Aemilia, i giudici: “Perchè Iaquinta è estraneo alla ndrangheta”
“Ma il padre è figura strategica del sodalizio criminoso”

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18/7/2019 – Vincenzo Iaquinta, ex calciatore campione del mondo condannato a due anni per una irregolare custodia di armi, è ritenuto dai giudici estraneo all’associazione mafiosa, di cui invece è parte il padre, Giuseppe. Così i giudici nelle motivazioni ( 3.200 pagine in quattro volumi ) della sentenza del processo Aemilia contro la ndrangheta insediata a Reggio Emilia.
    “L’estraneità” di Iaquinta “alla associazione mafiosa e lo strettissimo rapporto personale con il padre lasciano il dubbio che egli non abbia agito nel perseguimento della finalità tipica contestata bensì al solo scopo di aiutare il padre”, una figura “strategica all’interno del sodalizio criminoso”.
    La Procura aveva contestato a Iaquinta l’aggravante di aver agito per agevolare l’associazione ‘ndranghetistica. Il padre Giuseppe Iaquinta, è stato condannato a 19 anni. Secondo il tribunale l’imprenditore “rappresenta una delle figure maggiormente importanti, strategiche, all’interno del sodalizio criminoso”.

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