contributo economico annuale.

Immagino che come “Caramella Buona” esistano altre bellissime realtà a Reggio, ma come mai si sente parlare solo di alcune e non di altre? Dal sito di Caramella Buona, ma soprattutto dalle frequenti interviste televisive del Presidente dott. Mirabile si evince chiaramente l’impegno dell’associazione a tutela delle vittime dei sex offender, come pedofili, stupratori e molestatori.

Sono anni che seguo l’attività di questa associazione e non ho mai sentito, ma potrei sbagliarmi, che il Comune o la AUSL si sia resa partecipe a patrocinare l’associazione in qualche manifestazione o convegno. La Caramella Buona dal 1997, leggo dal loro sito, si concentra sulla prevenzione e repressione del reato della pedofilia, reati sessuali e stalking. L’associazione si costituisce parte civile nei processi e offre tutela legale e assistenza psicologica alle vittime di abuso. Si occupa di formazione sia per operatori sia per genitori e bambini alfine di realizzare un’adeguata prevenzione primaria. Caramella Buona, leggo dal sito gestisce addirittura “Case Buone’ per prima accoglienza gratuita.

Chi si occupa di epidemiologia sa quanto sia importante fare prevenzione primaria sia a livello sociale, sai a livello sanitario e quindi anche a livello economico. Immagino che ci siano tante “Caramelle Buone” in giro per la provincia e per l’Italia; ma come mai, mi domando, alcune hanno corsie preferenziali rispetto ad altre?

La stessa cosa vale per le Cooperative come ad esempio l’Ovile con un fatturato di 16 milioni di Euro e un utile di 141 mila euro, e con un risparmio per la Pubblica Amministrazione di ben 597 mila euro. Oppure il boom del fatturato della dimora di Abramo grazie al business dei richiedenti asilo, con un fatturato nel 2017 di 20,5 milioni di euro. Mi piacerebbe sapere, sebbene le mie conoscenze a livello contabile siano rimaste al “giornalmastro” come abbia potuto l’Ovile apportare un risparmio per la P.A. di 597 mila euro.

Entrambe le cooperative prendono 35 euro per migrante, di cui quasi circa il 50% (16 euro) è destinato alla loro formazione, e visto che la maggior parte dell’alfabetizzazione e del percorso delle scuole medie è a carico dei CPIA (Centri Provinciale di istruzione per Adulti) di cui i docenti sono pagati dal MIUR , vorrei sapere se i 16 euro per la loro formazione vengono restituiti o destinati ad altre cose. In ragione del fatto che molte associazioni o cooperative operano nei medesimi campi, vorrei sapere se esiste un controllo accurato anche sulla qualità dei corsi prestati dalle cooperative in oggetto e soprattutto se esistono i background professionali dei docenti che propinano questi corsi o pseudo tali o se sono tutti autoreferenziali.

Certo che tutto sia sotto controllo da parte della P.A. mi auguro di avere riscontro, cosi tutti noi cittadini, sebbene il Vescovo Camisasca continui a dire che a Reggio si respira una cultura antifamiglia, gli dimostreremo che nella nostra città non esistono figli e figliastri, ma che la possibilità di ognuno di “poter arrivare” è legata solo al proprio impegno e alle proprie capacità.

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4 risposte a Angeli, demoni, onlus e Comuni
Figli e figliastri nella terra di capitan Foti

  1. Papillon Rispondi

    24/08/2019 alle 14:48

    Io sto con l’orso che scappa tra i boschi altoatesini e cogli indios della Foresta amazzonica; l’essere umano è finito (tranne rare eccezioni).

  2. Fausto Poli Rispondi

    24/08/2019 alle 15:41

    Un sistema radicato da decennj. Solo ora, grazie alle denunce copiose, e’ venuto a galla. Uno siatema mafioso di portata rilevante che coinvolge varie amministrazioni comunali qui giu’ in Emilia Romagna. Uno schifo figlio dell’ indifferenza e figlio del menefreghismo degli enti locali emiliani.

  3. Dora Rispondi

    24/08/2019 alle 18:01

    Un sistema inqualificabile e spero vivamente che sia punito con il carcere, l’unica strada. Conosco La Caramella Buona e la stimo e come lei ha detto, anche io raccolgo complimenti in più città di Italia che a Reggio. Sono un’imprenditrice e a breve contatterò il presidente Mirabile per contribuire alle loro attività: condanniamo le onlus truffaldine e sosteniamo quelle meritevoli!

  4. Fausto Poli Rispondi

    24/08/2019 alle 22:42

    Certamente e’ inqualificabile come si possa solo pensare a un governo PD m5s ritenendo che tutto il caso possa sparire.insabbiarsi. dare una mano alla lega e a fratelli d Italia a provare.

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