Inchiesta Angeli e Demoni , perchè Carletti chiede la scarcerazione

Con un’articolata memoria difensiva depositata ieri in Tribunale, nello specifico al giudice delle indagini preliminari Luca Ramponi, l’avvocato Giovanni Tarquini ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari a carico del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, indagato nell’inchiesta Angeli e Demoni in qualità di ex delegato ai servizi sociali dell’Unione comuni Val d’Enza, e attualmente sospeso dalle funzioni pubbliche a seguito dell’arresto.

L’avvocato Giovanni Tarquini

Il Gip dovrà pronunciarsi entro venerdì. Nella memoria difensiva, corredata da un’ampia mole di documentazione, Tarquini contesta alla radice l’accusa di concorso in abuso di atti d’ufficio, che si riferisce alle consulenze riconosciute al centro Hansel e Gretel di Torino (direttore scientifico Claudio Foti, psicoterapeuta di punta Nadia Bolognini) per otto minori sottratti alle famiglie in basa e a istruttorie dei servizi sociali su “abusi sessuali e maltrattamenti”. Consulenze suddivise, secondo l’accusa in tre delibere differenti – tra il dicembre 2018 e il gennaio di quest’anno – per aggirare gli obblighi della selezione pubblica, ma che non si concretizzarono perchè nel frattempo la Procura aveva cominciato a sentire i dipendenti dei servizi sociali. A carico di Carletti anche l’ipotesi di “errore determinato dall’altrui inganno” in quanto avrebbe indotto l’Unione ad attestare il falso nel bilancio, facendo inserire spese per affidi che invece riguardavano la psicoterapia.

Andrea Carletti

Al contrario, la memoria difensiva sostiene che “le procedure seguite per affidare il servizio di pisicoterapia al centro Hansel e Gretel erano regolari e basate su una legge regionale del 2008”.

Tarquini rileva che i dirigenti di cui Carletti “si fidava” si erano rifatti a una norma regionale del 2008 per l’assegnamento di incarichi in “coprogettazione” come sistema alternativo alla gare ad evidenza pubblica. Quindi in modo del tutto lecito. E la scelta era ricaduta sul centro studi di Moncalieri perchè da un lato ne era stata sperimentata la qualità nel lavoro con i minori, e dall’altro perchè l’Ausl non avrebbe avuto a disposizione altre risorse professionali.

Carletti, nella memoria difensiva conferma quanto già dichiarato nell’interrogatorio davanti al gip e al pm Valentina Salvi, e cioè di non aver mai avuto a che fare con singole situazioni di minori al centro dell’inchiesta sugli affidi illegali. ribadisce anche la necessità che si indaghi a fondo, caso per caso, per verificare eventuali irregolarità.

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