Un’altra barbarie: bimba “rapita” con falso intervento animalista
L’accusa: “Operazione orchestrata dai servizi sociali Reggio est”
Ora il Tribunale impone gli incontri con la mamma

23/7/2019 – Il pentolone dello scandalo Angeli e Demoni continua a ribollire. Nel giorno in cui il ministro dell’interno Salvini è arrivato a Bibbiano, dove oggi ha incontrato tanti genitori che chiedono la restituzione dei loro figli (e ha parlato senza microfono perchè il comune ha negato il collegamento alla rete eletrica) e i sindaci della Val d’Enza che lo hanno atteso in fascia tricolore davanti al cinema Metropolis, dal tribunale dei Minorenni di Bologna è emersa una nuova storia di bambini prelevati a forza, una storia che l’avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena non esita a definire “agghiacciante” e che conferma tutta la gravità di una situazione, quella della gestioni dei minori in situazione vere o presunte di disagio, finita fuori controllo con la complicità di molti, e nella distrazione generale: tutti sordi di fronte alla disperazione di tanti genitori.

Una storia che ha indotto il tribunale dei Minorenni, nell’udienza di oggi, ha prendere le distanze dal comportamento dei servizi sociali del Polo est di Reggio Emilia, a nominare un Ctu (consulente tecnico d’ufficio) e a convocare una nuova udienza il 20 agosto: nel frattempo ha ordinato ai servisi sociali di ripristinare immediatamente gli incontri tra la mamma e la bambina, portata via dal suo letto con un inganno nella notte del 3 aprile scorso, e che ora si trova in un luogo tenuto segreto dai servizi.

La folla in attesa di Salvini a Bibbiano

“Agghiacciante: non c’è altro commento possibile nel guardare le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza installate a casa della mamma Stefania, che hanno immortalato il modo “barbaro” con cui, con una scusa, i Servizi sociali le hanno sottratto la figlia di due anni mentre dormiva nella sua culla – dichiara l’avvocato Miraglia – Un blitz mascherato da intervento animalista (la scusa era un cane che abbaiava troppo sul terrazzo, ndr.) che ha distratto i genitori quel tanto che è bastato a una mezza dozzina di persone, comprese le assistenti sociali, per entrare in casa di nascosto, salire in camera della bimba e, portandola in braccio a penzoloni come un sacco, caricarla in un’auto per portarla chissà dove”. Se non ci fossero state quelle telecamere, aggiunge l’avvocato cassazionista esperto in diritto minorile, “£questa donna sarebbe una delle tante madri costretta a difendersi dagli immotivati allontanamenti commessi dai Servizi sociali del Polo Est di Reggio Emilia”.

L’avvocato Francesco Miraglia

«Ma le relazioni inviate al Tribunale sono risultate talmente immotivate, che all’udienza di oggi il Tribunale dei minorenni di Bologna ha preso le distanze dai Servizi sociali» rivela Miraglia, che con il collega Giulio Amendola segue la vicenda. «Ha stabilito immediatamente un’udienza fissata per il 20 agosto prossimo, nominando un perito che, tramite Ctu, valuterà il caso e avrà facoltà di decidere, nell’immediatezza, anche dell’eventuale rientro della bimba in casa. Ha ordinato, poi, ai Servizi sociali di organizzare immediatamente gli incontri tra madre e figlia». Il blitz è avvento il 3 aprile scorso: e genitori da cento giorni non sanno dove sia finita la loro Stefania.

“Assurdi i motivi che hanno portato alla decisione di sottrarle la figlia – insiste l’avvocato Francesco Miraglia – I Servizi sociali hanno addotto come motivazione la sua positività agli oppiacei al momento del parto, che sarebbe stata riscontrata anche nella bambina. Invece, come dimostrano le cartelle cliniche, madre e figlia erano sanissime. C’è di più: nella cartella abbiamo trovato una mail dei Servizi sociali del Polo Est che chiedeva all’ospedale di avvertirli immediatamente nel momento in cui fosse giunta la signora Stefania a partorire, in quanto “tossicodipendente”.

Insomma, l’impressione è che tutto fosse pianificato a tavolino. Sono trascorsi però due anni nei quali la piccola ha potuto vivere tranquillamente con la mamma nella sua casa a tre piani, dignitosa: “Niente a che vedere con lo “scantinato” in cui i Servizi sociali hanno fatto credere al Tribunale dei minorenni che la bambina vivesse. E infatti, al momento del blitz, sono saliti al primo piano per prendere la bimba. Incredibile e machiavellico poi come lo hanno organizzato: hanno fatto suonare il campanello a dei presunti rappresentanti dell’Ente di protezione animali Enpa, a parlare di alcune segnalazioni giunte contro il cane di famiglia. Mentre parlavano con la signora Stefania, almeno sei tra uomini e donne sono saliti in camera dove la piccola di due anni dormiva, l’hanno svegliata e vestita e, afferrandola alla bell’e meglio, sono scappati di corsa, portandola nessuno sa dove”.

«Per le modalità brutali e vergognose con cui hanno portato via questa bambina ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica» conclude l’avvocato Miraglia. «Questo è un ennesimo caso che comprova il sistema ingiusto con cui lavorano i Servizi sociali di Reggio Emilia. Invito il Governo ad avviare celermente i controlli promessi, sui casi dell’inchiesta “Angeli e demoni”, ma anche su tanti casi come quello della signora Stefania. E’ chiaro che ci troviamo davanti a un “sistema” di azione, che nulla ha a che fare con le capacità dei genitori o con situazioni di degrado. I bambini li hanno sottratti a chiunque».

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3 risposte a Un’altra barbarie: bimba “rapita” con falso intervento animalista
L’accusa: “Operazione orchestrata dai servizi sociali Reggio est”
Ora il Tribunale impone gli incontri con la mamma

  1. Emore Rispondi

    23/07/2019 alle 19:54

    – Innanzitutto di Ctu ce ne vorrebbero almeno tre… o no?

    * Il Comune ha negato il collegamento alla rete elettrica???????
    Ma se le cercano proprio tutte ?!!
    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

    DISTANZE del Tribunale dei Minori ? MINIMO SINDACALE.

  2. Fausto Poli Rispondi

    24/07/2019 alle 14:19

    Un sistema senza modello. Tutto fatto cosi’ come capita.Giusto guardarci dentro.

  3. josuè Rispondi

    25/07/2019 alle 07:56

    Ho visto le registrazioni del “sequestro” della bambina. Secondo chi ha organizzato il blitz necessita di un esame psichiatrico! Ma i giudici non avevano visto il filmato prima della decisione ? Se sì, qualche problema forse esiste anche nella magistratura

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