“Così ho lottato per restituire
i bambini alle loro famiglie”
Il racconto di una mamma reggiana
in guerra con i servizi sociali

16/7/2019Una madre, una famiglia di Reggio Emilia “odiata” dai servizi sociali (di Parma) solo perchè lotta per la restituzione dei bambini – finiti in affido in una comunità, dove hanno subito abusi sessuali – ai loro genitori. Una storia di parecchi anni fa, terribile e toccante, raccontata a Reggio Report da una signora che chiede riservatezza sul suo nome. E nella quale si specchia l’inchiesta “Angeli e Demoni”. Eccola.

“Caro direttore,

Dopo tutto il risuonare degli eventi “Angeli e demoni”, mi sono decisa a scriverti. Non volevo farlo, perché il mio cervello ormai aveva accantonato quelle lunghe peripezie e sofferenze.

Tanto tempo fa ho avuto esperienze con il mondo degli affidi. Io e mio marito abbiamo fatto colloqui, dove ti chiedevano anche il pelo della tua vita. La prima esperienza fu su Reggio, completamente disastrosa, perché i servizi sociali non sono mai riusciti a gestire la mamma di questo bambino. Dopo tanto tempo ho letto la relazione dei servizi, quella che mandano al giudice a Bologna. Un disastro.

Poi incappai nei servizi di Parma, che avevano anche un legame consolidato con qualche assistente sociale di Reggio. Voglio aggiungere poi, che nel posto dove abitavo io c’era una famiglia, parliamo di una famiglia profondamente legata al mondo cattolico, che ha sempre avuto bimbi in affido. Non si sa come mai, ma è chiaro… l’assistente sociale era anche lei legata al mondo cattolico.

Il manifesto della fiaccolata a Bibbiano di sabato 20 luglio

Dopo l’esperienza di Parma, ho provato un tale schifo e ribrezzo che non ho più voluto sentire nemmeno parlare di affido. I bambini affidati dai servizi sociali di Parma, provenienti da una comunità sita in quella  provincia , sono arrivati a casa nostra con seri problemi comportamentali. Dopo pochi giorni ci siamo accorti che a nostro parere avevano ricevuto attenzioni sessuali.

Dai comportamenti dei bambini e dalle parole da loro dette, parole che non fanno solitamente parte del gergo di un bambino di 3 anni, ci siamo subito insospettiti ed abbiamo avvisato lo staff che ci aveva seguito fino all’affido.

Da quel momento sono accadute cose per noi insensate. Lo staff è stato sostituito per intero, sono arrivati ad allontanare uno psicologo dell’Ausl che era distaccato al centro per le famiglie, cosa che non avrebbero potuto fare, a detta dello stesso professionista.

La manifestazione con Giorgia Meloni davanti al Municipio di Bibbiano

Hanno fatto in modo che i minori venissero da noi accompagnati da uno psicoterapeuta esterno all’Ausl per arrivare a togliere i bambini dopo un anno di affido, dalla nostra famiglia per rimetterli nella comunità dove, presumibilmente avevano subito attenzioni sessuali.
In questa comunità non si erano nemmeno accorti che il più piccolo dei due fratelli era quasi cieco e che cadeva continuamente a causa della sua miopia.


Non ci siamo arresi e siamo andati da due avvocati esperti in diritto di famiglia. Dopo aver effettuato una richiesta di accesso agli atti ed aver ricevuto un diniego dai servizi sia di Parma che di Reggio, dopo aver parlato con l’allora difensore civico di Parma, che ci ha sconsigliato di procedere, i nostri legali ci hanno fatto parlare con un noto penalista di Reggio che ci ha dissuaso dal procedere legalmente, consigliandoci di accontentarci di ottenere il ritorno dei bambini con i loro genitori.

Dopo accese discussioni e minacce di togliere a noi nostro figlio, che non ha mai avuto problemi di sorta, tanto da essersi laureato in medicina perfettamente in corso, siamo riusciti ad ottenere il ritorno presso la famiglia di origine che, nel frattempo aveva completato il percorso di recupero.

Non abbiamo più rivisto i bambini e l’assistente sociale ha cercato di fare cattiverie nei nostri confronti.

La manifestazione dei genitori davanti alla sede dei servizi sociali Val d'Enza a Barco di Bibbiano
La manifestazione dei genitori davanti alla sede die servizi sociali Val d’Enza a Barco di Bibbiano

Ora questi bimbi sono diventati adulti, e non rimpiango i soldi spesi per essere riuscita a farli tornare con i genitori, genitori che loro avevano imparato a odiare perché pensavano di essere stati abbandonati.In comunità avevano imparato questo.
Siamo riusciti a fare sì che i bimbi riacquistassero la fiducia nei loro genitori, e tutto questo in mezzo a mille difficoltà, e all’odio che i servizi sociali ci hanno riversato contro, proprio perché noi abbiamo messo in discussione tutto e ci siamo ribellati a questo sistema, l’abbiamo in parte scardinato.

