Angeli e Demoni: andare dritti alla regia del film horror
Poi ci occuperemo del resto

DI MARCO CATELLANI

29/7/2019 – Più allarghi i confini del problema più diluisci le responsabilità, è una legge fisica alla quale ormai siamo abituati.

È indiscutibile ormai che c’è un’evidente responsabilità politica, chiara e indiscutibile da portare addirittura il PD a parlare di montatura mediatica che avrebbe l’obiettivo di sbalzare di sella lo stesso PD alle prossime regionali.

Il film horror di Bibbiano non è un fatto locale o regionale ma si è ormai diffuso a macchia d’olio a livello Nazionale e non solo. Tuttavia, a mio modesto parere, più passano i giorni più si tende a parlare di responsabilità politica ad ampio spettro, e meno si parla dei protagonisti responsabili dei bruttissimi reati e dei bimbi e delle famiglie di Bibbiano. Ora, a mio parere, l’obiettivo basilare è salvaguardare i bambini, le famiglie, interrompere il meccanismo criminale, individuare i principali responsabili, ossia le persone che avevano una correlazione professionale diretta o indiretta con il sistema degli affidi. In primis, l’amministrazione pubblica della Val d’Enza e in secundis il Servizio Sanitario.

La Onlus Hansel e Gretel di Torino, al centro dell’inchiesta che ha sconvolto la rete di servizi sociali della città, fiore all’occhiello della Provincia Reggiana, oltre che ad utilizzare i suoi psicologi per risolvere le problematiche di bambini vittime di violenze, svolgeva anche un ruolo di modello per la formazione degli operatori. Il fondatore della Onlus Claudio Foti, era stato giudice onorario del Tribunale dei minori.

Vi ricordate quando lo psichiatra Crepet aveva criticato Reggio Children? Fu letteralmente linciato mediaticamente dalla sinistra Reggiana, in quanto le Istituzioni e il relativo partito tendono a difendere i loro “patrimoni culturali” , o presunti tali.

La fiaccolata di Bibbiano

Alla luce di questa premessa e tornando al caso di Bibbiano cerco di andare alla radice del “male”, e chiedermi chi sono i protagonisti, chi c’è alla regia, chi sono le comparse reali e le comparse ignare del delitto compiuto e chi ha contribuito alla produzione e alla sponsorizzazione, senza vigilare sulla realizzazione del film horror, che sta riempiendo le pagine dei giornali e i social a livello mondiale. Rappresentanti politici come Roberta Mori e Vanna Iori , se verranno confermati i fatti dalla Procura, è indubbio che avranno responsabilità politiche, etiche o di qualsiasi altro tipo, come è anche vero che alla base del problema ci possa essere un’ideologia antifamiglia come dice il Vescovo Camisasca. Ma ora non è la priorità, ora dobbiamo bloccare il sistema, aiutare i bambini e le loro famiglie, individuare i responsabili diretti e far si che vengano consegnati alla giustizia e puniti per i loro reati.

Allora andiamo in ordine, il Sindaco è l’Autorità sanitaria del comune, e al momento è ai domiciliari sospeso dal suo incarico dal Prefetto di Reggio. Il Dott. Nicolini, direttore generale dell’AUSL di Reggio Emilia, ora indagato per abusi d’atti d’ufficio, esercita poteri di nomina fiduciaria di diversi dirigenti, tra cui il Direttore Sanitario (dott.ssa Cristina Marchesi) e la (dott.ssa Elisabetta Negri) Direttore delle attività Socio Sanitarie dell’AUSL Reggiana, professionisti dei quali non si è mai parlato in questa storia, che in qualità di pubblici ufficiali godono di autonomia gestionale propria.

Le due dottoresse insieme al Dott. Nicolini hanno partecipato a vario titolo o come relatori a vari convegni con gran parte degli indagati, come ad esempio “Rinascere dal trauma: il progetto “La Cura” Un convegno per approfondire il tema del trauma infantile, le possibilità̀ per arginarlo, le esperienze per curarlo con la Direzione Artistica e regia di Fadia Bassmaji ora indagata e con divieto di avvicinamento ad un minore.

Quando la notte abita il giorno: l’ascolto del minore vittima di abuso sessuale e maltrattamento. Sospetto, rivelazione, assistenza, giustizia, all’XI settimana della salute del 2016. A tali convegni erano presenti un po’ tutti gli indagati, convegni patrocinati dall’AUSL o da esponenti di partito. Allora rispondiamo subito a quali potrebbero essere le responsabilità di questi professionisti, che rimanendo nell’ambito cinematografico, potremmo chiamare gli addetti alla produzione, piuttosto che preoccuparci, al momento, delle responsabilità politiche; converrete con me che è meglio bloccare subito un’emorragia piuttosto che attendere di essere anemici per poi fare una trasfusione.

Sul sito web dell’AUSL di Reggio sono elencate tutte le funzioni dei vari dirigenti. In sintesi il Direttore Sanitario presiede il Collegio di Direzione, svolge funzioni di vigilanza, controllo e valutazione; risponde all’esercizio delle funzioni relative alla responsabilità professionale è membro del comitato etico provinciale, coordina l’attività dei programmi aziendali e interaziendali.

Il Direttore delle attività Socio Sanitarie ha un ruolo fondamentale in questa vicenda perché è la figura che maggiormente di tutte le altre ha un ruolo di vigilanza, supervisione e controllo.

Sotto il profilo della responsabilità, la riforma del Welfare come delineata dalla L.R. 2/2004 si fonda sull’integrazione di tre grandi dimensioni: socio-assistenziale, socio-sanitaria e socio educativa, le quali costituiscono, in ultima analisi, i presupposti del sistema salute.

Non voglio essere un buonista, ma quando si ha la convinzione di avere alla portata di mano un sistema educativo o un sistema degli affidi dei bambini che rappresentano un fiore all’occhiello, modelli da emulare, è normale allentare le difese, i controlli e la vigilanza. Detto questo, non esime i dirigenti da un’eventuale responsabilità professionale, qualora tutto venga confermato dalla procura, ma converrete con me che la differenza tra la colpa e il dolo, non solo sotto il profilo giuridico ma soprattutto sotto il profilo morale, in questi orrendi reati, fa una differenza enorme. Una volta individuato e condannato i colpevoli ci preoccuperemo anche degli “sponsor della produzione”. Speriamo che il film finisca presto, attendiamo i titoli di coda.

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Una risposta a 1

  1. Gastone Rispondi

    29/07/2019 alle 12:54

    Anche Zio Paperone difendeva nel Bunkerone il suo PATRIMONIO ‘CULTURALE’.

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