Il giardiniere di Sestri Ponente e la figlia del fabbro
Radici genovesi dei Roccatagliati (nella Reggia di Rivalta)

9/7/2019 Nel corso della presentazione del n. 163 della rivista Reggio Storia all’Hotel Posta, dopo la bella relazione di Nicola Tirelli Prampolini su un sepolcro dei Rangone a Fellegara, è intervenuto il professor Alberto Cadoppi, storico e penalista, che ci ha ormai abituati agli scoop d’archivio (come il ritrovamento dell’antico sigillo dell’università di Reggio).
Cadoppi ha raccontato una storia affascinante, strettamente connessa alla realizzazione della Reggia di Rivalta, su cui lo stesso Cadoppi, con Baricchi, ha scritto un importante libro un paio di anni fa.
Francesco d’Este, marito di Carlotta d’Orléans, fabbricò la Reggia a partire dal 1724. Fra il 1728 e il 1729 i due soggiornarono per quasi un anno a Genova, dove ebbero modo di vedere da vicino i meravigliosi giardini delle ville della più alta nobiltà genovese. Tornato a Reggio, il principe ereditario decise di assumere una decina di giardinieri genovesi, che giunsero a Reggio nella primavera del 1730. Era tempo di dar corso alla realizzazione del giardino, disegnato abilmente dall’ingegnere francese Jean Baillou.
Tra i giardinieri, che si sistemarono nell’ala sud presso il potager, vi era tale Girolamo Roccatagliata. Egli ben presto si accasò con la figlia di uno dei fabbri della Reggia di Rivalta, Lucia Lanzi.


I documenti relativi al matrimonio, reperibili nell’archivio parrocchiale di Rivalta e in quello della Curia, parlano chiaro. Girolamo era di Sestri Ponente, dove era nato nel 1710. I due ebbero numerosi figli.
Il cognome di Girolamo frattanto veniva pian piano a modificarsi, adattandosi ai costumi reggiani, e si trasformava da Roccatagliata a Roccatagliati. Il cognome Roccatagliata è molto diffuso nel genovese e in tutto il mondo (a seguito di molte emigrazioni specie verso il Sudamerica). Fra gli esponenti illusti della casata, il poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, autore di Apua Mater (nato a Genova e vissuto a Ortonovo e Carrara).


Questa diffusione si spiega per il fatto che Roccatagliata era un importante castello medievale collocato nelle montagne dietro a Camogli. Il cognome Roccatagliati, viceversa, è limitato a pochissime famiglie quasi tutte dislocate a Reggio o in zone limitrofe. Il motivo è semplice: il Roccatagliati che diede origine a questa versione del cognome era proprio il nostro Girolamo, dunque tutti i Roccatagliati oggi viventi dovrebbero discendere dal Girolamo.
I Roccatagliati restarono giardinieri del palazzo di Rivalta per tutto il secolo XIX. Vissero in diretta l’arrivo dei francesi a Reggio nel 1796 e la conseguente confisca, e svendita della Reggia e del suo ricco mobilio.
Per loro, che avevano vissuto circa 70 anni in quel meraviglioso palazzo e avevano curato con le loro mani quei mirabolanti giardini, vedere andar tutto in malora e in rovina non fu certo un bello spettacolo. In seguito divennero servitori dei Corbelli, che avevano acquistato tutti i palazzi e le terre estensi in zona.

Esponenti dei Roccatagliati all’Hotel Posta


Gran parte dei Roccatagliati restarono a Rivalta sino alla fine dell’Ottocento se non fino agli inizi del Novecento.
Tra i discendenti accertati del giardiniere Girolamo possiamo menzionare tra i tanti Sabrina, noto avvocato reggiano; e Alessandro, professore ordinario di storia della musica nell’Università di Ferrara e neoeletto direttore dell’Istituto Nazionale Studi Verdiani avente sede a Parma.
Molti dei Roccatagliati attuali erano presenti all’incontro all’Hotel Posta e hanno potuto rivivere il passato della loro famiglia.


Speriamo che il restauro della reggia e del parco – pur fra le molte discussioni e critiche dei mesi scorsi – possa riportare in auge la Reggia di Rivalta. Anche i Roccatagliati ne sarebbero sicuramente felici, e si ravviverebbe il ricordo del loro antenato genovese Girolamo.

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