L’orrore della pedofilia
Sette anni e 4 mesi all’orco “collezionista”, grazie al coraggio di una ragazzina

19/6/2019 – Quando i carabinieri di Reggio Emilia, guidati dal Ten. Col. Alessandro Dimichino comandante del nucleo operativo, lo arrestarono nell’agosto dell’anno scorso, rimasero sgomenti dalla quantità e dalla atrocità del materiale pedopornografico ritrovato nel computer e nel cellulare di un artigiano commerciante di 60 anni di Reggio Emilia, così da definire l’operazione giudiziaria “orco collezionista”. Oltre cinquecentomila fotografie e video con bambine in pose pornografiche orribili, così tanto materiale che l’indagine ha richiesto una proroga dei tempi, proprio per analizzare l’ingente quantità di file sequestrati e rinvenuti, malgrado il soggetto avesse cancellato alcune prove dei suoi comportamenti criminali. Il caso è venuto alla luce grazie collaborazione fra l’associazione La Caramella Buona Onlus e i carabinieri : è stata infatti l’associazione, col presidente Roberto Mirabile e la vice Anna Maria Pilozzi, a interessare direttamente i militari dell’accaduto, grazie al coraggio di una ragazzina, allora quindicenne, nipote dell’orco collezionista, che – accompagnata dall’amichetta del cuore –  si era rivolta al personale della Onlus antipedofilia, raccontando di aver trovato, casualmente, delle sue foto truccate con photoshop e rese pornografiche, nel computer dello zio, convivente in famiglia.

Ma i sospetti che qualcosa di ancora più grave e penoso fosse accaduto in quella casa, si sono concretizzati man mano che i periti nominati dal magistrato della procura di Bologna estrapolavano i file sequestrati : le attenzioni criminali del sessantenne si erano rivolte anche ad un’altra nipote convivente, disabile tetraplegica, costretta da anni a subire violenze sessuali difficilmente descrivibili. Violenze che lo zio filmava negli anni, avendo disseminato la casa, bagno e camere da letto, di microtelecamere, per collezionare le proprie follie. Atti ai quali hanno messo fine il coraggio di una ragazzina, rivoltasi alla Caramella Buona riconosciuta parte civile col proprio avvocato Monica Nassisi e dall’ottimo impegno dei carabinieri : la condanna in primo grado con rito abbreviato a Bologna, pubblico ministero Luca Venturi e giudice Aldo Resta (legali difensori dell’imputato Studio Andrea Trolli) è arrivata oggi: 7 anni e 4 mesi di carcere più settantamila euro di provvisionale alle parti civili.

Roberto Mirabile, fondatore e presidente de La Caramella Buona

“Questo caso – ha dichiarato a fine udienza Roberto Mirabile – per l’ingente quantità di materiale pedopornografico ritrovato, oltre mezzo milione di file, rappresenta una delle maggiori operazioni italiane contro la pedofilia e voglio sottolineare come sia stato fondamentale accogliere e ascoltare subito la quindicenne che, impaurita e sostenuta solo dall’affetto di un’amica, si è presentata in associazione, chiedendo di essere creduta e protetta. Desidero anche ringraziare il tenente colonnello Dimichino che, con i suoi carabinieri, ha immediatamente stretto una sinergia con noi, nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze”.

Condividi

2 risposte a L’orrore della pedofilia
Sette anni e 4 mesi all’orco “collezionista”, grazie al coraggio di una ragazzina

  1. Carmen Rispondi

    20/06/2019 alle 19:33

    Ascoltare il pezzo di Carmen Consoli : Mio Zio.

  2. Mario Guidetti - portavoce tavolo Hemingway Rispondi

    21/06/2019 alle 10:13

    Per questi turpi reati, la “giustizia del tavolo Hemingway” prevede la castrazione chirurgica senza anestesia – ora invece questo lercio individuo, “ospite” in una struttura carceraria, sezione protetta, costerà un tot alla collettività – sempre la “giustizia del tavolo Hemingway” lo metterebbe assieme agli altri carcerati che non perdonano simili reati e “saprebbero loro cosa fare” – individuo lercio, ci fai schifo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *