“Un sistema politico affaristico degenerato”
Il rapporto dei Cc su Vecchi, l’affaire dell’area ex casello A1 e i conflitti d’interesse di Telereggio

DI PIERLUIGI GHIGGINI 

7/6/2019Le rivelazioni di Reggio Report sulle notizie di reato trasmesse dal comando provinciale dei Carabinieri nell’aprile e nell’agosto 2010, ormai nove anni fa, hanno suscitato nuovi e lancinanti mal di pancia nel Pd, con un putiferio di reazioni nei social e anche nei media del mondo dem. C’era d’aspettarselo: sono rapporti che tiravano in ballo Luca Vecchiquale regista della vendita dell’area ex casello autostradale dal Comune di Reggio all’Immobiliare Nord Est. Vecchi, fra i numerosi incarichi professionali in ambito cooperativo, figurava anche quale presidente del collegio sindacale di Immobiliare Nordest e contemporaneamente era capogruppo Pd in Sala del Tricolore.

Ieri sera Telereggio , con un servizio del direttore Franzini, ha confermato che il documento – firmato dall’allora dal comandante del nucleo operativo di Reggio Emilia maggiore Vittorio Boccia ( oggi colonnello comandante della Polizia Giudiziaria a Catanzaro) – consisteva nella richiesta di mettere sotto intercettazione le utenze telefoniche di Luca Vecchi, di sua moglie Maria Sergio (all’epoca dirigente dell’urbanistica in Comune) e dell’assessore all’urbanistica Ugo Ferrari, che poi diventerà sindaco vicario quando Delrio sarà chiamato da Renzi al governo a Roma.

Secondo la nota dei carabinieri, quell’operazione presentò evidenti anomalie riconducibili a “un sistema politico affaristico degenerato”.

L’area Nord con i ponti di Calatrava

Per la verità Telereggio non ha approfondito la questione, e ha invece sollevato una pesante cortina fumogena gridando al dossieraggio e definendo la diffusione della notizie su quel rapporto dei Carabinieri come “l’ultimo di una serie di tentativi di diffamazione, di discredito e di intimidazione con cui uno o più soggetti ha cercato di inquinare la vita politica della città”, mescolando il rapporto di cui si parla oggi con la famosa lettera del “corvo” del 2014, un’altra informativa dei carabinieri del 2013 (definita “famigerata”) e persino con la lettera dal carcere indirizzata a Vecchi da Pasquale Brescia, condannato per associazione mafiosa nel progesso Aemilia.

Telereggio si guarda bene da entrare nel merito della vicenda area casello A1 (la ricostruzione operata dei Carabinieri, peraltro, è ineccepibile) e del resto non può farlo perchè è parte in causa: il suo editore è lo stesso colosso cooperativo proprietario dell’Immobiliare Nordest che – unico partecipante all’asta – acquistò dal comune di Reggio, l’area in questione con un rilancio di soli 200 mila euro. E di quella società Vecchi era presidente dei sindaci.

Il sindaco Luca Vecchi con Graziano Delrio

Tutti, si dirà, hanno un padrone, e certo non è una colpa. Ma quanto si grida al complotto non si possono avere in casa conflitti d’interesse di queste proporzioni, anche perchè l’informativa dei carabinieri – che Telereggio mostra di conoscere bene – contiene riferimenti al mondo della cooperazione, al quale l’emittente appartiene da sempre, quale parte integrante di un presunto disegno criminoso inseribile nel contesto del sistema politico affaristico “degenerato” di Reggio Emilia.

Considerazioni analoghe valgono per l’accusa di dossieraggio: evidentemente Telereggio attribuisce ad altri comportamenti che non le sono estranei, vista la vivisezione cui ha sottoposto il candidato del centro-destra Salati a colpi di visure camerali sulle sue attività, e persino sui cognomi dei suoi soci artigiani calabresi. Nulla di male, al contrario: i giornalisti hanno il dovere di informare i cittadini senza riguardi per nessuno, e di fare le pulci ai candidati. Ma ciò che andava bene per Salati prima, ora deve andar bene anche per Vecchi. A meno che, Orwell insegna, a Reggio Emilia non vi siano animali più eguali degli altri.
Sorge spontanea, a questo punto, una domanda: le richieste di intercettazioni firmate dal maggiore Vittorio Boccia, ebbero un seguito? Cosa decise nel 2010 la procura di Reggio Emilia? Forse negò la richiesta? Attivò delle indagini, oppure i rapporti dei carabinieri furono accantonati nel porto delle nebbie senza ulteriori accertamenti?

Sarebbe bene conoscere decisioni, contesti e conclusioni, anche alla luce della gravissima crisi istituzionale che si è aperta al Csm per i conciliaboli tra consiglieri magistrati e un grosso nome del Pd come Luca Lotti, per le nomine ai vertici delle Procura di Roma e di altri uffici giudiziari.

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Una risposta a 1

  1. [email protected] Rispondi

    07/06/2019 alle 14:47

    Chiaramente se non c’è un controllo….

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