Caso Bibbiano, sì alla commissione regionale d’inchiesta
E Bonaccini continua a gridare al complotto

27/7/2019 – “E’ la Regione Emilia-Romagna la prima che vuole verità e chiarezza sulla vicenda della Val d’Enza. L’istituzione della Commissione d’inchiesta rappresenta un’assunzione di responsabilità da parte della politica. Ringrazio quindi l’Assemblea legislativa che ha accolto l’invito a dare un contributo di ulteriore chiarezza, in primo luogo nell’interesse esclusivo delle famiglie e dei bambini alle prese con una vicenda drammatica, e poi di tutto il sistema di servizi a tutela dell’infanzia”.

Striscione alla fiaccolata di Bibbiano

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dopo il varo da parte dell’Assemblea legislativa della Commissione regionale d’inchiesta sui fatti della Val d’Enza, al centro dell’indagine aperta dalla Procura di Reggio Emilia. Commissione d’inchiesta voluta soprattutto dalle opposizioni, con la maggioranza che alla fine ha dovuto cedere, pur non abbandonando la strategia suicida difensivista sul sistema Bibbiano.

Lo stesso Bonaccini, allineato al segretario nazionale del Pd Zingaretti, è tornato a condannare le cosiddette “speculazioni” o “strumentalizzazioni politiche” con la consueta demonizzazione degli avversari, facendo finta di non capire che lo choc della vicenda affidi illegali ha assunto inedite dimensioni planetari, e che si configura comunque – come ha dichiarato il minsistro Salvini a Bibbiano – come un problema non solo della Val ‘Enza ma a carattere nazionale, di un sistema generale dove “qualcosa non funziona”. Ciò naturalmente, non elimina le responsabilitàdei èpoliticanti locali, regionale dei parlamentari reggiani che hanno sfilato sul palco delMetropolis di Bbbiano insieme a arrestati e indagati qiuando giàsiera sparsala voce, tra i loro protetti e idnagati, dell’inchiesta della Propcura e dei Carabinieri.

Per il Pd invece, il caso Bibbiano è praticamente una montatura mediatica che avrebbe l’obiettivo di disarcionare la sinistra alle prossime elezioni regionali: può apparire incredibile, ma è questo lo scenario disturbato dipinto da giorni in riunioni e colloqui di partito.

Salvini a Bibbiano

Lo conferma il fatto che il governatore dell’Emilia-Romagna, il quale del resto non ha mai brillato per un approccio positivo con le opposizioni, continua anche oggi sul leit motiv vittimista, scivolando poco elegantemente sulle responsabilità politiche, nonostante il voto unitario assembleare sulla commissione d’inchiesta regionale,
“Ribadisco l’auspicio che le speculazioni e la campagna d’odio portate avanti finora da più parti possa finire. E’ la Magistratura- sottolinea Bonaccini- chiamata a indagare e sarà il processo a stabilire chi, eventualmente, avrà commesso reati e a perseguirli fino in fondo. Noi, istituzioni e amministratori, siamo chiamati in primo luogo a dare risposte che rafforzino il sistema di tutela e protezione dei minori e delle famiglie, analizzando ogni aspetto possibile degli attuali meccanismi e delle attuali procedure, compreso tutto ciò che riguarda gli affidi. Insieme, allora, facciamo piena luce, per arrivare a chiudere ogni falla possibile”.

Nessuna parola, appunto, sulle responsabilità politiche: che ci sono eccome, anche a livello regionale, alla luce fra l’altro delle cospicue somme erogate per convegni, progetti, iniziative firmati da arrestati e indagati dell’inchiesta Angeli e Demoni.
Continua Bonaccini: “Il lavoro dei consiglieri regionali nell’ambito della Commissione d’inchiesta si affiancherà, ma su piani assolutamente diversi, a quello delle autorità inquirenti e a quello della Commissione tecnica che come Giunta regionale abbiamo istituito il 13 luglio scorso, composta da esperti di provata esperienza e competenza. Capire e ragionare sul funzionamento di sistemi e servizi pubblici è compito della politica- conclude il presidente della Regione-. Facciamolo, però abbassiamo i toni mantenendo allo stesso tempo alta la vigilanza.”

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Una risposta a 1

  1. Mary Poppins Rispondi

    27/07/2019 alle 14:51

    Chi vuole verità e chiarezza non è un ‘complottista’ ma semmai una persona civile.
    Da troppo tempo i confini tra cosa e CHI sia giusto o ‘sbagliato’, onesto o ‘disonesto’, morale o immorale, sono crollati.

    E’ giunta l’ora di ridefinirli e ristabilirli, pensano in molti.
    Che piaccia o no.

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