Inchiesta appalti, blitz rinviato
per non disturbare le elezioni
Decisione saggia o a favore di Vecchi?

DI PIERLUIGI GHIGGINI

14/6/2019 – A ventiquattr’ore dal blitz, il procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Marco Mescolini ha parlato oggi della maxi inchiesta sugli appalti pilotati che investe il comune di Reggio Emilia, politici, professionisti e burocrati, e in particolare la precedente amministrazione guidata dal sindaco rieletto Luca Vecchi: 15 gli indagati tra cui gli ex assessori Tutino e Matteo Sassi, il Presidente di Rete Raffaele Leoni, l’avvocato del comune Santo Gnoni, l’smministrativista Paolo Coli e altri legali, dirigenti (o ex) del comune, come Montagnani e l’ex dirigente della Mobilità Meggiato (ora passato alla Regione), consulenti del Comune o delle società partecipate. Un procedimento, quello sulle presunte irregolarità nell’assegnazione di incarichi e appalti, che non avrà tempi brevi, ha spiegato Mescolini. E di cui, se emergessero conferme alle ipotesi di reato contestate (tra cui anche corruzione e turbativa d’asta), il procuratore preannuncia che assumerà in prima persona il coordinamento: l’inchiesta ora è in capo a quattro sostituti.

Il Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Marco Mescolini

Le indagini delle Fiamme Gialle sono in corso da almeno tre anni, ma la svolta con gli avvisi di garanzia, le perquisizioni e i sequestri è avvenuta quattro giorni dopo il ballottaggio che ha confermato sindaco Luca Vecchi, sotto la cui gestione amministrativa erano avvenute le presunte irregolarità in appalti “rilevanti’.

Perché? Oggi Mescolini ha rivelato quello che tutti hanno immaginato: la Procura ha rinviato il blitz per non turbare il clima della competizione elettorale.

Una scelta con pochi e forse nessun precedente: un’inchiesta a orologeria, però alla rovescia. Scelta comunque opinabile perché, se da un lato è saggio tutelare l’equilibrio della competizione democratica, dall’altro il silenzio ha in qualche modo finito per falsare la competizione stessa.

Il dilemma è da antologia, si potrebbe in via filosofica scomodare il principio di indeterminazione di Heisenberg. Perché la Procura, tutelando l’equilibrio della competizione ha provocato contemporaneamente uno squilibrio, tutelandodi fatto, col silenzio, il sindaco e l’amministrazione uscente. La domanda sorge spontanea: quale sarebbe stato il risultato elettorale se gli elettori avessero saputo cosa era accaduto negli anni dell’amministrazione Vecchi e cosa bolliva in pentola?

Mescolini il giorno dell’insediamento alla Procura di Reggio Emilia

Mescolini, con indubbia trasparenza, ha spiegato e difeso la scelta: “Ovviamente abbiamo riflettuto – così l’agenzia Dire riferisce le parole del procuratore di Reggio – Io penso che per alcuni aspetti la campagna elettorale ha avuto un momento in cui il silenzio assoluto e l’inesistenza di questo ufficio hanno dato un contributo all’equilibrio della competizione. Questo per me e’ un valore”.

Infatti, ha aggiunto Mescolini – “fuori dall’esecuzione di misure assolutamente urgenti come quelle cautelari, tutto il resto deve tenere conto delle circostanze ambientali. Poi non c’e’ mai un momento giusto, ma anche i procedimenti hanno un termine massimo. Abbiamo cercato di rispettare al massimo quello che stava avvenendo sia prima, (con l’indagine di febbraio con altri 18 dirigenti indagati, ndr), sia dopo le elezioni, agendo non subito ma non troppo dopo”.

Il sostituto procuratore Valentina Salvi lascia il palazzo comunale dopo le perquisizioni

Il Procuratore ha chiarito inoltre che i tempi per la conclusione della vicenda non sono dietro l’angolo, ma ci si arriverà in fondo. “Indagini come queste non cercano mai la pistola fumante ma elementi assai complessi che devono essere messi insieme con la pazienza, l’umiltà e la tecnica di chi lo sa fare”. E ancora “le imputazioni che noi abbiamo ipotizzato possono essere elementi emersi da talune modalita’ di indagine ma che ieri abbiamo dovuto ricercare nell’elemento fondante, che e’ quello cartolare. Solo dopo un esame di questa documentazione – definita assai ingente – si potrà avere una risposta”.

Il magistrato tuttavia ha assicurato: “Occorre dare una risposta chiara e definitiva in relazione a quanto emerso dalle indagini della Guardia di finanza” . Insomma, “direi che vi dovete abituare al fatto che se facciamo delle richieste di rinvio a giudizio… (qualcosa c’è, ndr. ). Non e’ una cosa nuova, ma soprattutto su questi temi non si può continuare a parlare sempre delle stesse cose senza arrivare ad una risposta giudiziaria”. In proposito Mescolini ha concluso: “Se mai emergesse qualcosa io mi farò parte dirigente”. Vale a dire, assumerà direttamente il coordinamento dell’inchiesta.

Precisando alcuni dettagli dell’inchiesta, il procuratore specifica che l’indagine non è nata da un esposto “ma da una valutazione della Polizia giudiziaria”, su fatti risalenti nel tempo a oltre gli ultimi tre anni. Nelle perquisizioni di ieri sono stati impegnati quattro pubblici ministeri perchè “il giudice ha autorizzato con un provvedimento assai motivato la perquisizione di quattro legali presso il loro ufficio, che deve essere eseguita personalmente dall’autorità giudiziaria”.