Abbiamo lottato come leoni, e andando contro ai divieti riuscimmo a parlare con i genitori naturali. In quel periodo in comune c’era la giunta di Ubaldi, che ora è morto, così come è morto l’allora difensore civico, donna.

Un’ assistente sociale sembra abbia fatto carriera, era quella che ci odiava di più e con la quale abbiamo avuto accese discussioni.
Vogliamo però ricordare che noi questi bimbi li abbiamo amati davvero…e siccome all’inizio ci dissero che sarebbero stati adottabili, abbiamo pensato che qualcosa non funzionava nel sistema e che se i genitori naturali avevano fatto il loro percorso di recupero era giusto che tornassero con loro.

E con questo chiudo, ormai è passata una vita e la vita continua… spero che tante mamme e papà possano riabbracciare i loro figli. 
Ti prego di tenere l’anonimato sulla mia lettera, se vuoi pubblica con nome di fantasia. Queste cose mi feriscono ancora dopo quasi vent’anni”. Marta C.

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8 risposte a “Così ho lottato per restituire
i bambini alle loro famiglie”
Il racconto di una mamma reggiana
in guerra con i servizi sociali

  1. Alfonso Rossi Rispondi

    16/07/2019 alle 21:32

    Insomma, mi pare proprio che ci sia qualcosa di disgustosamente malato nella filosofia istitutiva di questi servizi, nelle loro radici native, sia sotto l’aspetto di merito, sia sotto l’aspetto organizzativo. Qualcosa di irredimibile, che renderebbe vane misure più lievi del loro scioglimento. Un abbraccio commosso e ammirato alla autrice della lettera e ai suoi familiari.

  2. Claudio Manzari Rispondi

    17/07/2019 alle 12:10

    Una commissione d’inchiesta parlamentare dovrebbe risalire fino al programma e ai libri di testo del corso universitario: non ci sarebbe troppo da meravigliarsi se si scoprisse che fin da lì si instillasse la diffidenza verso la Famiglia Naturale, vista come luogo di oppressione-repressione per la donna.

    • Fausto Poli Rispondi

      17/07/2019 alle 14:23

      No. I libri sono eccellenti. Sono le cattive compagnie il problema.

      • Pesi&misure Rispondi

        17/07/2019 alle 15:09

        .. mi pare piuttosto compagnie criminali….

  3. Rosa Rispondi

    17/07/2019 alle 15:06

    Alcuni scrivono che la causa primaria di questa organizzazione lucrosa e criminale posta in essere, che dura da decenni a quanto pare, sia imputabile in un certo qual modo al femminile non allineato, ‘non conforme’ per capirci.
    Direi che in questa maniera non soltanto si devia l’attenzione verso le indagini CONCRETE e i FATTI REALI in cui sono implicati moltissimi maschietti oltre le femminucce e di svariate categorie professionali, ma si introduce un ulteriore pregiudizio nei confronti delle donne (che sinceramente non ne hanno bisogno, anzi).
    Certo la teoria esiste, ma ora come ora
    la cosa FONDAMENTALE è prendersela semmai soltanto con i COLPEVOLI nome e cognome, individuandoli e punendoli, riformando magari quelle strutture educative e sociali (forse anche giudiziarie) a cui appartengono.
    Non si risolvono di certo queste enormi ANOMALIE DI SISTEMA con delle teorie antifemministe o altre monate.

  4. Dado Rispondi

    17/07/2019 alle 15:16

    Due cose allucinanti : il famoso penalista che sconsiglia di procedere legalmente reggiano…..

    quindi……

    L’assistente sociale ‘orchessa’ che ha fatto carriera.

    E poi dicono che non è un SISTEMA ???

  5. Maria Giovanna Agostini Rispondi

    17/07/2019 alle 16:34

    Quando ero bambina e facevo la monella, come a tutti i bambini i genitori dicevano che sarebbe arrivato l’orco e li avrebbe portati via con lui. Adesso a Bibbiano!’Orco è arrivato davvero e si è portato via tanti bimbi innocenti! 💝 💖 🤩

  6. Fausto Poli Rispondi

    17/07/2019 alle 21:17

    Giusto. Commenti giustissimi. La comunicazione deve essere onesta verso i Suoi LETTORI.

    In ogni caso, su Panorama, La Verita’ , si scrive molto di questo. La burocrazia pero’ non va incontro alle esigenze dei cittadini. In altri Paesi, sarebbe gia’ iniziato un processo veloce ed efficace.

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