Un’ottima idea da correggere: ecco come
“Un grazie al governo per i MiniBot sbagliati”

DI GIOVANNI LAZZARETTI

9/6/2019 – «Capo, posso dirti che non capisco?», «No! Ti ordino di capire!».
Cari amici, l’invettiva di Peppone al Brusco la rivolgo anche a voi: vi ordino di capire. Non lasciatevi sfuggire
questa occasione in cui la nOmismatica esce dalle conferenze e diventa dibattito politico.


PA = Pubblica Amministrazione. MB = MiniBot
La Camera ha approvato all’unanimità la mozione Baldelli che impegna il governo a varare i MB, vale a dire il pagamento dei debiti della PA alle imprese in titoli di Stato di piccolo taglio. Aggiungiamo il lato comico di PD e +Europa, contrari, che hanno approvato senza rendersene conto. Compreso l’ex ministro Padoan.


I MB di Claudio Borghi hanno svegliato subito il dibattito. Massimo Amato (il mio nOmismatico preferito) li ha contestati con un articolo severo. Attenzione, però: contesta, ma propone al contempo un’altra soluzione.
Non è un Padoan qualunque che li ha votati senza accorgersene, che non li avrebbe votati qualora se ne fosse accorto, e che mai avrebbe avuto proposte alternative.

Fac simile di un MiniBot


Procediamo con ordine.
C’è un problema che si chiama “ritardi di pagamento della PA”: ci sono imprese che falliscono non per debiti, ma perché paralizzate da crediti non riscossi.
Perché la PA non ha fretta? Perché non ha soldi, ovvio. Ma c’è un’altra ragione: «Questi debiti, nella misura in cui non impegnano la cassa, non rientrano nel conteggio del debito pubblico. Mors tua vita mea: la PA soffoca le imprese per non soffocarsi di ulteriore debito».
I MB sono ulteriore debito? Sì, ma con caratteristiche particolari: niente interessi, niente scadenza, e vorrebbero servire su base volontaria anche a pagarsi tra ditte. Vorrebbero quindi essere “moneta”, senza essere “denaro”.
Ma Amato segnala che «darebbero luogo a un mercato secondario in cui sarebbero venduti a sconto.
Nominalmente uguali a euro, varrebbero meno. Le monete parallele, soprattutto nella forma di un contante cartaceo, generano mercati secondari. E i debiti sarebbero pagati sì, ma con uno sconto ben più selvaggio di quello già pesante che viene offerto dal sistema bancario».
Ecco allora la “soluzione Amato”, che riporto in dettaglio.


«I debiti delle PA sono certi per competenza e incerti per cassa, cioè quanto al momento del pagamento. Se si fissasse una data, anche lontana, per il loro pagamento in euro, si potrebbe anticipare il loro pagamento con voucher elettronici da convertirsi automaticamente a data certa in euro. Essendo elettronici, i voucher circolerebbero su una piattaforma di pagamento che impedirebbe pagamenti a sconto e garantirebbe la tracciabilità».
«La PA anticiperebbe fin da subito “qualche cosa” che a scadenza diventa euro, ma che nel frattempo può essere usato per pagarsi fra soggetti economici, accettata da tutti proprio perché può essere usata da tutti per pagare le tasse».
Agli abitanti di San Martino in Rio fischiano le orecchie?
Certo che fischiano. Perché questo metodo assomiglia fortemente ai BST, i Buoni di Solidarietà Territoriale. Nati con scopi diversi, vorrebbero funzionare esattamente così.

  • Un circuito di pagamento indipendente dalle banche.
  • Un “qualcosa” che non è euro, ma che si cambia in euro a una scadenza determinata.
  • Un “qualcosa” che nel frattempo può essere usato per fare pagamenti immediati agli altri aderenti del circuito.
    Cos’è che mi fa pensare che Claudio Borghi e Massimo Amato, chiusi in uno sgabuzzino, si metterebbero facilmente d’accordo? Me lo fa pensare il fatto che coi BST Massimo Amato iniziò come Borghi: propose BST cartacei. Solo dopo propose la piattaforma elettronica.
    Si parte dal cartaceo perché è più agevole da spiegare al grande pubblico. Ma poi in breve tempo si percepisce che la piattaforma elettronica è essenziale.
    Non sappiamo cosa succederà al governo, non sappiamo cosa diventeranno i MB, forse diventeranno VPA (Voucher Pubblica Amministrazione). L’importante è uscire dalla trappola nella quale ci troviamo: uno Stato senza soldi mi va anche bene; ma uno Stato senza idee nOmismatiche non è più possibile.

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(DALLA VOCE DI REGGIO)

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