“Perseguitata dal mio ex,
ora cercano di togliermi il figlio”
Appello di una mamma al ministro Bonafede:
“I servizi sociali hanno troppo potere”

18/7/2019 – “Noi donne denunciamo i maltrattamenti che subiamo dai nostri ex conviventi, ma non per questo dobbiamo essere punite vedendoci strappati i nostri bambini!

Inizia così lo straziante racconto di una donna 34 anni, laureata, per bene e stimata.

Una donna che per tredici anni ha vissuto tra Bologna e la provincia coltivando buone amicizie, un lavoro stabile, interessi. Una donna che nel 2016 dopo tre ore di maltrattamenti, urla e minacce di morte con spranga di ferro veniva anche brutalmente sbattuta fuori casa col figlioletto di appena un anno tra le braccia… da lui, suo coetaneo, suo ex convivente nonché padre del bambino.

Un uomo – denuncia oggi la donna – abituato a pratiche scambiste, alcol, droga, con un passato detentivo per uso e spaccio di droga: una doppia vita ben nascosta, ma che lei ha scoperto solo dopo il parto. Ma l’essere uscita da quella prigionia fatta di ripetute offese, insulti, aggressioni fisiche, minacce fino a quelle di morte, è diventato un altro calvario.

La donna così, con coraggio e supportata da un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, decideva di denunciare l’uomo. Perché nessuno credeva alla donna. “Lui diventava una bestia varcata la soglia dell’uscio domestico o in zone in cui nessuno poteva sentirlo, mentre all’esterno si mostrava impeccabile, affabile, dolce, premuroso, gentile”. E così tra aggressioni e mazzi di rose rosse, nonostante una sentenza di condanna per maltrattamenti in famiglia innanzi al minore giunta nel maggio 2017, nel luglio 2017 le inviava una mail per invitarla a incontrarsi segretamente per chiarirsi l’ultima volta, ma allegando la foto di un babbo natale morto con una pallottola nella schiena.

Io e il piccolo siamo stati costretti ad andar via da Bologna – racconta la madre – Il tribunale di Bologna ha autorizzato il nostro trasferimento urgente in Puglia perché lui è violento e nessuno lo ferma! E ha disposto incontri protetti vigilati da un educatore e organizzati dai servizi sociali pugliesi”.

Ma le traversie di questa donna e di questo bambino non finiscono.

Voglio che le autorità competenti e il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, sappiano ciò che realmente accade a chi osa denunciare un violento”.

Anche i rinvii a giudizio pendenti per minacce e stalking, l’ultimo del settembre 2018, non hanno frenato gli atti intimidatori e persecutori dell’ex compagno che iniziava ora a minacciare i servizi sociali del piccolo paesino pugliese: “L’assistente sociale del paesino pugliese mi diceva di ricevere minacce dal mio ex convivente e dal di lui legale. L’ho vista improvvisamente cambiare nei miei riguardi finché, qualche mese dopo, quando sono iniziati gli incontri protetti la vedevo accontentare le richieste del mio ex convivente e redigere relazioni false e omissive al Tribunale di Bologna. A mie richieste di chiarimenti ricevevo sue aspre indisponibilità. Non potevo permettere che mio figlio di appena 3 anni fosse posto in pericolo dagli stessi servizi –precisa la signora– così decisi di raccontare quel che realmente accadeva al CTU bolognese: l’assenza dell’operatore che avrebbe dovuto vigilare gli incontri, un gatto ammazzato e lo psicoterapeuta che rideva di fronte ai conseguenti traumi sorti nel bambino, ingressi negli incontri di persone non autorizzate dal giudice, blitz a casa dell’assistente sociale e di un vigile urbano perché i genitori del mio ex convivente avevano bloccato l’operatrice in struttura, in quanto io avevo comunicato e certificato che il bambino stava male e non poteva partecipare a uno degli incontri protetti. Senza contare che ad aprile 2019 mio figlio di appena 4 anni è rincasato munito di 50 petardi…”. La vicenda è stata presa in carico dall’avvocato Fabio Campese del foro di Bari. “Purtroppo per i tribunali civili le relazioni dei servizi sociali sono leggi incontestabili”: e così oggi, nonostante la donna abbia segnalato il tutto al comune pugliese e denunciato l’operato dei servizi sociali alle autorità competenti” scaturito in una sensata protezione per ambedue in struttura protetta”, la “Corte d’Appello di Bologna non riconosce alcun pericolo per la donna e per il bambino rispedendo paradossalmente gli stessi dall’assistente sociale che la signora ha denunciato”. Un assistente che, appresa la denuncia della signora, ha iniziato a redigere relazioni gravemente calunniose nei suoi riguardi e tese farle perdere l’affidamento del figlio.

Da qui anche un parallelo con quanto successo a Bibbiano e l’inchiesta sugli affidamenti illegittimi: «Anche nel mio caso devo testimoniare un potere enorme affidato a queste figure. Con che spirito le vittime possono denunciare se l’iter è questo?».

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2 risposte a “Perseguitata dal mio ex,
ora cercano di togliermi il figlio”
Appello di una mamma al ministro Bonafede:
“I servizi sociali hanno troppo potere”

  1. La correzione Rispondi

    20/07/2019 alle 08:33

    La domanda esatta è :

    quale ‘potere’ hanno esercitato per anni ed esercitano i servizi sociali targati PD (prima altri sempre di sinistra)
    e chi glielo consente ???

    così tanto per la precisione…

  2. Francè Rispondi

    20/07/2019 alle 08:40

    Strategie difensive :

    prima di mettersi con un uomo (o cosiddetto tale) parlarci per un anno almeno – senza dargliela.
    Proporgli argomentazioni che riguardano il rapporto uomo-donna e tutto il repertorio della violenza sulla donna e il maschilismo imperante.
    Solitamente dopo il primo mese, se vi va discretamente, comincia a cedere. Annotarsi le due o tre strabiglianti cazzate che nonostante il 2019 continua ‘candidamente’ a pronunciare a riguardo e poi mollarlo di punto in bianco senza esitazione.
    Comprarsi da sole rose e cioccolatini (questo tutto l’anno).

    La domanda è questa :
    ma perchè molte donne si mettono con totali idioti ?

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