Ora si accorgono dell’Immobiliare Raffaella a Fabbrico
Interrogazione di Spadoni sul parco costruito dei nipoti del boss Dragone

La deputata 5 Stelle Maria Edera Spadoni ,vicepresidente della Camera, annuncia un’interrogazione al governo in merito al fatto “che a Fabbrico il parco comunale è stato realizzato dai nipoti del boss di ‘ndrangheta Dragone”.

La struttura è stata realizzata dalla Immobiliare Raffaella S.a.s, architetto Giuseppe Todaro. La società in accomandita appartiene alla sorella Maria Teresa Todaro. Entrambi sono figli dell’ingegner Raffaele Todaro e di sua moglie Caterina Dragone, figlia del boss cutrese Antonio Dragone confinato a Quattro Castella negli anni Ottanta e assassinato in Calabria, a San Leonardo di Cutro, nel maggio 2004 in un terribile attentato (usarono anche un bazooka) ordito dalla cosca Grande Aracri.

A proposito del parco costruito dall’Immobiliare Raffaella – scrive Spadoni – fondamentale è fare luce sulla vicenda e avere la massima attenzione soprattutto in un territorio come il nostro, permeato dalla criminalità organizzata, in primis dalla ‘ndrangheta” dichiara in una nota la Vicepresidente della Camera dei Deputati Maria Edera Spadoni e deputata del M5S.

Panoramica di Fabbrico

“Chiederemo al Ministro dell’Interno se ritenga opportuno, sulla base dei fatti riportati dagli organi di stampa, approfondire e far luce sulla corretta applicazione delle misure di prevenzione e contrasto ai tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa alla società Immobiliare Raffella S.a.s., previste dalla Legge Regionale n.18 del 2016 (Testo unico per la promozione della legalità) e l’Intesa per la Legalità firmata tra Prefetture e Regione il 9 marzo 2018” .

“Non va sottovalutato il fatto che i due fratelli Todaro sono soci in un’altra società, la GMC Immobiliare srl, alla quale nel 2015 il prefetto negò l’iscrizione alla White List – conclude la deputata insieme ai colleghi Ascari, Zanichelli, Lanzi, Mantovani e Croatti. – L’allerta deve essere massima, per questo abbiamo deciso immediatamente di portare il caso del parco comunale di Fabbrico in Parlamento” .

Va detto, in proposito, che la notizia degli affari dell’Immobiliare Raffaella a Fabbrico (ma in altri tempi lavorò nel giro della Cmr a Reggiolo) non è affatto nuova. I cantieri della immobiliare della famiglia Todaro-Dragone furono documentati dalla stampa diversi anni fa: i cartelli giganti delle lottizzazioni campeggiavano praticamente in centro a Fabbrico, ma nessuno aveva da ridire nulla. Non si diede peso alla notizia: del resto erano i tempi d’oro del sindaco Roberto Ferrari, già segretario provincaile del Pd e assessore provinciale all’urbanistica – ora tornato ora in sella dopo una legislatura di quarantena – e l’inchiesta Aemila era lontana, le amministrazioni non andavano per il sottile nei rapporti con i costruttori cutresi, e il Pd poteva permettersi di linciare politicamente il presidente della Camera di Commercio Enrico Bini che denunciava in solitudine – sostenuto solo da poche persone di coscienza – le infiltrazioni mafiose nell’economia reggiana. Del resto il Movimento 5 Stelle era ai primi vagiti – parliamo di una decina di anni fa – e il prefetto De Miro cominciava a svegliare l’opinione pubblica con le interdittive antimafia.
Oggi il clima è diverso, per fortuna: però non si faccia finta di non sapere chi costruiva a Fabbrico, Reggiolo, Campagnola, Correggio e dintorni. Qualcuno vi aveva avvertito, forse eravate distratti, o troppo piccoli.

(Pierluigi Ghiggini)

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