Scandalo Angeli e Demoni, Bonaccini esplode: “Basta campagna d’odio sui social”

 

22/7/2019 – Questa sera, lunedì 22 luglio, il consiglio comunale di Cavriago si riunisce in seduta straordinaria. Tema: il terremoto provocato dall’inchiesta Angeli e Demoni che ha messo sotto accusa il sistema dei servizi sociali della Val d’Enza , ma al tempo stesso ha aperto una questione nazionale sugli affidi e i metodi utilizzati nei confronti dei bambini e delle loro famiglie di origine.
Dallo scvandalo sugli affidi in Val d’Enza ha preso le mosse un movimento nazionale che sabato sera ha dato una prova di forza impressionante con la fiaccolata di Bibbiano, alla quale hanno partecipato famiglie da tutto il Nord Italia.

La sindaca di Cavriago Francesca Bedogni

Il consiglio di Cavriago ascolta una relazione del nuovo sindaco Francesca Bedogni, che da pochi giorni ha sostituito Andrea Carletti (il sindaco di Bibbiano agli arresti domiciliari, e al momento sospeso dalle funzioni) come delegata ai servizi sociali dell’Unione Val d’Enza. La seduta è pubblica, ma non aperta: il pubblico può assistere ma non intervenire. Mercoledì sera invece la seduta sarà a porte chiuse a Castelnovo Monti, dove il consiglio comunale affronterà il caso scottante del padre, tutelato dall’avvocato Miraglia di Modena, fatto passare per “pazzo” ( ma pazzo non lo è affatto, come attestato dalla perizia giurata di uno psichiatra) e per questo gli è stato negato l’affido dei tre figli, che non ha potuto più incontrare per anni.

Intanto il presidente della Regione Bonaccini è tornato sull’argomento per il quale oggi l’Emilia-Romagna viene additata negativamente, o in modo problematico, a livello internazionale. Bonaccini difende a spada tratta le migliaia di operatori dei servizi sociali che operano nel settore pubblico regionale, assicura al tempo stesso che la Regione, valutati gli sviluppi del procedimento giudiziario, si costituirà parte civile; ma condanna fragorosamente le “strumentalizzazioni politiche” e la rivolta di massa sui social, secondo un canovaccio difensivista che sta prendendo campo in questi giorni: Bonaccini stigmatizza “la campagna d’odio che si è scatenata sui social, e che rischia di generare altri mostri e altri reati”.

Il punto, pero, è che la politica non può barricarsi dietro le indagini e la magistratura, ma deve porsi questioni che precedono l’inchiesta: anche se , per ipotesi, tutti alla fine fossero dichiarati innocenti, la politica deve comunque interrogarsi se certi metodi sono legittimi, se è accettabile usare la “macchinetta dei ricordi” con impulsi elettromagnetici sui bambini, se è legittimo forzare la memoria, magari cambiando le carte in tavola quel tanto che basta dei bambini stessi, magari in base a pregiudizi culturali e ideologici. Deve chiedersi se sia giusto dichiarare guerra alla famiglia tradizionale per far affermare, anche con metodi surrettizi, l’ideologia gender. Di questo deve comunque interrogarsi la politica (che non ha controllato e anzi ha dato coperture politiche e ideologiche) e in particolare il Pd che, è noto, ha molto a che vedere col sistema dei servizi sociali emiliani, con i vertici della sanità e con la stessa rete di consulenti che vi lavorano.

Ciò detto, è chiaro che la bonifica di una situazione scandalosa, diventata dramma nazionale, nella gestione degli affidi e dei bambini messi in comunità, non può travolgere tutti quegli operatori che intervengono in modo onesto e competente in situazione di gravi disagio, nei quali la famiglia diventa nemica dei figli stessi. Ma al tempo stesso, distinguere con rigore non può significare chiudere gli occhi e assoluzione a priori di coloro che hanno sbagliato a ripetizione per incompetenza, o per fanatismo ideologico, o per disonestà.

LA DICHIARAZIONE DI BONACCINI

“Sui fatti della Val d’Enza sta conducendo un’inchiesta la Procura di Reggio Emilia. Gli inquirenti, a cui vanno la fiducia e il ringraziamento di tutti noi, stanno cercando di arrivare alla verità su accadimenti che, se confermati, sarebbero ignobili e dovrebbero portare all’applicazione piena delle pene previste nei confronti dei colpevoli, senza sconti per nessuno. L’ho detto fin dal primo giorno e lo ribadisco oggi: chi, incaricato di svolgere servizi pubblici delicati e cruciali quali la tutela e la protezione di minori, avesse in qualsiasi forma e per qualunque motivo abusato del proprio ruolo, andrebbe condannato senza alcun tipo di incertezza o attenuante”. Così il presidente della Regione Stefano Bonaccini in una dichiarazione diffusa da Bologna, all’indomani della grande manifestazione senza partiti di Bibbiano.

Il governatore Bonaccini al centro Malaguzzi

“E’ ben comprensibile lo sgomento e il bisogno di verità dell’opinione pubblica, per le domande che si sono aperte e che hanno bisogno di risposte chiare, anche rispetto ai meccanismi di tutela dei più piccoli, comprese le procedure d’affido, nei quali i servizi sociali e la stessa giustizia minorile si trovano ad operare, con gli amministratori locali, sindaci in primo luogo, investiti di competenze dirette – afferma il governatore emiliano-romagnolo – – Per questo motivo, la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha istituito un’apposita Commissione tecnica, formata da professionisti di assoluta competenza, per analizzare il sistema delle tutele nel suo insieme e individuare, laddove presenti, criticità e possibili correttivi, anche al di là delle competenze specifiche della Regione stessa. Ho voluto in questo modo dare il senso che nessuno può nascondersi dietro le responsabilità altrui: siamo tutti interessati e dobbiamo tutti sentirci impegnati a rafforzare il sistema di tutele nel suo insieme perché questo pretendono i cittadini, al di là delle prerogative dei diversi attori in campo”.

“In questo delicatissimo contesto- prosegue-, dove il bene primario dovrebbe essere in ogni caso la tutela dei minori coinvolti e delle famiglie, troppi hanno deciso di percorrere la strada della strumentalizzazione, arrivando ad utilizzare vicende drammatiche per la ricerca del consenso di parte. Il senso di responsabilità non deve mai lasciare il campo alle urne. Abbiamo ascoltato e letto dichiarazioni inaccettabili, La campagna d’odio scatenata sui social non solo non permetterà di fare un passo avanti nell’accertamento dei fatti, ma rischia al contrario di generare altri mostri e altri reati. Chiedo che ci si fermi un attimo, dunque, e che si ponga un limite a questa escalation che rischia di travolgere tutti, anche chi non ha alcuna responsabilità né diretta né indiretta, a partire dai tanti operatori che quotidianamente lavorano per il bene e la tutela dei minori e delle persone”.

Ma “una cosa debba essere chiara: nessuno si permetta di mettere sotto accusa un’intera categoria di persone che opera nel sistema di welfare dell’Emilia-Romagna. Anche qui, ribadisco ciò che dissi il giorno stesso in cui si seppe dell’avvio dell’inchiesta: non accetto speculazioni né il discredito sul lavoro quotidiano di migliaia di operatori dei servizi per l’infanzia di questa Regione, considerati fra i più avanzati d’Europa, donne e uomini che rappresentano un patrimonio comune di questa terra a prescindere da qualsiasi connotazione di parte. Operatori la cui professionalità ed esperienza può anzi essere preziosa per i correttivi che saranno eventualmente definiti”.

Dopodiché, “deve essere altrettanto chiaro che la Regione Emilia-Romagna non ha nulla da nascondere ed è anzi la prima a volere che sia accertata la verità. Abbiamo già annunciato che, in caso di processo, ci costituiremo parte civile”.

“Pongo allora una domanda: è possibile ora mettere un punto alle polemiche e alle strumentalizzazioni, da parte di tutti, e compiere insieme un passo avanti? E’ importante che la politica ritrovi un filo comune di responsabilità per individuare insieme le giuste contromisure, che non sono né di destra né di sinistra. La tutela dei bambini non può dividere gli schieramenti e i partiti. Ed è compito di tutti far sentire alle famiglie e alle comunità coinvolte la presenza vera delle Istituzioni, capaci di dare loro le risposte che servono”.

“Auspico che la risposta sia positiva- afferma il presidente-. E chiedo per questo che in Assemblea legislativa le forze politiche, tutte, trovino le condizioni per l’istituzione di una Commissione regionale d’inchiesta che in maniera concreta e in tempi certi possa dare un contributo di ulteriore chiarezza rispetto ai fatti e a quanto sarà necessario porre in essere per rafforzare le garanzie a tutela dei bambini e delle famiglie. Sia appunto questo l’obiettivo della politica- chiude Bonaccini-: la protezione dei minori e la tutela delle persone”.

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3 risposte a Scandalo Angeli e Demoni, Bonaccini esplode: “Basta campagna d’odio sui social”

  1. L'Eretico Rispondi

    22/07/2019 alle 22:19

    Nessuno si deve permettere di mettere sotto accusa il sistema sociale dell’Emilia Romagna. E’ altrettanto chiaro che NESSUNO deve pensare che ciò che è successo a Bibbiano sia “normale”. Si tratta di una delle più grandi porcate mai viste in Italia. Per dimostrare che la famiglia Arcobaleno è meglio di quella normale si è arrivati a costruire gli abusi: nel dubbio via i bambini da consegnare all’amante, all’ex amante, come fossero giocattoli. Piccoli che già avevano problemi si sono trovati in famiglie “diverse”: cosa possono aver pensato? Le sembra “normale” questo dott. Bonacini? Carletti non lo sapeva? Non ci vuole un genio per capire il disagio di bambini in questa situazione.
    Infine, ha visto il video messaggio di Claudio Foti su Facebook? Servono commenti? A me pare che abbia bisogno di un assistente sociale.
    Sono antico e me ne vanto.
    Ottimo lavoro della Procura e dei Carabinieri.

  2. Alfonso Rossi Rispondi

    23/07/2019 alle 09:58

    Immagino l’esplosione di felicità delle famiglie (figli, padri, madri, fratelli, nonni, …)devastate dalla ingiusta sottrazione dei figli quando una mirabile azione dei Magistrati ha scoperchiato questo orrore. Mi pare che le critiche ai servizi coinvolti e agli amministratori locali abbiano una qualche ragione d’essere: nessuno era consapevole di quanto accadeva? Si può azzardare che coloro che erano in condizione di sapere e non sapevano non erano adeguati al ruolo? Inoltre, si può azzardare che coloro che sapevano e tacevano o erano costretti al silenzio o erano omertosi? Infine, una parola ai politici: perchè minacciare azioni legali? Tentare di mettere paura alla gente che esprime il proprio sdegno mi pare davvero immorale (ad eccezione dei casi di minaccia)oltre che, credo, autolesionista.

    • Amare Rispondi

      23/07/2019 alle 14:46

      Campagna di consapevolezza e di informazione piuttosto.
      Ovvero quella legittima per ogni cittadino reggiano e non.

      Che poi, alla luce dei fatti rilevati, quindi REALI, venga come minimo da VOMITARE è perfettamente naturale per qualsiasi persona con un briciolo di sensibilità.

      Mi unisco ai commenti sopra, specie nella impeccabile conclusione di Alfonso 🙂

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