Dal “punto di vista dimensionale – ha proseguito Mescolini – è stata sequestrata un’ingente quantità di documenti di cui da subito è iniziato il lavoro di catalogazione e fotocopiatura in modo tale da restituire in un tempo immediato i beni che abbiano un valore cartolare e poi tutto il resto per consentire agli uffici del Comune di continuare la loro attività”. Sui consulenti tecnici ingaggiati, come l’ingegner Romaniello: “Ci sono esperienze recenti anche di altri processi svolti in questo territorio che hanno fatto comprendere come l’attivazione di professionalità tecniche, sia nel campo informatico che in quello strettamente dell’esecuzione degli appalti, è l’elemento che unicamente può consentire di dare una risposta definitiva”.

Infine, quanto all’ipotesi di corruzione, il procuratore reggiano non entra nei dettagli ma dice: “Su questo penso che non tardera’ una risposta deifinitiva perche’ tra i reati non e’ da un punto di vista probatorio tra i piu’ difficili”.

A carico dei 15 indagati , la Procura ha iscritto a vario titolo le ipotesi di reato di corruzione, turbativa della libertà degli incanti, falsità ideologica del pubblico ufficiale, abuso di ufficio e violazione delsegreto d’ufficio.

(fonte: agenzia Dire)

Condividi

7 risposte a Inchiesta appalti, blitz rinviato
per non disturbare le elezioni
Decisione saggia o a favore di Vecchi?

  1. Fausto Poli Rispondi

    14/06/2019 alle 20:23

    Ormai non c’e’ piu’ da scandalizzarsi. Ovvio, a babbo morto (modo di dire) escono tutti gli scheletri. E il problema della magistratura ? Ovvio tutto dopo elezioni. Mi potrei scandalizzare se tra breve il governo decidesse come rimborsare 220 bilions all’ Europa. Cosa che Salvini gonfio come un tacchino non fara. Inutile seguire le vicende polituxhe’ snocciolate sui quotidiani come se fosse un racconto di De Amicizia. Mentre e’ una tragedia coperta ad arte.

    • Trasversale Rispondi

      15/06/2019 alle 08:35

      Caro Poli, legga nel web l’interessante articolo del Fatto Quotidiano che dice che dato che Salvini non ha denunciato Bossi per i soldi trafficati il processo non ci sarà.

      Il Paese dei Balocchi ? O il Paese dei Farlocchi ?

      saluti

      • Fausto Poli Rispondi

        15/06/2019 alle 12:57

        Infatti ha perfettamente ragione Sig. Trasversale! Anche stavolta la propaganda elettor ha raggiunto un alto grado di prodotto lubrificante per mettercelo in quel posto. Mi correggo Sig. Trasversale, sono 2200 miliardi che l’ Italia deve restituire e non 220 miliardi. Mi scuso. Anzi si dovrebbero scusare loro……

  2. Umberto Rispondi

    14/06/2019 alle 22:51

    Quindi l’inchiesta nasce sotto questo Procuratore Capo,o quello precedente ? Perché non c’eravamo abituati a inchieste di questa rilevanza. Che dire ? Intanto, che il Direttore Ghiggini,si staglia con chiarezza in tutta la sua statura. Forse anche a causa della caratura dei colleghi peggioaemiliani ?

    • Heisemberg Rispondi

      15/06/2019 alle 10:27

      Gentile Umberto,
      Ghiggini non è reggiano.
      Fa la gran bella differenza, secondo me.
      Senza comunque nulla togliere a Pierluigi, si intende.

      Caratura ? …
      L’ha vista per esempio la Truffa delle Banche coi diamanti ?
      Questo è un paese dove ormai la corruzione e le violazioni di legge delle Bande Bassotti (bassi di Spirito) sono la norma, spesso condivisa, paraculata e sostenuta ormai anche (mi duole moltissimo dirlo) dal Potere Giudiziario, stracolmo di lecchini avidi di potere e soldi e senza nessun profilo morale ed etico nei confronti dei cittadini.
      Finchè non ci sarà una PULIZIA APPROFONDITA nei Tribunali italiani e nel Sistema enorme che ci sta dietro ( e meno male che c’è ancora una Polizia Giudiziaria onesta! )- veda quello che sta succedendo al CSM… –
      vivremo in un Paese degradato e incivile.

      Distinti saluti.

      • Umberto Gianferrari Rispondi

        15/06/2019 alle 20:12

        Chi a Peggio è giornalista della carta stampata o Web è da me ritenuto giornalista reggiano= che opera in quel contesto. Mi chiedevo: in questi ultimi 30 anni, quali secondo il CSM i “talenti”(?) di un magistrato, per poter essere posto a capo della procura reggiana ?

  3. Heisemberg Rispondi

    15/06/2019 alle 08:25

    Chissà come l’avranno chiamata…
    forse : ‘Operazione Paraculi’ ?

    (‘C’è da ridere per non piangere’).

    BUON LAVORO alla Polizia Giudiziaria e al Procuratore Marco Mescolini.

    Grazie sempre alle dettagliate e precise informazioni del bravo Pierluigi Ghiggini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *