Scandalo “toghe sporche”- Pd
Il giudice Morlini autosospeso perde la presidenza della V Commissione Csm
Dimissioni? Si spacca l’Associazione Magistrati

9/6/2019 – Il giudice reggiano Gianluigi Morlini, autosospeso dal Csm perchè travolto dalla bufera degli inciuci tra consiglieri del Csm e vertici del Pd portati alla luce dall’inchiesta Palamara-Lotti-“toghe sporche” – ha perso la presidenza della Quinta commissione, quella che si occupa degli incarichi direttivi negli uffici giudiziari. Vale a dire la più delicata, dove il cancro del correntismo politico della magistratura può trovare espressione ai livelli più elevati e, naturalmente, raffinati.

Il giudice Gianluigi Morlini

Sarà d’ora in poi il togato Mario Suriano della corrente della sinistra giudiziaria Area (Magistratura Democratica e “verdi”) a presiedere la Commissione sino a ieri guidata da Morlini, il più giovane membro togato del Csm, sino al luglio scorso al tribunale Civile di Reggio Emilia eletto al Csm in quota Unicost (centro sinistra).

A Palazzo dei Marescialli, infatti, il Comitato di presidenza ha modificato le composizioni di alcune Commissioni, dopo le dimissioni di Luigi Spina (Unicost) e le autosospensioni appunto di Morlini e dei 3 giudici di Magistratura Indipendente Corrado Cartoni, Antonio Lepre e Paolo Criscuoli.

Roma, palazzo dei Marescialli sede del Consiglio Superiore della Magistratura

Lo scandalo degli incontri tra i togati del Csm e Luca Lotti, già sottosegretario alla presidenza nel governo Renzi, per trattare la nomina del nuovo capo della procura di Roma, come di altre procure, ha aperto una crisi istituzionale senza precedenti nell’organo costituzionale di autogoverno della magistratura. Morlini e gli altri, autosospesi potrebbero essere costretti alle dimissioni se passerà la linea dura del vicepresidente David Ermini (membro laico di area Pd). Gli autosospesi, per contro, vengono difesi dalla corrente di Magistratura Indipendente, secondo cui devono tornare più presto al lavoro. Molti attendono le determinazioni del presidente Mattarella.

In Prima Commissione, quella competente a decidere sui trasferimenti per incompatibilità, entrano Giuseppe Cascini (Area) e Concetta Grillo (Unicost), al posto di Spina e Criscuoli, mentre la Quarta, che si occupa delle valutazioni di professionalità, prima presieduta da Lepre, ora vede come presidente il laico della Lega Emanuele Basile. Tra i suoi membri entra anche l’Md Suriano, appunto nuovo presidente della Quinta al posto di Morlini.

Cambio anche alla Ottava Commissione, dedicata alla magistratura onoraria, dove Loredana Miccichè (MI) e Michele Ciambellini (Unicost) vanno a coprire i posti lasciati vacanti da Cartoni e Morlini.

Nella Commissione Bilancio, infine, è subentrato Mancinetti al posto di Spina. Le altre Commissioni non sono state modificate: in alcuni casi non è stato rimpiazzato il consigliere mancante. Non è stata toccata la sezione disciplinare (Cartoni era tra i componenti titolari) perché la nomina dei suoi membri spetta al plenum e non al Comitato di presidenza.

Dimissioni? Si spacca l’Associazione Magistrati

Le mancate dimissioni dei consiglieri del Csm, ma soprattutto il documento con cui ieri Magistratura Indipendente ha chiesto ai togati autosospesi di riprendere l’esercizio delle loro funzioni, stanno facendo traballare la giunta dell’Anm. Giunta guidata da Pasquale Grasso (Magistratura Indipendente) e sostenuta oltre che dal suo gruppo anche dalla corrente centrista di Unicost e dalle toghe progressiste di Area. La ragione è che appena qualche giorno fa l’intero parlamentino dell’Anm aveva approvato all’unanimità un documento in cui si chiedevano le immediate dimissioni dei consiglieri. “Il deliberato di MI è sicuramente una violazione dell’accordo associativo alla base della giunta”, avverte Eugenio Albamonte, esponente di Area.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    10/06/2019 alle 07:49

    Vergogna!

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