Ndrangheta, la guerra continua
Sedici arresti e 76 indagati
In carcere Francesco Grande Aracri, fratello del boss Nicolino, e il presidente del consiglio comunale di Piacenza (politico FdI)

26/6/2019 – Un nuovo capitolo della guerra contro i tentacoli della ndrangheta al Nord, in particolare contro la cosca ionica di Cutro Grande Aracri, che in decenni di impunità (finita con l’operazione Aemilia) ha infettato l’economia, la società e le amministrazioni pubbliche di Reggio e di gran parte dell’Emilia.

Con l’operazione Grimilde cominciata alle 3 di ieri mattina, martedì 25 giugno, sono finite in manette sedici persone. Fra questi Francesco Grande Aracri storico ras di Brescello, fratello del boss Nicolino (ora all’ergastolo), arrestato in piena notte mentre un elicottero sorvolava a bassa quota il paese di don Camillo, insieme ai figli Salvatore e Paolo.

I Grande Aracri sono stati prelevati nella villa con piscina di via Pirandello a “Cutrello”, il quartiere calabrese di Brescello, sequestrata in via definitiva nei giorni scorsi.

Arrestato a Piacenza anche Giuseppe Caruso, già funzionario delle Dogane, oggi presidente del consiglio comunale di Piacenza eletto con Fratelli d’Italia: Caruso è l’unico politico coinvolto in questa operazione, che ancora una volta stenta, come del resto l’inchiesta madre Aemilia, a entrare nel ventre del malaffare politico.

I provvedimenti, emessi dal Gip presso il Tribunale di Bologna su richiesta della Dda sono eseguiti ieri, a partire dalla notte, dai poliziotti della squadra mobile di Bologna in collaborazione con quelle di Parma, Reggio Emilia e Piacenza in varie province dell’Emilia Romagna.

Impegnati circa 300 tra donne e uomini della Polizia di Stato appartenenti a tutti gli Uffici investigativi dell’Emilia Romagna, al Reparto Mobile di Bologna, al Reparto volo Emilia Romagna, al Reparto Prevenzione Crimine Emilia Romagna, alle Unità Cinofile della Polizia di Stato.

Eseguite inoltre più di 100 perquisizioni in diverse città del Paese nei confronti di persone, pur non colpite da provvedimenti restrittivi, sono risultate, nel corso dell’indagine, collegate al gruppo ‘ndranghetistico operante in Emilia Romagna.

GLI ARRESTATI

Nell’operazione Grimilde sono coinvolte 76 persone indagate, tra cui la moglie di Francesco Grande Aracri, Santina Pucci, e la figlia Rosita, oltre a nomi famosi di Aemilia, da Nicolino Grande Aracri ad Alfonso Diletto sino a Nicolino Sarcone.

Per sedici sono scattate le misure cautelari restrittive: in carcere con Francesco, Salvatore e Paolo Grande Aracri – arrestati dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia – ora si trovano Giuseppe Strangio, Pascal Varano, Giuseppe Lazzarini, Antonio Muto, Giuseppe Caruso (presidente del consiglio comunale di Piacenza), Albino Caruso, Claudio Bologna, Leonardo Villirillo, Francesco Muto, Domenico Spagnolo. Agli arresti Gregorio Barberio, Manuel Conte, Davide Gaspari.

Operazione Grimilde, gli arrestati



Sono tutti accusati a vario titolo di associazione di stampo mafioso, estorsione, tentata estorsione, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, danneggiamento e truffa aggravata.

Francesco Grande Aracri è uno dei personaggi più noti del clan nel reggiano: già condannato per mafia, è l’imprenditore edile definito come “persona educata e gentile” dall’ex sindaco l’ex sindaco di Brescello Marcello Coffrini in un’intervista alla web tv studentesca Corto Circuito (oggi associazione) fondata da Elia Minari. Intervista che fece epoca, e mise in modo l’intervento della commissione di accesso prefettizia sino allo scioglimento del consiglio comunale di Brescello per condizionamento mafioso.

Giuseppe Caruso, presidente del consiglio comunale di Piacenza, esponente politico piacentino di Fratelli d’Italia e funzionario dell’Agenzia delle Dogane, sarebbe parte integrante, secondo gli investigatori, dell’organizzazione criminale. Secondo la Dda di Bologna (l’inchiesta è affidata al pm Beatrice Ronchi, che ha sostenuto l’accusa nel processo Aemilia insieme a Mescolini, e oggi è il pm di Aemilia 1992) il clan era attivo nel giro delle estorsioni, dell’usura e del riciclaggio grazie ad una fitta rete di prestanome “insospettabili” .

Nel corso dell’operaione sono stati eseguiti anche diversi sequestri preventivi. I sigilli della Stato sono stati affissi ad una serie di società, ad attività commerciali e del campo della ristorazione, e a diversi conti correnti bancari. Tra questi, alcune villette e una pizzeria a Brescello.

Salvini: “Avanti tutta contro i clan”
“Nessuna tregua e nessuna tolleranza per i boss. Avanti tutta contro i clan”. Cosi’ il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato la maxi operazione contro la ‘ndrangheta in corso in Emilia-Romagna, che ha portato all’emissione di una serie di misure cautelari nei confronti, tra gli altri, di alcuni esponenti della cosca dei Grande Aracri e del presidente del Consiglio comunale di Piacenza, Giuseppe Caruso. Da parte sua, ovviamente, Salvini tiene a ringraziare “le Forze dell’ordine, in particolare il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e la Squadra mobile di Bologna, e gli inquirenti” per l’operazione, che ha portato ad “un centinaio di perquisizioni in tutta Italia e arresti per associazione di stampo mafioso, estorsione, danneggiamento e truffa, con oltre 300 agenti sul campo”.

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Una risposta a 1

  1. Poesia Rispondi

    26/06/2019 alle 12:24

    4.

    Sei mostri di potere reggono le catene
    che attorno al collo circonferrato raggiano
    gravide e sorde

    Dalla divisa chiara medaglie pendono,
    iscrizioni, diplomi e documenti,
    e dalle mani corde

    L’occhio virile lampeggia ammonimenti,
    le corde frustano piccoli servi umili,
    ma i mostri lo trascinano

    E l’illusione di comandare illumina
    il viso marcio chino sulle teste
    che i servi nani chinano.

    J.R. WILCOCK

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