“Ora facciamo il funerale di papà”: così strappavano i bambini ai genitori

29/6/2019 – Inchiesta Angeli e Demoni: ieri mattina, in Tribunale a Reggio Emilia , i primi interrogatori degli indagati sono stati, per una strana coincidenza temporale, quasi contemporanei a quelli del boss Francesco Grande Aracri e dei suoi figli, anche loro arrestati in settimana in una nuova inchiesta sulla ndrangheta.

Chi si è occupato per molti anni di ‘Ndrangheta in Dda, prima di arrivare a guidare la Procura di Reggio Emilia, è Marco Mescolini. Un parallelo in base alla sua esperienza viene quasi naturale al procuratore: “Ho seguito fatti molto provanti, ma quest’inchiesta è stata umanamente devastante. Per la velocità con cui tutto è emerso, restituisce un quadro assai allarmante”, ha detto il magistrato.

Il Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco Mescolini

Dalle carte dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ e dalle indagini dei carabinieri si coglie il ‘sistema Bibbiano‘. “Fatti – ha detto Mescolini – non critiche a metodologie”. Ci sono i racconti falsati, le relazioni artefatte per descrivere abusi mai compiuti e per togliere i bambini ai genitori, i ‘lavaggi del cervello’ ai piccoli fatti anche con la “macchinetta della verità” a impulsi elettromagnetici, i disegni modificati a sfondo sessuale.

Gli indagati avrebbero provato a creare falsi ricordi nei bambini, plagiandoli. In un caso, raccontato dall’ordinanza del Gip Ramponi, una psicoterapeuta indagata cerca di far rimuovere la figura del padre a un giovanissimo paziente: “Dobbiamo fare una cosa grossa – dice nel colloquio intercettato – Sai qual è? Gli psicologi la chiamano elaborazione del lutto (…) Dobbiamo vedere tuo padre nella realtà e sapere che quel papà non esiste più e non c’è più come papà. È come se dovessimo fare un funerale!”.

PONTEDERA (PISA) 6 NOVEMBRE 2006 PEDOFILIA:CONVEGNO POLIZIA, PIU’ DENUNCE, SPECIE IN FAMIGLIA -FOTO FRANCO SILVI/ANSA

Sempre dalle conversazioni tra gli indagati il giudice coglie il “disprezzo per i metodi comunemente adottati di valutazione e audizione nonché di approccio terapeutico con i minori sospette vittime di abusi”.

Parlando della Carta di Noto, il protocollo con le linee guida deontologiche per lo psicologo forense, un professionista la definisce “una roba scritta da quattro pedofili”.

FONTE: ANSA.IT

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Una risposta a 1

  1. Bea Rispondi

    29/06/2019 alle 18:56

    Pensare che una volta si diceva… ‘la Reggio bene’.
    Devo dire che questa espressione ha già in sè qualcosa che non mi ha mai convinta, anzi mi suona paradossale e un po’vacua.

    Direi oggi invece e senza esitare : ‘la Reggio male’.. osservando i fatti senza fette di mortazza sugli occhi.

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