Canapa sativa, già 10 ettari coltivati (legalmente) a Reggio
“Non solo fumo”: Coldiretti difende il business

1/6/2019 – In Italia in cinque anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a cannabis sativa, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018 nelle campagne. A Reggio Emilia sono quasi 10 ettari seminati nel 2019 da cui si attende una produzione di circa 40-50 tonnellate. È quanto afferma la Coldiretti di Reggio Emilia nel commentare la decisione restrittiva presa dalle sezioni unite penali della Cassazione.

«A Reggio Emilia abbiamo creato una filiera per uso farmaceutico del raccolto della canapa sativa – afferma Assuero Zampini, direttore della Coldiretti di Reggio Emilia – Le nostre aziende agricole interessate alla coltivazione sono inserite all’interno di un progetto sperimentale che prevede il ritiro del raccolto destinato poi all’industria farmaceutica e alla biomassa».

«Queste aziende – conclude Zampini – non incappano in nessuna conseguenza derivante dalla decisione restrittiva della Cassazione, perché sono protette dall’ambito operativo consentito dalla legge 242/2016. Sono sospese le vendite alle aziende che commercializzano con finalità ed usi estranei a quelli previsti dall’articolo 2, come ad esempio l’uso ricreativo o tecnico collezionistico».

Una coltivazione di canapa sativa

«Ora su un tema così delicato è necessario l’intervento del Parlamento – sottolinea Zampini – La necessità di tutelare i cittadini non deve compromettere le opportunità di sviluppo di un settore in cui sono sempre di più le aziende agricole che vogliono investire in questa coltivazione».

Non solo fumo, la coltivazione della canapa sativa in Italia riguarda soprattutto esperienze innovative – sostiene coldiretti – con produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, dai cosmetici all’alimentare.

“Tante sono le varianti della canapa nel piatto, dai biscotti e dai taralli al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio, ma c’è anche chi usa la canapa per produrre ricotta, tofu e una gustosa bevanda vegana, oltre che la birra”.

“Dalla canapa si ricavano oli usati per la cosmetica, resine e tessuti naturali ottimi sia per l’abbigliamento, poiché tengono fresco d’estate e caldo d’inverno, sia per l’arredamento, grazie alla grande resistenza di questo tipo di fibra. Se c’è chi ha utilizzato la canapa per produrre veri e propri eco-mattoni da utilizzare nella bioedilizia per assicurare capacità isolante sia dal caldo che dal freddo, non manca il pellet di canapa per il riscaldamento che assicura una combustione pulita.

È in realtà – rileva la Coldiretti – è ilnritorno per una coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia. Il declino, spiega la Coldiretti, è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dall’uso come stupefacente.

«Oggi c’è un diffusa consapevolezza internazionale – conclude Zampini – delle opportunità che possono venire da queste coltura ed è pertanto necessario su un tema così delicato l’intervento del Parlamento».

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Una risposta a 1

  1. Fuori di loro Rispondi

    01/06/2019 alle 10:35

    Tortelli alla Canapa Sativa?

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