“Questo è il mio 25 aprile: pagherete tutto”. La rabbia dei genitori distrutti, davanti all’ufficio servizi sociali Val d’Enza

28/6/2019 – “Questo è il mio 25 aprile, è la mia giornata. La pagherete, è arrivata la vostra ora”. “Bastardi, è arrivata la vostra ora. Adesso sì che verrà fuori tutto”. Continua il via vai dei genitori disperati, ai quali da anni sono stati tolti i figli, negli uffici del servizi sociali Unione Val d’Enza a Barco di Bibbiano. Si parla di una trentina di casi, ma potrebbero essere di più quelli su cui si è acceso il faro dei Carabinieri e della Procura della Repubblica di Reggio Emilia con l’inchiesta Angeli e Demoni. Per sei minori intanto appare certa la restituzione alle famiglie di origine, una volta completato l’iter giudiziario e amministrativo della revoca degli affidi illegali.

Un padre disperato era già davanti agli uffici di Barco, col personale asseragliato nei locali chiusi a chiave, giovedì mattina quando i media web hanno lanciato le prime notizie sull’inchiesta. Un uomo, padre di tre figli, racconta di essere vittima dei racconti falsi della moglie da cui aveva divorziato, sostenuta dai servizi sociali della Val d’Enza: “Relazioni fasulle, dichiarazioni fasulle, lavaggio del cervello ai bambini, ecco cosa è successo qui. e non sono mai stato ascoltato dai servizi sociali. Ho raccolto fatti e prove di quello che accadeva negli incontri con i bambini”. Il suo avvocato, Maria Stella Mescoli, ha dichiarato alla Gazzetta di Reggio: ” Per fortuna la storia di questo padre è finita ai servizi sociali di Parma, che hanno mostrato un atteggiamento diverso, cominciando a verificare tutte le versioni e le verit: anche quelle di un padre a cui sono stati tolti tre figli. Per questo voglio dire grazie infinite alla procura di Reggio Emilia, al tribunale di Parma , ai servizi sociali di Parma e anche almio cliente, che ha avuto pieno autocontrollo in una situazione tanto difficile”.

Anche una donna, con una storia simile e speculare a quella del padremdi tre figli, si è presentata davanti all’ingresso dei Serivizi sociali dell’Unione Val d’Enza per gridare tuttala sua rabbia: a lei avevano tolto la figlia quando aveva otto anni. “Li volevo vedere in faccia, non potete neppure immaginare quanto ho sofferto. Bastardi, è arrivata la vostra ora”.

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Una risposta a 1

  1. Solidarietà massima Rispondi

    29/06/2019 alle 20:21

    Cari Genitori tutti,

    Vi invito a informarvi il più dettagliatamente possibile su tutta la vicenda del ‘Forteto’ in Toscana (potreste trovare molti spunti e riferimenti utili);
    Vi auguro di cuore che possiate avere giustizia e quella pace che per troppo tempo è stata tolta a Voi e ai Vostri bambini.

    😉

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